Gabriele D’Annunzio

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The Godfather / Gabriele D’Annunzio

Teodolinda Pomarici, Clemenza Coccolini, Giselda Zucconi, Maria Hardouin di Gallese, Olga Ossani, Barbara Leoni, Maria Gravina Cruyllas, Alessandra di Rudini Carlotti, Natalia de Goloubeff… mi fermo qui, ma potrei andare avanti ancora a lungo. Come avrete capito… l’avete capito, no? No… beh, non si tratta di una lista dei nomi di donna più improbabili, ma delle amanti (e ripeto, non sono tutte) avute da Gabriele D’Annunzio nei suoi settanta e passa anni di vita. A sentire Tom Antognini, suo fedele segretario per più di quarant’anni, non dovremmo aver dubbi. Secondo l’improbabilmente eterosessuale Tom, a sessant’anni il corpo di D’Annunzio si presentava ancora agile e tornito come quello di un uomo di trent’anni. In più il poeta aveva “un cranio perfetto di dolicocefalo” (questa poi!).

Il giovane Gabriele aveva cominciato a mettere in forma se stesso e la propria esistenza fin dalla tenera età. Corse a cavallo, lunghe nuotate, esercizi alla sbarra e appetiti precoci; già a sedici anni le belle donne erano la sua ossessione. Ma non sono tutto. Quando gli altri dormono, lui studia. Vuole avere tutto; gli piacciono le lodi, gli piace la gloria e gli piace la vita. D’Annunzio era un inguaribile vitalista ed un epicureo: via dall’Abruzzo verso i piaceri e i successi della dolce vita romana, poi una meteora della belle époque parigina e, quando scoppia la Grande Guerra, sul fronte, per finire con la marcia su Fiume a guerra ormai finita. E nel frattempo, in tutta Europa circolavano le più strane voci sul suo conto. Alcuni giuravano che bevesse filtri inebrianti dal cranio di una vergine, al lume della luna, e che portasse pantofole di pelle umana. Ma nel bene e nel male tutto questo – bene o male – lo sappiamo: è scritto nelle antologie e nei libri di storia.

“Grande e appassionato evento rimane per me l’ora della Chimera, quando appunto la mia vita cominciava a essere la mia arte, e la mia arte cominciava a essere la mia vita”. Credo non ci sia affermazione migliore per tracciare il percorso di questo folletto irrequieto. E se l’è data da solo.

Io qui mi sono limitato a delineare un particolare della sua vita. Il resto, come dicevamo, è Storia, forse l’unica donna che non si lasciò affascinare da Gabriele.

Michele Marcon

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

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