Italo Calvino

Dati biografici: io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò i dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e Glielo dirò. Ma non Le dirò mai la verità, di questo può star sicura. 

Quindi, farò finta che oggi non sia l’anniversario della morte di Italo Calvino. Non parlerò della Cuba dove nacque e della villa di Roccamare dove morì. Non parlerò della sua esperienza come partigiano, né del suo impegno politico altalenante. Non parlerò degli anni trascorsi a Parigi, dell’amicizia con Queneau e della partecipazione all’OuLiPo. Non parlerò del matrimonio con l’argentina Chichita e della nascita della figlia Giovanna. E non ne parlerò soprattutto perché l’opera di Calvino, vastissima, multiforme, classica e contemporanea al tempo stesso, sembra uscita dalla penna di dieci persone diverse, o di un uomo vissuto mille anni, o di uno che ha viaggiato nel tempo, o di uno scienziato, o di un poeta, o di un bambino, o di un indovino.

E se di un autore non conta la biografia ma le opere, forse ancora più di queste conta quanto e come i suoi libri abbiano influenzato la vita di chi li ha letti.

Il mio primo incontro con questo autore, in giovanissima età, è avvenuto con La foresta-radice-labirinto, un’affascinante e immaginifica storia per bambini che unisce il gusto per l’assurdo e l’amore per il fiabesco. Ancora oggi ricordo l’incanto con cui sfogliavo quel libro, dalle labirintiche e fantasiose illustrazioni in bianco e nero.

Poi, alle elementari, lessi Il barone rampante su consiglio della maestra di italiano. Provai subito simpatia per Cosimo, questo strano nobile che manda all'aria tutte le convenzioni e si libera dei suoi doveri salendo sugli alberi e non tornando più giù, e per un certo periodo lo imitai arrampicandomi ai giardini pubblici.

Qualche anno dopo Il visconte dimezzato figurava tra le letture obbligatorie alla scuola media. Nonostante lo spontaneo ribrezzo per le letture imposte, la vicenda di quest'uomo diviso in due parti, una buona e una malvagia, storia a tinte cupe in bilico fra l'assurdo e il meraviglioso, è stata capace di turbarmi e di suscitare in me molte domande sulla mia personalità.

Una volta approdata al liceo ho scoperto in Calvino un vero alleato contro i molti critici astrusi e istintivamente antipatici che affollano i manuali di letteratura. La sua lettura dell'Orlando Furioso apre le porte di un universo narrativo esaltante e visionario, un poema labirintico, pregno di una vitalità inesauribile, spensierato e irrazionale. Allo stesso tempo, il suo saggio Perché leggere i classici mi ha fatto scoprire un nuovo modo di studiare la letteratura: un modo soggettivo e emotivo, che tiene conto non dei canoni estetici ma del gusto personale e della propria storia.

Negli anni del liceo ho letto anche Marcovaldo. Ho sorriso e mi sono commossa per le avventure di quell’urbanicolo così ingenuo e buffo nel suo cercare sprazzi di natura, vita e umanità nei luoghi freddi e inospitali dove abita. Nata e sempre vissuta in città, sentivo di condividere la stessa malinconica e idealistica battaglia.

Quando ho compiuto diciott’anni e sono stata chiamata a votare al referendum abrogativo del 2011, quella volpe di mia madre mi ha consigliato di leggere La giornata di uno scrutatore, libriccino breve quanto micidiale. Così ho scoperto un Calvino ancora nuovo: impegnato sì nella politica, ma prima di tutto attento a tematiche vertiginose come il discrimine fra umano e disumano e i diritti dell'essere vivente e senziente.

Verso la fine del liceo, proprio quando gli interrogativi e i timori sul futuro diventavano più opprimenti e pressanti, mi è capitato di leggere Le città invisibili. Esplorando il regno del Gran Khan insieme a Marco Polo mi sono ritrovata in un labirinto di paradossi, di immagini potenti ed evocative, di suggestioni e sogni, in cui però si intuisce una segreta coerenza e geometria. E mi sembrava che quei racconti surreali mi sussurrassero la risposta a molte domande, mi offrissero nuovi occhi per guardare la realtà e affrontare i problemi da una prospettiva nuova, più rarefatta e serena.

Ci sono tanti Calvino che ancora non conosco: quello neorealista dei Sentieri dei nidi di ragno, quello dedito a una scrittura metanarrativa di Se una notte d’inverno un viaggiatore, quello fantascientifico delle Cosmicomiche… E sono felice di avere ancora molti Calvino da scoprire, perché sono sicura che fra le sue opere ne troverò sempre una adatta al momento che sto vivendo. Così, a ventotto anni dalla sua morte, i romanzi di Calvino sono più vivi che mai nella mia esperienza e nella mia storia.

Viola Bianchetti

Ha un'identità in corso di definizione. Nel frattempo si gode la vita.

6 Commenti
  1. Bello! Brava! Per me Calvino è lo scrittore in assoluto. Non so ma ogni volta che leggo qualcosa di suo è come ritrovare qualcosa di famigliare.

    Condivido in pieno questo passaggio “L’opera di Calvino, vastissima, multiforme, classica e contemporanea al tempo stesso, sembra uscita dalla penna di dieci persone diverse, o di un uomo vissuto mille anni, o di uno che ha viaggiato nel tempo, o di uno scienziato, o di un poeta, o di un bambino, o di un indovino”. Per questo lo amo e lo continuo a leggere e rileggere.

    Tra le cose da leggere ti consiglio “Lezione americane”. Non se lo hai letto ma è un classico che mi rapisce ad ogni lettura.

  2. Se una notte d’inverno un viaggiatore è il libro (o i libri… eheheh) che ho mai letto in vita mia!

  3. Solo per aggiungere due perle che non mi sembra siano state citate: Il Castello dei Destini Incrociati e La taverna dei Destini Incrociati sono due magistrali esempi del connubio (in Calvino a livelli altissimi) tra arte combinatoria e fantasia allo stato puro, “esattezza” e “leggerezza” per dirla con le sue Lezioni Americane…

  4. Davvero uno splendido articolo. Condivido tutto, comprese le ultime frasi… anch’io sono felice ed emozionata al pensiero di avere ancora altri Calvino da scoprire