Maiali nella nebbia

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Recensioni / Maiali nella nebbia

Prima di Maiali nella nebbia avevo letto altri due libri con dei suini nel titolo (L’era del porco di Gianluca Morozzi e Porci con le ali di Rocco e Antonia), uno mi era piaciuto e l’altro no. Gli animali nei titoli dei libri, se non sono libri per mocciosi, raramente indicano l’animale in carne ed ossa. Spesso sono lì per far scena. Qui Gentili parla di suini veri, quelli da mangiare, quelli sapidamente controversi ma che piacciono un po’ a tutti, uomini e donne, timorati e disinibiti, tralasciando solo i vegetariani. Nel mezzo della nebbia ci stanno degli uomini, anche se si vedono poco, che dedicano la vita all’animale che, tra tutti, provoca più imbarazzo e ironia: il suino.

Essere porchettari non dev’essere facile, allevare animali in genere non dev’esserlo, soprattutto se il frutto di tanta cura e fatica dovrà essere inevitabilmente macellato. Il processo tanto auspicato e oliato si chiude con una morte, ma è una morte che non distrugge bensì trasforma, converte e decodifica. Decodifica il maiale, rendendolo accettato. Nessuno sfotte il prosciutto, neppure i vegetariani.

Ci sono uomini, dicevo. Sono uomini spesso in mandrie, in piccoli assembramenti di esemplari, riuniti dalla missione della conversione. Ho ricordi vaghi di quando andavo in campagna da bambino ma ricordo lo spazio. La campagna che conosco, quella romagnola, è anti-romantica, reale, pure se a raccontarla ci si mette Fellini. Una ragazza della costa mi ha detto un giorno “tu vieni dalla Romagna più becera, quella del tavernello, senza il mare, c’avete la nebbia… mangiate la piadina alta… quella strana, con lo strutto.” Ora, credo che le campagne marchigiane siano simili a quelle delle mie parti. Becere. Eppure ricche di dolcezza, una dolcezza che ha il sapore della cura e del sudore.

Ho detto “ci sono uomini” e poi ho divagato. Sono individui induriti da un lavoro spesso ingrato, salvo celebrazioni e piccole soddisfazioni. Sono mariti, anche se le mogli nel libro si vedono poco. Spesso sono macchiette, comiche e malinconiche, forse rassegnate ad essere uomini non troppo amati. In mezzo ci stanno storie di amicizie virili simili a quelle che compaiono in tanti romanzi d’avventura, una bromance intesa come romance tra bro, fratelli, che vivono sulla fatica, sulla necessità l’uno dell’altro, sull’amore per la bestemmia, sulla durezza e sulla nebbia. Che ritorna, come un qualcosa che cancella ma che permette pure il ricordo. Cosa ricordi? Ricordo la nebbia.

Maiali nella nebbia di Enrico Gentili, ed. Tracce, 2007, 14 euro

 Matteo Bettoli

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