Di matrimoni, feste di paese, campagnoli

Vodka Moskovskaya

Origine: va da sé
 
Aroma: equilibrato
 
Proprietà: dissacrante
 
La vodka Moskovskaya va comprata solo in una gastronomia russa. Non fate, per piacere, l’errore di acquistarla in un supermercato o, peggio ancora, di ordinarla in un bar, in uno qualsiasi, in Europa, perché vi trovereste ad aver a che fare con una bevanda pressoché disgustosa, perché la Moskovskaya venduta nel mercato europeo è estremamente diversa da quella che viene venduta ai russi. Un po’ come la pasta, che se la compri all’estero, per esempio in un supermercato su Boulevard Blancarde, a Marsiglia, ti ritrovi a mangiar un piatto di qualcosa che sì, al limite è simile alla pasta che mangeresti in Italia, ma di certo non è la stessa cosa. 
 
Come leggere un romanzo di Vladimir Vojnivič, che se lo leggi in italiano sei contento ma se lo leggi in russo ridi per 48 ore di fila. A dir la verità io il russo non lo conosco (e per questo mi dispero un giorno sì e l’altro anche), allora com’è che son così spavaldo nell’affermare che i romanzi di Vojnivič, conoscendo il russo, son un'altra cosa? La risposta, a me, l'ha data uno dei venerabili.
 
I romanzi di Vojnovič fan molto ridere. E allo stesso tempo son critici nei confronti del regime, che evidentemente non li prese benissimo tentando, come d'abitudine, di censurarli.
Ma poi un giorno.
Ma poi un giorno i romanzi di Vladimir Vojnivič arrivarono sulle pagine di alcune riviste letterarie e si guadagnarono compiaciute recensioni da parte dei più eccellenti studiosi di letteratura, per esempio quella del venerabile Michail Michailovič Bachtin. I personaggi di Vojnovič, quasi tutti i protagonisti dei romanzi che sono stati tradotti in Italia, hanno un’evidente inclinazione al tracannare vodka. 
 
Revkina Aglaja Stepanovna, Ivan Čonkin, Efim Semenovič Rachlin, per esempio, protagonisti di Propaganda Monumentale, Il Colbacco e La storia straordinaria del soldato Čonkin, per dire, con la vodka hanno un rapporto stretto, nel senso che immaginate. Che poi, secondo il venerabile Michail Michailovič Bachtin, questo  impegno a mantener saldo il rapporto con la vodka fa parte di una tradizione popolare contadina, molto diffusa in Russia che, associata al rimescolarsi dell’alto e del basso gerarchico nel rapporto uomo/donna, è una delle chiavi di lettura dell’umorismo di Vojnovič. E, in effetti, non è possibile dar torto al venerabile.
Vojnovič racconta matrimoni contadini, inganni, scalate sociali di scrittorucoli, vicende politiche e intrighi farseschi, spesso seguendo il percorso dell’oduračivanie, che è uno degli espedienti fondamentali del teatro comico e che, nella pratica, lo troviamo ogni qualvolta un personaggio un po’ ingenuotto si fa abbindolare. L’oduračivanie, nei testi di Vojnovič, è vincolato al rovesciamento dei ruoli, dice il venerabile, ovvero spesso troviamo un uomo che si fa fregare da una donna, tipo il povero Čonkin, che è un soldato così ingenuo che, volendo far dei paragoni, somiglia un po’ allo Sc’Vèik di Jaroslav Hašek.
 
Ljudmila, per cominciare la mia breve missiva consentitemi di comunicarvi che il nostro legittimo matrimonio io lo considero nullo, perché voi e il vostro fratello Boris mi avete ingannato in stato di ubriachezza, ragion per cui io considero il matrimonio nullo e chiedo di non esser disturbato. 
Saluti, non vostro Ivan.
P.S. Quanto ai rustici, mangiateveli voi.
 
Che poi, mi pare, cercando di definire e di comprimere in concetti gli antieroi di Vojnovič, non si può che sbagliare, mi pare. Almeno di non essere Bachtin. 
Quindi ecco, quindi buon Vojnovič.
 
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