A scuola di internet

Photo Credit: ReillyButler

Ieri Repubblica ha pubblicato un articolo dal titolo “Se a scuola internet rende stupidi”, citando un famosissimo testo di Nicholas Carr (“Is Google Making Us Stupid?”). L'articolo ha generato più di una polemica ma al di là dei toni e del titolo fuorviante, il tema è di un certo interesse: tablet, lavagne interattive et simila sono davvero utili all'apprendimento? La loro semplicità non è rischiosa?

Che internet non ci renda stupidi è evidente. E tantomeno lo fanno i nuovi dispositivi mobili o interattivi a disposizione degli studenti. Non possiamo  però escludere che sull'uso delle nuove tecnologie in classe ci sia più entusiasmo che concretezza. Quanti insegnanti hanno le competenze per usare efficacemente i nuovi mezzi? Probabilmente non molti. E allora a cosa servirebbe investire in hardware quando quello che manca è la conoscenza?

A detta di molti sarebbe forse meglio lavorare prima sui contenuti e sulle conoscenze informatiche di base che paradossalmente ancora mancano a molti ragazzi (lo spiega bene Noa Carpignano, qui). Mica c'è bisogno di tornare a divertirsi con MS-DOS (per quello noi degli anni '80 abbiamo dato per tutte le generazioni future) ma certo un approfondimento in materia non sarebbe male. Magari anche unendolo con un certo lavoro sui contenuti. Anche perché, ragazzi, con internet se non si sale a un livello superiore si finisce a condividere sempre le stesse quattro stupidate. Studiando di più potreste essere voi a decidere dove e come esercitare il vostro sacrosanto diritto al cazzeggio. Lo fanno tutti. Voi potreste farlo meglio. 

 

 

Margherita Caramatti

Conosciuta anche come Maggie. E' nata con la passione per i libri e cresciuta con quella della tecnologia e del uéb, oggi cerca di unire le due cose e farne una professione.

3 Commenti
  1. sì e no, mica per guidare una macchina a 8 cilindri occorre sapere di meccanica. le interfacce vanno nella direzione opposta e rendono magnificamente semplici operazioni sempre più complesse. il problema magari sta nell’invadenza di questi device, nel fatto che sono perennemente connessi, che possono affaticare la vista e nella tendenza deleteria al multitasking – che però sui tablet è per ora quasi proibitiva. comunque il cervello s’adegua, è meraviglioso in questo e grande fiducia dobbiamo riporvi.

  2. Non sono d’accordo. Si affrontano 2 problemi diversi. Da una parte c’è internet, dall’altra l’uso delle nuove tecnologie in classe. Per quanto riguarda internet è vero: servirebbe un’educazione-al-web per aiutare i ragazzi a sfruttarne al meglio le potenzialità (per fargli capire che non esiste solo wikiedia).
    Per quanto riguarda le nuove tecnologie in classe, sinceramente non è che servano chissà quali conoscenze, parola di una mia conoscente maestra elementare. Lei utilizza computer, power point e lavagna luminosa in classe, e trova l’insieme utlissimo. E’ un ‘dipiù’ grazie al quale la lezione diventa più interessante, vedere-sentire le cose e ascoltare la spiegazione è indubbiamente più stimolante della solita piatta lezione con il libro di testo davanti.
    Non è questione di sapere come funziona un oggetto, ma saperne sfruttare le capacità (insegnanti) ed apprezzarle (studenti).

  3. Vero, in effetti ci sono molte questioni mischiate per questioni di brevità.

    Nonostante questo credo che una conoscenza più approfondita di quello che sia usa sia sempre un bene. E’ vero “mica per guidare una macchina a 8 cilindri occorre sapere di meccanica.” Però quando ti danno la patente l’idea è che tu sappia come funziona un motore, altrimenti non sei considerato idoneo alla guida.

    Credo possa valere lo stesso discorso anche qui. Non che gli insegnanti debbano diventare tutti tecnici (so bene che hanno altro con cui combattere) ma nella loro formazione un po’ di questi temi dovrebbero essere trattati.

    Grazie per il contributo, comunque. Mi aiutate a ragionare e magari a migliorare qualcosa. 🙂