charlesbukowski Charles Bukowski

The Godfather / Charles Bukowski

Alzi la mano chi non ha mai letto Henry Charles Bukowski.
Chiunque con un minimo di passione per la letteratura, credo che in gioventù abbia letto almeno uno dei suoi libri: Storie di ordinaria follia, Donne, Factotum, Taccuino di un vecchio sporcaccione, solo per citarne alcuni. Era proprio un must. Che poi sia piaciuto o meno, questo è un altro discorso. Ci troviamo di fronte ad uno scrittore estremo, uno che ti mette con le spalle al muro.
Bukowski gioca con la realtà e con i suoi effetti come un mago che gioca con le carte. In primo luogo perché gli effetti (collaterali, direi) della sua scrittura sono assolutamente reali. Mi rivolgo agli ometti (Bukowski ovviamente può piacere anche alle donne, non è una questione sessista, ma, letteralmente, una questione di sesso): alzi la mano chi non ha mai avuto un’erezione leggendo Bukowski.
Siete in pochi, eh?!

A parte gli scherzi, questa strana conseguenza fisiologica di un processo intellettuale come la lettura è funzionale ad abbattere ogni barriera al processo d’immedesimazione con il personaggio. Perciò noi tutti (noi ometti) vorremmo essere come Bukowski perché sbevazza a più non posso e si scopa tette culi e fiche a non finire. Il vero problema (se qui c’è un problema…) è che tutto il nostro orizzonte percettivo è obnubilato dalla voglia di scopare che ci ha messo in corpo, e che, senza che ci accorgessimo di nulla, Bukowski ce l’ha fatta proprio sotto al naso. Se fossimo stati più attenti a non confondere il personaggio con la persona (può capitare anche leggendo Hemingway), il narratore con lo scrittore, Hank con Charles, insomma, se fossimo stati bene attenti a non confondere il piano della finzione con quello della realtà, ci saremmo accorti che Bukowski (in realtà) il più delle volte andava con dei veri e propri cessi (date un’occhiata qui) che non avrebbero fatto rizzare l’uccello nemmeno a un individuo priapico.
Ma in fondo ce lo racconta così bene che cascarci in pieno non è poi così male.

Questo testimonia il fatto che Bukowski, oltre al personaggio costruito intorno a cazzi-tette-culi-fiche, è anche un grande scrittore. È uno che ha scritto pagine di grande letteratura. È uno che ha scritto frasi illuminanti come questa: “Gli uomini prudenti e la poesia prudente durano solo lo stretto necessario per morire tranquilli”. Frasi come questa, quando le leggi ti viene da pensare “ma quanto è figo questo qui?”. E “quanto figo sono io ad aver capito che cosa vuole dire veramente?”. Frasi come questa, quando le leggi poi stai meglio con te stesso.
Charles Bukowski era veramente un figo, e noi di Finzioini scriviamo cazzo-tette-culo-fica, e non siamo per nulla prudenti, e speriamo di essere fighi anche solo la metà di lui. L’altra metà magari riusciremo a recuperarla scrivendo cose belle che quando le leggi poi stai meglio con te stesso.

Michele Marcon