Parlare di un libro che non si è finito di leggere

E qui, alzi la mano chi è senza peccato. O scagli la prima pietra?

Hey, vi vedo, non riducetemi a icona, non abbiate timore, piccole canaglie, il primo passo è mio e lo ammetto: vuoi in rete, vuoi tra amici, vuoi alle presentazioni di libri di amici, vuoi alle letture di libri di amici di amici, ebbene: ho parlato e ho espresso pareri circa libri che non avevo – e che non ho – finito di leggere.

Suvvia, non possiamo fingere di non sapere che ci sono libri istituzionalmente riconosciuti e accettati come “letti”. Voglio dire, se la conversazione vira su Il Signore degli Anelli cosa fai, avrai noleggiato quantomeno i film, avrai letto un qualche centinaio di pagine, avrai visto tutte le parodie possibili sul tubo, più o meno la storia è quella, un parerino, eddai, è un attimo e l'attimo dopo l'hai consegnato alla discussione tra annuimenti e schiocchiate di dita che poi si mettono a pistola, il tutto accompagnato da un occhiolino e da un drink con l'ombrellino.

ggmUn altro libro riconosciuto e accettato come letto, il secondo che mi viene in mente, è Cent'anni di solitudine (c'è da dire che qui sarebbe facilissimo stanare la burla: basterebbe chiedere la traduzione della pergamena di Melquiades, il finale, insomma).

Va beh, la Divina Commedia, di cui parliamo tutti per via dei nostri ricordi scolastici: chiediamocelo, in un momento di straordinaria onestà intellettuale che tanto piacerebbe a José Mourinho: l'abbiamo letta? TUTTA?

Per non parlare del “mi sembra di averlo letto” che fa il paio con quella storia della conta dei libri che (non) si ricordano

Ma c'è un sottile godimento, eventualmente, non privo di eleganza: il far sapere di sapere.

Io so che tu sai che io so che tu non hai letto il libro, il libro di cui stai parlando, grandissimo imbroglione, e con questo gesto del capo, mentre sorseggio il mio White Russian, te lo faccio capire: già, proprio così, faccio sul serio, testina di mandarino.

Ordunque, amiche e amici, i domandoni: parlate e/o esprimete pareri circa libri che non avete finito di leggere? qual è, secondo voi, il libro più spesso spacciato per letto? qual è quello che voi stessi avete più volte spacciato per letto? riconoscete nei vostri interlocutori il modus operandi della testina di mandarino? E, soprattutto, perché lo facciamo?!

Andrea Meregalli

Vivo con Isabella e Arturo Bandini. Lavoro come giornalista freelance aka una maniera edulcorata di lavorare come giornalista precario. Faccio gli articoli e i siti e i social e i comunicati stampa e gli speech e il seo e la seo: parità di genere. Ho un blog di letteratura e ho scritto un libro, come tutti.

3 Commenti
  1. La Ricerca del Tempo perduto è sicuramente tra le opere la cui fama è allo stesso tempo inversamente proporzionale al numero di lettori che l’hanno letta tutta e magari anche riletta, e direttamente proporzionale al numero di coloro che ne parlano ma non l’hanno letta e forse neppure la possiedono o forse ci hanno solo un poco provato, ma in realtà ne sono spaventati, rimandano eppure pensano che farebbero cattiva figura ad ammetterlo. Evviva un vera snob come Virginia Woolf: una lettrice veramente idiosincratica, che aveva teorizzato la massima libertà del lettore, la lettura come piacere, e che non aveva paura a dire che per es. Dickens non le piaceva, che le sorelle Bronte erano inferiori a Jane Austen; trovava Joyce “indecente” e volgare. Ma Proust invece lo amava tantissimo e avrebbe voluto scrivere come lui. Ora dove si trovano lettori con tanto coraggio nell’esprimere i propri pareri?

  2. Proust, lettura incompleta. La descrizione della Cattedrale mi ha sfiancato. Non mi sono però mai vantato di letture non fatte. Ho adorato l’Ulisse di Joyce, gusti opposti a Virginia Woolf (avrà ragione lei). Dovrei rileggere qualcosa dopo ventanni per vedere se cambio gusti ed opinioni, ma me lo ripropongo senza farlo mai!

  3. sono un caso grave….leggo tantissimi libri ma essendo io dotata solo di memoria a breve termine poi mi dimentico completamente il loro contenuto!
    cent’anni di solitudine?? letto anni fa e da allora mio libro preferito….perché??? Boh, e chisseloricorda!
    l’altro giorno ho trovato nella mia libreria di casa “dolce come il cioccolato”, peccato che mio marito me ne avesse regalato da pochi giorni un’altra copia (su mia richiesta ovviamente perché non sapevo di averlo in casa e di averlo letto per giunta…!).
    Quindi, tutto questo per dire che potrei sembrare una che finge di leggere non sapendo poi discutere di un libro, la realtà invece è ben diversa…me ne sono semplicemente dimenticata :-/