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Ieri Repubblica ha pubblicato un articolo dal titolo “Se a scuola internet rende stupidi”, citando un famosissimo testo di Nicholas Carr (“Is Google Making Us Stupid?”). L'articolo ha generato più di una polemica ma al di là dei toni e del titolo fuorviante, il tema è di un certo interesse: tablet, lavagne interattive et simila sono davvero utili all'apprendimento? La loro semplicità non è rischiosa?

Che internet non ci renda stupidi è evidente. E tantomeno lo fanno i nuovi dispositivi mobili o interattivi a disposizione degli studenti. Non possiamo  però escludere che sull'uso delle nuove tecnologie in classe ci sia più entusiasmo che concretezza. Quanti insegnanti hanno le competenze per usare efficacemente i nuovi mezzi? Probabilmente non molti. E allora a cosa servirebbe investire in hardware quando quello che manca è la conoscenza?

A detta di molti sarebbe forse meglio lavorare prima sui contenuti e sulle conoscenze informatiche di base che paradossalmente ancora mancano a molti ragazzi (lo spiega bene Noa Carpignano, qui). Mica c'è bisogno di tornare a divertirsi con MS-DOS (per quello noi degli anni '80 abbiamo dato per tutte le generazioni future) ma certo un approfondimento in materia non sarebbe male. Magari anche unendolo con un certo lavoro sui contenuti. Anche perché, ragazzi, con internet se non si sale a un livello superiore si finisce a condividere sempre le stesse quattro stupidate. Studiando di più potreste essere voi a decidere dove e come esercitare il vostro sacrosanto diritto al cazzeggio. Lo fanno tutti. Voi potreste farlo meglio.