Un libro spiegato a… una laureata in economia

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Un libro spiegato a… una laureata in economia / Invito al viaggio

Baudelaire for dummies

Mia sorella nasceva il 3 luglio 1971, giorno, mese e anno in cui Jim Morrison moriva (sempre che non sia Berry Manilow). L’infanzia di mia sorella fu ossessionata da questa coincidenza e la sua vita continua ad asserlo tutt’ora. In quale misura? Ha chiamato mia nipote Pamela.

È strano come una fan sfegatata dei Doors si trasformi poi in una laureata in economia e commercio, è piuttosto contro natura, ma è andata così.

Oggi Pamela ha 17 anni e fa la terza liceo. In letterature comparate la sua classe è alle prese con le figure di stile e l’illuminata professoressa che si ritrova sta facendo soffermare i ragazzi su Invito al viaggio di Charles Baudelaire. L’analisi della poesia serve a far loro capire la figura del paesaggio dell’anima nata con  Baudelaire e fiorita per tutto il simbolisto and beyond.

È evidente che il gene della letteratura manca nella famiglia di mia sorella. Non solo perché Pamela non sembra apprezzare la materia, ma anche perché la madre (esasperata) si rivolge a me affinché io le spieghi che cosa sia mai costretta a studiare sua figlia, in modo che lei lo possa ribadire durante il ripasso serale prima dell’interrogazione.

Il paesaggio d’anima, che esordisce nel componimento Invito al viaggio dei Fiori del male, consiste nel prendere da una parte la compagna del poeta, dall’altra un paesaggio da lui amato e procedere con due descrizioni distinte, che poi si fondono in una unica descrizione: le caratteristiche della donna diventeranno quelle del paese e viceversa.

Chiedo allora all’economista se si sia mai accorta che Jim Morrison, in una delle sue più famose canzoni,  Break on through, esplicita la stessa figura retorica, la applica quasi a esemplificarla, come quando alle medie la prof. per fare un esempio di metafora diceva “Luca è una volpe”, mentre l’esempio di similitudine diventava “Luca è furbo come una volpe”.

Dunque Jim mi ha assolto dall’onere scrivendo:

I found an island in your arms / country in your eyes / arms that chain us / eyes that lie / break on through to the other side

In effetti la canzone dei Doors parla proprio di un (più sofferto) paese di cuccagna (come si legge nella versione in prosa del poemetto baudelairiano), dove i due amanti hanno inseguito i loro piaceri e seppellito i loro tesori (we chased our pleasures here / dug our treasures there).

Scommettete che mamma e figlia lasciano da parte algebra e diritto e sui simbolisti mi ci fanno la tesina di maturità a quattro mani?

Michela Capra

P.S. Per amor di ricostruzione, la donna per Baudelaire era l’attrice Marie Daubrun e il paese l’Olanda. Intenditore.

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

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