Un po’ di questo, un po’ di quello

“Want_Ed” ricerca i libri non più pubblicati e li vorrebbe di nuovo perché ancora attuali, o utili o interessanti o curiosi o scomodi o scritti bene o tutto insieme.

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Nel 1915 a Torino andò alle stampe la prima serie di una raccolta di testi solo apparentemente innocui, per opera di tal Carlo Mascaretti, un bibliotecario e giornalista che anagrammandosi si firmava Americo Scarlatti, e a volte anche Neo Ginesio.

La raccolta ha titolo ET AB HIC ET AB HOC, ed è un enciclopedia di variopinta e bizzarra erudizione. Di ben 12 preziosi volumetti, uno, l'undicesimo, dedicato alle Curiosità bibliografiche / Stranezze, bizzarrie, scherzi e bisticci letterari, mi pare proprio da morsi, sì sì, un vero e puro diletto per chiunque si consideri bibliofilo, anche apprendista.

Amante cristallino di libri e di lettura tout court, bibliotecario nell’anima, Mascaretti ricerca materiale e aneddoti che stupiscano e stuzzichino curiosità e intelletto, barcamenandosi splendidamente tra le fonti e i sentito dire (a suo dire) autorevoli.

Diamo un’occhiata all’indice:

  1. I buoni libri;
  2. I libri di moda;
  3. Le storie dei libri;
  4. I libri adottivi;
  5. Sostituzione di paternità;
  6. Libri adottivi delle donne;
  7. Come Dumas 'adottava' i suoi libri;
  8. Libri scritti in prigione;
  9. Le iscrizioni sui libri;
  10. La bibliofagia «[…] parlando di bibliofagia intendo escluderne il senso metaforico […] e intendo discorrere proprio, nel senso letterale della parola, di quei libri che furono veramente masticati, trangugiati e materialmente assimilati.»;
  11. La bibliolitia «[…] distruzione volontaria di opere fatta,o da persone interessate a sopprimerle, o dalla Giustizia, o dalla Chiesa, o dagli stessi editori e persino dagli stessi autori.»;
  12. I titoli dei libri (di questo capitolo se ne è parlato qui);
  13. I titoli dei giornali;
  14. Le dediche dei libri;
  15. I congedi degli scrittori dalle loro opere.

Nel capitolo “I libri di moda”, Mascaretti ne ha per tutti, ma soprattutto per uno che (pare) fosse veramente famoso alla fine dell'Ottocento, l'abate Chiari:

[…] di questo inesauribile abborracciatore di romanzi che adesso farebbero dormire in piedi, ai quali per giunta si deve il danno di aver fatto perdere agli Italiani il gusto per più sostanziose letture, di questo dozzinale scrittore che i nostri bisnonni e le nostre bisnonne portarono ai sette cieli, probabilmente pochissimi avranno letto qualcuno dei quaranta e più romanzi, i quali dovettero la loro grande ma effimera fama esclusivamente alla moda.

Nel capitolo “Come Dumas ‘adottava’ i suoi libri” l’autore mette alla gogna, senza se, senza ma e senza forse, Alexandre Dumas padre; reo di non aver studiato poi così tanto e di essere stato un vero e proprio “compratore di penne altrui”, il padre di d'Artagnan avrebbe fatto passare come suoi tantissimi libri, tra i quali il più famoso Conte di Montecristo, scritto e concepito – Mascaretti ne è certo, fonti alla mano – da Pier Angelo Fiorentino, scrittore napoletano di valore, e forse anche da un tal Auguste Maquet.

[…] in quel tempo i romanzieri francesi avevano trasformata l’arte di scrivere romanzi in una vera e propria industria del romanzo; industria fiorentissima allora, e alla quale avevano saputo dare come mercato il mondo intero, procurando lauti guadagni a chi la esercitava, poiché scopo precipuo di essa, come tutte le industrie, non era quello di acquistar gloria, bensì il far denaro.

Denso, stracolmo di chicchine e aneddoti librari e letterari spassosi, intriganti e irriverenti, a sprazzi attualissimo, questo libretto non fu mai riportato in vita, al contrario di un fratello della stessa raccolta, riapparso grazie a Salani Editore nel lontano 1988, e poi di nuovo sparito.

Alessandra Manzoni

Alessandra Manzoni

Affamata di info fresche e stagionate, possibilmente vere e/o verosimili, e di tutto ciò che di interessante e valido - secondo lei! - sia stato o venga messo nero su bianco; ricerca libri come funghi oltre quell’ago, pare prezioso, nascosto in un famoso pagliaio. Ama la schiettezza nel comunicare col mondo e si applica per non lasciarlo astratto, ‘sto concetto.

2 Commenti
  1. Maquet (che non era “un tale” ma uno scrittore) fece causa a Dumas e la vinse, perciò la questione si risolse già all’epoca. Per quanto riguarda la genesi del Montecristo, sarebbe il caso – per comlpetezza e “par condicio” – di considerare anche la versione di Dumas, che si trova al cap. XI della sua opera “Causeries” (1857), intitolato “Etat civil du Comte de Monte-Cristo”: in pratica il romanzo si ispira ad una vicenda incredibilmente vera scovata in un libro scritto da un archivista della polizia di Parigi (“Mémoires tirés des Archives de la Police de Paris”, v. cap. “Le Diamant et la Vengeance” nel vol. V); l’autentico Dantès era un calzolaio di nome Picaud. Tutte le fonti che ho citato sono reperibili sul web e verificabili. Per quanto riguarda, infine, la fatica letteraria del Mascaretti “ET AB HIC ET AB HOC”, segnalo che è caduta nel pubblico dominio perché sono trascorsi più di 70 anni dalla morte dell’autore, avvenuta nel 1928. Ciò significa che se qualcuno è in possesso di questa rara e interessante opera ed è davvero intenzionato a divulgarla, può tranquillamente digitalizzarla (o scannerizzando le pagine o riscrivendola con un programma di scrittura elettronica) e renderla gratuitamente fruibile a tutti: sarebbe un atto meritorio.