Nicola racconta… Vonnegut e il relax

Qui a Tutte le voci di Holden si discuteva di tutti i problemi e gli impegni, una lettera di Nicola e un po' di Vonnegut ci hanno richiamati all'ordine.

Cari Holdeniani,
vi scrivo perché ho avuto una piccola grande rivelazione e volevo condividerla con i vostri lettori, con voi e con tutti i matti che come me si sono iscritti al Liceo.

È il periodo di Natale, o meglio, di chiusura del quadrimestre, e tutti noi sappiamo cosa questo significhi a scuola: verifiche, interrogazioni, scedenze a breve termine sui nostri programmi di studio, sulle nostre tabelle di marcia, stress e libri che puzzano di evidenziatore, qualcuno anche di caffè. Più che altro questo accade a quelli come me che appena prima della consegna delle pagelle hanno parecchi conti in sospeso con le materie più varie, specie con i simpatici insuccessi matematici. 

Chi ha qualche debito in meno con il fisco degli insegnanti si può godere più tranquillamente la neve e le lucine, o meglio, potrebbe se non fosse troppo preso dal mio stesso studio, con la stessa furiosa rincorsa ai paragfrafi, nonostante il suo bilancio positivo.

Io questi proprio non li capisco.

Comunque, non so bene come siamo arrivati a questo punto, credo di avere un professore abbastanza stakanovista, se non stalinista, ma sta di fatto che stavo studiando per un'imminente verifica riassuntiva sulla seconda guerra mondiale con affannosa disperazione. Il nostro libro è abbastanza simpatico e moderno e tra varie pagine di approfondimento c'è sempre una pagina con qualche citazione da libri vari ambientati o collegati al periodo storico, qualche riferimento ideologico, qualche slogan accattivante, delle riflessioni argute.

Alla fine del capitolo che stavo studiando, che ammetto di aver sbirciato ben prima di arrivarci con lo studio, c'era questa citazione:

Forse, quando commemoriamo la guerra, dovremmo toglierci i vestiti e dipingerci di blu e camminare per tutto il giorno a quattro zampe grufolando come maiali. Questo sarebbe indubbiamente più appropriato di qualsiasi nobile discorso e sventolio di bandiere e presentat'arm con fucili ben oliati.

La citazione viene da Ghiaccio-nove di Vonnegut. Non sapevo né chi fosse Vonnegut, né di cosa parlasse il libro, né perché fosse citato in quelle pagine, perché fosse stato preferito a centomila altri libri di argomento simile, così, colpito dall'immagine di presidenti e ministri che si rotolano nel fango lamentando la morte di un milite ignoto, con una ricerca google in un attimo mi trovai affascinato dalla trama rubata da wikipedia e abbandonai lo studio per andare alla libreria dove mio padre è solito dilapidare il suo stipendio per portarmi a casa una copia di questo libro.

Ovviamente voi di Holden sapete di cosa parla il libro, l'avrete letto, e non è della trama che parlavo quando vi ho detto di aver avuto una rivelazione. E ovviamente non è dello stile, dei riferimenti colti, della struttura, del substrato o di altre diavolerie da prof di lettere che voglio, o posso, parlarvi.

No, volevo condividere con voi una considerazione che ho fatto leggendo il libro.

Il libro è stato scritto nel '63, l'anno dopo la crisi dei missili cubani dice mio padre, comunque proprio quando la corsa alle armi di distruzione di massa forse ha raggiunto l'apice. Un periodo pesantino, direi. E questo libro parla proprio della ricerca di un'arma chimica definitiva, il ghiaccio-nove appunto. Parla della distruzione dell'umanità. 

Si direbbe quasi un libro impegnato.

Se non fosse che Vonnegut l'ha scritto in un modo spassosissimo: la storia, le gag, i personaggi…è tutto esagerato, è tutta una grandissima parodia. Ho riso tanto, mi sono divertito, e l'ho divorato quel libro. Tutto in una giornata. Era come se quel periodo di grande tensione avesse bisogno di un po' di relax, di una risata, così l'ho inteso io quel libro. Ecco, beh, quindi il mio pensiero, la mia rivelazione, la cosa che tenevo a dire a voi di Holden e a tutti i lettori che nonostante le mie rigidissime tabelle di marcia per tappare più buchi possibili il tempo per un buon libro e del sano divertimento l'ho trovato, anche se non avevo nessuna intenzione di farlo. E credo che farebbe bene a tutti concedersi un po' di pace dal tran tran cui tutti vi sottoponete.
Mi ha fatto talmente bene quel libro, la leggerezza che mi ha trasmesso, che anche il 4 della verifica di storia non è stato poi così tragico.

Grazie Kurt.

Francesco Tarchetti

Il cognome da scapigliato è funzionale alla posa.

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