Jan Potocki

The Godfather / Jan Potocki

Il Conte Jan Nepomucen Potocki era un nobile polacco dagli interessi più stravaganti.  Vi faccio un breve elenco, giusto per tratteggiare il personaggio. Fu capitano e capo-ingegnere dell’esercito fino a che non si trovò coinvolto in loschi intrighi politici che lo portarono a flirtare con alcune società segrete (cosa che generò in lui una forte passione per l’occulto). Non domo, contribuì alla nascita della moderna etnologia, e non contento diventò perfino egittologo. Fu un linguista, precursore nello studio dei popoli slavi da un punto di vista sia linguistico che storico. Già che c’era si costruì fama da avventuriero, diventando nel 1790 la prima persona in Polonia a volare in mongolfiera, e poi ancora fu un grande viaggiatore: attraversò l’Europa, il Mediterraneo e l’Asia, compiendo studi storici, linguistici ed etnografici, e diventando uno dei primi scrittori di viaggio dell’era moderna. Ecco, appunto, prima che mi dimentichi: fu (nondimeno) uno scrittore. In tutto il mondo è conosciuto specialmente per il suo romanzo Manoscritto trovato a Saragozza, ma ha scritto anche pièces teatrali e numerosi sketches. Insomma, era quello che oggi si definirebbe un multi-talented man che, per la sua vita e i suoi exploit, divenne una vera e propria figura leggendaria in patria.

Il tutto in poco più di cinquant’anni. Già, perché a un certo punto (forse avendo fatto tutto quello che poteva fare) si ammalò di “melancholia” (malattia che oggi probabilmente verrebbe diagnosticata come depressione) e decise che era arrivato il momento di farla finita. La frenesia con cui condusse la sua esistenza aggiunge un tocco di pazzia alla calma e alla pazienza quasi monastiche con cui decise di suicidarsi. Leggenda vuole che egli staccò una fragola d’argento che adornava una teiera regalatagli dalla madre e, limandola giorno dopo giorno, ne fece una sfera. Quando raggiunse le dimensioni congeniali, fece benedire la sfera dal prete del castello, dopodiché la utilizzò come pallottola e si sparò.
Queste la vita e la morte del Conte Jan Nepomucen Potocki.

Ora dovrei (e vorrei) parlarvi di Manoscritto trovato a Saragozza, ma fidatevi quando vi dico che la storia di questo strano oggetto narrativo – che è un po’ un mix tra il Decameron, Le mille e una notte e il Don Chisciotte – è assai più complessa e intrica di quella del suo autore. Non mi resta che consigliarvi di leggerlo, ne vale assolutamente la pena. In fondo pensate: se uno ha vissuto una vita del genere, chissà che cosa potrà aver scritto nel suo unico romanzo!

Michele Marcon

 

Michele Marcon

Mi piace leggere, per questo leggo di tutto: le scritte sui muri, i foglietti illustrativi delle medicine, gli ingredienti sulle scatole di biscotti, le espressioni sui volti delle persone e sì, anche i libri.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.