Sabato, Addio di Marco Archetti

Photo credit: Letture Sconclusionate

Sono certa che a tutti è capitato di trascorrere un sabato da schifo, almeno uno, quello in cui il vostro migliore amico si è appena fidanzato o la migliore amica ha la varicella e ve ne siete stati a casa sperando che il lunedì arrivasse il più in fretta possibile. Magari, vi è anche capitato che non si trattasse di un evento isolato, ma che per una cosa o per un’altra siate finiti in quegli atroci periodi in cui tutti hanno altro da fare meno che trascorrere con voi il sabato sera. Ad alcuni, possibilmente, tutto ciò non è pesato, ad altri, la cosa è andata di traverso e se lo ricordano come uno dei periodi più bui della loro esistenza. In fondo, può succedere di trovarsi alle prese con il diritto amministrativo e pur di liberarsene al più presto, essere disposti alla clausura. Qualsiasi sia stata la motivazione, poi è passata, vi siete ritrovati col solito gruppo, nei soliti locali a bere e a fumare.

Immaginate, invece, che questo non succeda e che il sabato diventi vostro nemico; niente locali, nessun amico, la vostra casa vi sembri una gabbia, la strada in cui prima vi esibivate in campionati di vasche di struscio sia lì a dimostrarvi il vostro fallimento; nessuno cammina da solo, voi sì. Le risate degli altri vi accoltellino e maledicendo a destra e a manca vi rifugiaste in uno squallido baruncolo puzzolente a mangiare patatine.

Cosa può scattare nella testa di qualcuno ridotto così? Di tutto, anche l’ipotesi di salvarsi e farla franca dall’invidia, dal rancore e soprattutto dalla solitudine. Sembrerà che il destino lo stia aiutando, si dirà che forse era solo questione di metterci un po’ di volontà, allora farà un viaggio, comprerà un centro tavola nuovo, a lavoro sorriderà di più e penserà di aver ucciso il mostro. Ma, se possiedi un mostro, e non sei sicuro di averlo abbattuto non devi abbassare la guardia, perché ritornerà, stanne certo.

O tu, o lui. Non c’è convivenza, solo sopravvivenza.

Se poi il mostro è descritto dall’autore con le parole che cerchi da una vita e che non ti sono mai venute, allora, in qualità di lettore, potresti ritrovarti a fare il tifo per lui. Del resto non è il tuo mostro. Anzi, a proposito, dov’è quello tuo?

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

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