Si regalano anche i libri brutti (se piacciono)?

Esco adesso da gincane di ricorrenze tipo compleanni e quando dico esco adesso da gincane di ricorrenze tipo compleanni intendo proprio dire compleanni, gente che compie gli anni, candeline, pizzate e torte e soprattutto, e soprattutto intendo dire REGALI.

Per farla breve: si discuteva su dono e donatore e per farla ancora più breve il cruccio era: il regalo deve piacere esclusivamente a chi lo riceve o, viceversa, deve piacere anche – o solo – a chi lo effettua?
Cos'è più “nostro”, il compleanno o l'intuizione barra tempo barra risorsa economica?

Chissà.
Resta che ieri l'altro stavo a fare la fila in libreria con Il manoscritto ritrovato ad Accra di Paulo Coelho, – meglio noto in Italia come Giorgio Faletti – un libro che mai comprerei se non, eh eh eh, per regalarlo;
(sapendolo, peraltro, decisamente gradito).

Diciamolo subito: io non conosco Paulo Coelho e non voglio fare quello che giudica Paulo Coelho senza conoscere Paulo Coelho di cui spiluccai, anni fa, Veronika decide di morire e, più recentemente, Il cammino di Santiago.
Ha qualche mese la polemicuccia sull'Ulisse di Joyce e, casomai, a Paulo Coelho ci sarebbe da chiedere se ha intenzione di intitolare il suo prossimo libro Finzioni, dopo Lo Zahir e L'Aleph, che, per chi non lo sapesse, furono già due titoli di tizio, non mi viene, di coso, dell'argentino, quello cieco, lui, il nerdissimo, lui, sì, Borges! 

La domanda è: regalate libri che non vi piacciono?, regalate libri che non comprereste?, quali sono i peggiori* libri che avete regalato?, oppure vi piace indottrinare e donate solo un certo livello* di cultura libresca allineato ai contenuti della vostra Billy d'annata e vi rifiutate di impacchettare, chessò, l'ultima fatica di Emilio Fede*?
Sarebbe curioso sapere di quella volta che in libreria, sotto Natale, non avete cacciato la tessera fedeltà, evitando di chiamare la commessa per cognome, camuffando voce, taglio di capelli e accento mentre saldavate il dovuto per il regalo alla zia o all'amica appassionata di Gordon Ramsay!

* si fa per dire, peggiori
* si fa per dire, livello
* si fa per dire, fatica di Emilio Fede

Andrea Meregalli

Vivo con Isabella e Arturo Bandini. Lavoro come giornalista freelance aka una maniera edulcorata di lavorare come giornalista precario. Faccio gli articoli e i siti e i social e i comunicati stampa e gli speech e il seo e la seo: parità di genere. Ho un blog di letteratura e ho scritto un libro, come tutti.

5 Commenti
  1. Io credo che il regalo sia una cosa che deve rendere felice chi lo riceve. Se il ricevente ama un autore che a me non piace io tendo a regalare un autore che non mi piace. Certo, se ho qualche soldo in più, oltre al libro di Coelho magari regalo anche un libro di Cortázar con un post-it che dice: “io amo tanto questo autore, spero piaccia anche a te”.

  2. Silvia la penso come te, ma c’è chi la vede diversamente, del tipo: troppo comodo reglarti un libro (una cosa) che ti piace e che a me non piace, allora ti regalo un libro (una cosa) che a me piace e corro il rischio che a te non piaccia, però il regalo è davvero “mio”, è davvero personale, è il mio regalo per te, cose così.

  3. Io per esempio per anni ho sempre ricevuto cose arancioni, che è un colore che aborro.

  4. il peggior libro regalatomi: Vasco. La biografia (Monina Michele)
    il peggior libro regalato: Il giorno in più (Fabio Volo) — [altro colpo sicurissimo]

  5. Concordo con Andrea, io regalo quasi unicamente libri che ho letto e amato, proprio per far capire al ricevente che il regalo è personale e che la scelta è determinata, oltre che dal mio gusto personale, dal fatto che conosco bene il ricevente e ritengo che possa apprezzare. Certo qualche volta ho preso qualche granchio…
    L’unica persona a cui regalo libri che non ho letto è la mia ragazza, perché quelli abbiamo ce li scambiamo. Quando ancora non era la mia ragazza le regalai libri che possedevo, avevo letto e amato, ovviamente per conquistarla.
    Sempre a lei ho regalato, l’unica volta nella mia vita, un libro di un autore che non tollero proprio: Fabio Volo. Glielo regalai perché lo desiderava. Ci tengo a precisare che tranne Volo lei legge veramente di tutto ma soprattutto letteratura “di un certo livello” (si fa per dire, come giustamente precisa Andrea). Del resto tutti abbiamo i nostri “scheletri nella libreria” (se ne parlava qualche tempo fa qui su finzioni in questo esilarante articolo: /news/approfondimento-news/e-la-tua-anima-gemella-te-lo-svela-la-sua-libreria/ )