Grisham è atteso in confessionale

Per parlare del John Grisham devo prima citare Lee Child. Grande bestsellerista statunitense, autore tra l'altro della saga di Jack Reacher, ora sul grande schermo con il volto di Tom Cruise, ha scritto un illuminante articolo sul New York Times a proposito di come creare suspence tenendo il lettore ben saldo all'amo lungo tutto il viaggio. E visto che la suspence è uno degli ingredienti più preziosi di ogni bestseller, l'articolo parla di come sfornarne uno. Lui, dall'alto dei milioni di copie vendute, dice che il punto fondamentale è insinuare dal principio una domanda nel lettore e non rispondere fino alla fine. Ecco svelato il segreto. E non importa quale sia la domanda, il meccanismo vale sempre e comunque, perché la mente umana è programmata per aspettare una risposta, vale anche se la si conosce di già.

L'ex avvocato, ultima opera dell'onnipresente Grisham, autore da più di 60 milioni di copie nel mondo, che può vantare ben 11 trasposizioni cinematografiche dei suoi lavori e 3 trasposizioni televisive, si basa su questo semplicissimo assunto. The racketeer è in testa alle classifiche del New York Times da quando è uscito a ottobre, e ancora non è sceso dal podio. Appena sbarcato in Italia, L'ex avvocato ha conquistato le vette senza colpo ferire, perché ormai da tempo Grisham è garanzia di intreccio accattivante e sicura scorrevolezza.

Il meccanismo da page-turner è semplice e cristallino: si vuole sapere se Malcolm Bannister, ex avvocato finito in carcere per presunta ingiustizia, conosce davvero l'identità dell'assassino del giudice federale o se la sua è solo un'abile manovra per tornare a essere un uomo libero. È stato incastrato o sta tentando a sua volta di fregare l'FBI? Onesto avvocato di se stesso o avvocato del diavolo? E la risposta, l'abile Grisham la pianta esattamente nelle ultime 20 pagine.

Certo direte voi, la faccenda della domanda è una povera discriminante, essendo alla base di innumerevoli libri, dal thriller al rosa all'avventura. Riuscirà Edmond Dantès a portare avanti la sua vendetta? Riuscirà Anastasia Steele a coronare il suo sogno d'amore con Christian Grey? Riuscirà il povero Paul Sheldon a scappare dalle grinfie della psicopatica Annie Wilkes? Domande semplici che portano avanti interi romanzi, persino trilogie. A cui si accompagna solitamente un tribolamento interiore, emotivo o da brivido almeno. Il Grisham non alimenta nessun tipo di trasporto, l'identificazione coi personaggi è difficile, ma riesce a dispiegare l'intreccio in modo da far uscire rivelazioni e suscitare dubbi nei punti giusti al momento giusto in modo da tener agganciato il lettore fino alla fine.

Senza contare poi che il libro è scritto principalmente in una prima persona presente, e non esiste struttura stilistica più incalzante di questa. L'impressione del lettore per 365 pagine è di essersi dato appuntamento con Bannister nel confessionale di una chiesa o di trovarsi nell'ufficio centrale dell'FBI aspettando che lui vuoti il sacco un po' alla volta: una cartuccia perfetta.

A questo punto fatevi avanti: vi vergognate del Grisham o è tra i bestselleristi dentro la soglia della rispettabilità?

3 Commenti
  1. Eh sì sembrerebbe funzionare proprio come dice Child: in questo gli human beings non sono in grado di scappare dal principio di azione-reazione (grazie Isaac). Forse è connesso ad un insieme più ampio di comportamenti ancestrali legati alla sopravvivenza biologica (il bestseller come bioracconto). Johnny Grisham comunque è dentro la soglia ma lo è di più in trasposizione cinematografica quando al cinema c’è lo sconto sulla confezione Jumbo di pop corn e il cast del film è anch’esso da bestseller. Stavolta dal confessionale sembrerebbe abbia fatto un lavoro accettabile.