Andrea G. Pinketts

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The Godfather / Andrea G. Pinketts

Bisogna parlare di Andrea G. Pinketts quando si parla di creatività, che sia nel leggere, nello scrivere o nel raccontare. Si dice che lui sia un giocoliere del linguaggio, dei doppi sensi. Che sia divertente. Ma lui fa molto di più che essere “giocoliere” o “divertente”.

Il doppio senso linguistico attribuito a Pinketts funziona così: usare parole diverse e adattarle allo stesso campo semantico (esempio: parlare di banana e intendere il pene). Il classico gioco di parole, insomma. Pinketts in realtà ribalta tutto: prende una stessa parola e la adatta a diversi campi semantici. Esempio: “Suicidio. Suona male. Meglio farsi fuori, chiamarsi fuori. Qualsiasi cosa fuori, piuttosto che non tenersi tutto dentro. E se ti butti da un ponte sull’asfalto, dentro resta ben poco”. (Diamonds are for never, racconto contenuto nella raccolta Gioventù Cannibale, leggetela!)

Prende una stessa parola e la fa circolare. Fuori significa uccidersi, confessarsi, liberarsi e interiora che fuoriescono. Altro che il pene e la banana. E non è tutto. Così come Keruac non scrive ma batte a macchina, alcuni scrittori non scrivono ma metascrivono. Libri e romanzi che sembrano avere una trama ma in realtà sono libri sulla scrittura, talmente potente da diventare autoreferenziale. Andrea G. Pinketts non scrive dei noir. Andrei G. Pinketts scrive. Punto.

Sta tutto nell’avere il senso della frase. Nell’omonimo romanzo, Andrea G. Pinketts ci spiega che tale capacità non è dire solo la cosa giusta al momento giusto, e dirla bene. Bisogna averne la piena consapevolezza. E bullarsene. Non a caso, il senso della frase è l’unica vera skill del protagonista dei romanzi di Pinketts, che esce dalle situazioni peggiori solo con le parole. Parlando bene. Il senso della frase istituisce anche tutta l’assiologia dei suoi romanzi: i buoni ce l’hanno, i cattivi no.

Dunque: ci sono i bulli cattivi, quelli che mettono i filmati su Youtube e sbagliano i congiuntivi, e i bulli buoni, quelli che hanno il senso della frase. Andrea G. Pinketts è un bullo buono che, invece di infierire sui compagni più deboli, è in fiera a Milano a intortare le modelle.

O a leggere Finzioni.

Jacopo Cirillo

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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