Marta racconta… Il mondo di Tolkien

I: Oggi per la rubrica “Tutte le voci del giovane Holden” sentiremo la voce di Marta, da Bologna. Per te la domanda del giorno è : qual’è il libro che ti ha avvicinato alla passione per la lettura? Qual è il primo libro che ti ha stregato?

M: In effetti la risposta che sto per dare mi imbarazza un po’, non è esattamente il libro che ti aspetteresti di vedere sotto braccio ad una ragazzina, ma è stato il Signore degli anelli.

I: Davvero? Da cosa ti sei fatta convincere ad imbarcarti nella lettura di quel mattone di Tolkien?

M: È stato mio fratello a trasmettermi la sua passione per il libro. Mi ha portata a vedere il film di Peter Jackson quando uscì e, usciti, mi disse: il film è bello, ma il libro è tutta un’altra cosa.
Appena arrivata a casa, incuriosita da quell’altra cosa, corsi subito a prendere dalla sua mensola il primo dei tre capitoli e lo divorai. E in effetti si rivelò un’esperienza completamente diversa.
Mi ci vollero delle settimane perché finissi l’intera storia. 
Mi ricordo che era arrivato nel frattempo l’autunno e l’albero nel nostro giardino si era coperto di foglie rosse, leggevo alla finestra, di fronte a quell’albero, e mi sentivo come immersa nella Contea degli Hobbit del romanzo. E’ grazie a quel libro di mio fratello che ho scoperto il potere dei libri di farti vivere in mille mondi diversi, con mille amici e nemici diversi. Non ho mai smesso di ringraziarlo per avermi detto quella frase così banale, eppure così vera.

I: Quindi tu sostieni che un libro, per un giovane di oggi, ha ancora un fascino che può rivaleggiare con le nuove arti, con il cinema e la tv?

M: Io ritengo che una storia come quella di Tolkien abbia bisogno di essere gustata nel tempo, aspetto che con i film si perde.
Per carità, sono bellissime quelle pellicole, e il cinema mi piace eccome, però, secondo me, ci sono ancora modi di raccontare storie che si adattano solo ai libri: solo i libri possono raccontarti storie per settimane, come è capitato a me, senza che ti possano annoiare, nei libri sei tu ad avere il controllo del tempo, invece con un film la storia è diversa, non puoi reggere per più di tre ore e qualcosa e gustarti a pieno il tutto.
Il libro è bello perché ogni pagina la godi a pieno perché scegli quando prenderlo in mano.
Un film non puoi spezzettarlo.

I: Ma tu hai deciso di leggere il libro dopo aver visto il film, non pensi che questo possa averti influenzata? Forse è il film che ha avuto l’influenza decisiva.

M: Certamente mi ha influenzata, ma mi ha anche resa più cosciente di quanta differenza passi tra l’uno e l’altro.
Per dire una banalità, ammetto che mentre leggevo di Frodo non potevo fare a meno di immaginarmelo col viso di Elijah Wood, ma è altrettanto vero di Tom Bombadil sono riuscita a farmi un’idea forse ancora più viva, anche se nel film nemmeno compare.
Sono due mondi diversi, belli a loro modo, ma il libro ha un gusto in più.

I: E qual’è il gusto che Il Signore degli anelli ti ha lasciato in bocca?

M: Quello di Pan di Via!

Francesco Tarchetti

Il cognome da scapigliato è funzionale alla posa.

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