Diario di una Schiappa, o il Bad boy mascherato

L'ennesimo episodio di Diario di una schiappa di Jeff Kinney non ha fatto in tempo a uscire che è balzato ai primi posti nelle classifiche dei libri più venduti. Dicono che la serie (siamo arrivati al settimo episodio, quello appena tradotto in Italia è il sesto) abbia venduto ben 40 milioni di copie nel mondo. E le trasposizioni cinematografiche avranno avuto al solito il loro peso.

Cosa ne fa un appuntamento imperdibile per cotanti lettori? La libraia dice furbescamente che tra le figure e la scrittura a maglie larghissime il Diario scivola tra le mani praticamente inavvertito, anche nelle mani poco avvezze a reggere libri. È leggere come se non si leggesse. E del resto è quello che dice lo stesso giovane Greg in questo episodio della serie quando parla delle sue letture preferite: le Graphic Novel.

Qualche insegnante dice che comunque non sono VERI libri, ma per quanto mi riguarda, se si trovano in biblioteca valgono per le schede di lettura. […] Si leggevano in quarantacinque secondi netti.

Ma più che l'ovvia, inevitabile, scivolosissima scorrevolezza, il punto forte del Diario di una Schiappa è l'onesta amoralità. Greg è una carognetta, senza ripensamenti e senza remore. 

diario-di-una-schiappaNon finge affetto fraterno, evita i vicini noiosi, graffia malamente l'auto sportiva nuova del padre (in buonafede, va detto) e ne esce incolume. Anzi è il padre a dover rinunciare alla bella macchinina e passare a una familiare. Mente all'amico del cuore pur di vincere a un gioco, ed è felice quando finalmente l'amico torna a casa sua. Si ingegna nel trovare scorciatoie quasi criminose pur di non sottostare agli impegni presi. Scappa dalla polizia. È un bad boy mascherato da schiappa. E tutti amano i bad boy.

L'antecedente storico è evidentemente Il giornalino di Gian Burrasca, mitico romanzo di Vamba di inizio '900 dove Giannino Stoppani ne fa di tutti i colori senza scrupoli di coscienza (l'episodio dove gioca a fare il pescatore nella bocca sdentata di un vecchio che dorme è uno di quelli che rimangono impressi nella memoria per sempre). C'è da dire però che viene punito in svariati modi, conseguenza che non sembra affliggere la Schiappa. E le malefatte ovviamente fanno ridere, giovani e adulti in questo senso non fa molto differenza.

Lucida amoralità, ma dal lato meno divertente, è la stessa dei romanzi di Amélie Nothomb, quelli che hanno come protagonisti dei ragazzi ma non solo. Uno su tutti Antichrista dove la perfida Christa sottopone la sventurata Bianca a ogni tipo di umiliazione. Storie di personaggi che fanno le peggio cose, senza ombra didascalica, senza nessuno che li ponga davanti allo schermo del giusto/sbagliato, fanno presa praticamente per forza. Certo, la scrittrice belga ci aggiunge quella tipica sfumatura macabra, e vagamente perversa, che la mette a pieno titolo nella “letteratura per adulti”. Mentre il Diario di una Schiappa non lascia il territorio fanciullesco in cui ha messo solide radici. O no?

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