Juan Carlos Onetti | Raccattacadaveri

La faccio breve.

Raccattacadaveri, edizioni sur, è il miglior libro di Juan Carlos Onetti e uno dei migliori libri che vi capiterà di leggere.

Coniuga la complicità alla lettura richiesta da La vita breve, l'ambientazione di quella sorta di sequel che è Il cantiere, lo stallo e l'oscurantismo de Gli addii.

E poi, chiaramente, c'è Santa María.

Raccattacadaveri è una gigantesca dicotomia, the crumbling difference between wrong and right, per dirla à la Counting Crows.

Onetti è un fenomeno e i suoi libri cosa te lo dico a fare.

E sapete cosa.

Mi annoio da morire a ribadire ovvietà.

Allora vi racconto questa.

 

Quando nel 1964 viene pubblicato Raccattacadaveri di Juan Carlos Onetti Roberto Bolaño ha undici anni e vive con padre, madre e sorella a Quilpué, in Cile, dove studia e dove lavoricchia come controllore di biglietti sulla linea Quilpué-Valparaíso, autobus.

 

raccattacadaveri_coverRoberto Bolaño ha vissuto poco ma ha chiacchierato un bel po'.

Una volta deve avere detto che non vale la pena leggere libri da cui sono stati tratti film.

Credo si riferisse a Les Misérables di Victor Hugo e vi accludesse l'aggravante del musical, a intendere che un libro da cui è stato tratto non soltanto un film, addirittura un musical, sia un libro incondizionatamente prescindibile.

Adoro quel mattacchione di Bolaño.

Le persone chiedono perché parlo sempre di Bolaño.

Andrea, di grazia, perché parli sempre di Bolaño?

Ve lo spiego subito.

Parlo sempre di Bolaño perché parlare di letteratura latinoamericana significa collocare Bolaño sulla linea del tempo.

Le lezioni degli ammiragli Borges, Cortázar, Arlt, Rulfo, Asturias, Sabato, Onetti, il cabotaggio di quella nave talentuosa, di quella Conte Biancamano, del boom degli anni sessanta, trova giustificazione e prosecuzione, trova compimento e glorificazione nel monoboom dell'infrarealista mondopolide che aveva paura di volare ma non di raccogliere un'eredità letteraria un tantino impegnativa e farla brillare alle porte del XXI secolo, novello Caronte, novello Virgilio, a seconda dei punti di vista.

 

Città del Messico, 1975.

Il ventiduenne Roberto Bolaño deve intervistare Juan Carlos Onetti per una non precisata rivista messicana e la prima roba che gli viene in mente di fare, dopo avere raggiunto Onetti in albergo, la prima roba che gli viene in mente di fare davanti a uno scrittore di sessantasei anni, davanti a un uomo nato nel 1909, la prima roba che gli viene in mente di fare è tutearlo, come dicono da quelle parti, dargli del tu: Juan Carlos, ti aiuto a fare le valigie?

 

E sapete cosa gli risponde, Onetti?

Non so se avete presente la faccia di Onetti.

Gli risponde Buona idea, giovanotto. Lei cominci con quella, io continuo con questa.

 

La storia prosegue con i due chini in una camera d'albergo, a fare le valigie, e Onetti che ha una busta della spesa piena di libri – libri di autori messicani del periodo, libri che gli sono stati regalati – e che chiede a Bolaño se casomai ne volesse qualcuno da leggere, e Bolaño che dice che no, che preferisce di no e porta le valigie di Onetti in reception, dove l'addetto oppure il facchino riferisce a Onetti che un taxi lo sta aspettando, fuori.

 

Bolaño accompagna Onetti al taxi, carica le valigie.

E l'intervista?

Onetti tira fuori tre banconote, tutte le monete che ha nel portafoglio.

Le prenda, ragazzo.

 

Bolaño prende i soldi, mangia fuori oppure compra un paio di libri, torna a casa e inventa l'intervista, che non viene mai pubblicata.

 

E credetemi quando dico che da Raccattacadaveri sarebbe inammissibile cavare anche una sola scena, un solo fotogramma, figuriamoci un casting, nemmeno sotto tortura, un musical. 

 

Juan Carlos Onetti, Raccattacadaveri, edizioni sur, sedici euro. 

Andrea Meregalli

Vivo con Isabella e Arturo Bandini. Lavoro come giornalista freelance aka una maniera edulcorata di lavorare come giornalista precario. Faccio gli articoli e i siti e i social e i comunicati stampa e gli speech e il seo e la seo: parità di genere. Ho un blog di letteratura e ho scritto un libro, come tutti.

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