10 buone ragioni per comprare libri che non leggeremo

Se seguite la nostra rubrica Dalla parte del lettore, vi siete sicuramente imbattuti nella figura dell’accumulatore di libri. E sono certa che leggendo quelle righe vi siate riconosciuti in questa figura o abbiate individuato almeno un vostro amico, conoscente, collega o compagno di università che è afflitto dalla sindrome di accumulo. L’accumulatore è in ognuno di noi, o almeno gli sta molto vicino. Pensate che la sindrome è così diffusa che in Giappone esiste una parola per indicare l’azione di comprare un libro da impilare nella libreria: Tsundoku

Bene, se siete alla ricerca di una buona ragione da rifilare a vostra madre o al vostro fidanzato quando vi vedranno varcare la soglia di casa con l’ennesima busta di libri che non leggerete nei prossimi vent’anni perché ne avete ancora 7000 da smaltire, qui ne trovate addirittura dieci (riportate nella mia libera interpretazione). 

1. Voi non state comprando un libro, state supportando il libro come oggetto in sé, proteggendolo dall’estinzione quasi certa in un’era di crisi globale e di tecnologia spinta.

2. Voi non state comprando un libro, state comprando arte: la copertina di quell’illustratore uzbeko di grido, l'edizione speciale numerata in occasione del 74esimo anniversario di morte dello scrittore… come si fa a non capire che questa è arte?

3. State comprando una media di 60.000 parole per romanzo – che non sono mica bruscolini – ognuna delle quali ha richiesto all’autore uno sforzo cognitivo e fisico non indifferente. E, se proprio vogliamo parlare in termini di quantità, la state pagando più o meno l’equivalente di 22 fette di crudo di Parma. 

4. State dando inizio a una catena di possesso, è solo l’alba del ciclo di vita di un libro, che chissà dove lo porterà. 

5. State supportando la stampa, che è più o meno la stessa ragione del punto 1, ma repetita iuvant soprattutto i duri d'orecchi. 

6. Quello che avete appena acquistato non è un libro, ma un regalo in potenza. Capiterà presto o tardi il compleanno di un caro amico per il quale quel libro è proprio perfetto, e voi non vi farete cogliere impreparati.

7. Potreste incontrate l’autore prima o poi, e con che faccia lo affronterete senza un suo libro sotto braccio da autografare?

8. Quel preciso libro potrebbe ispirarvi. Un giorno o l'altro, passando davanti alla vostra libreria, vi capiterà in mano quel volume che nemmeno vi ricordavate di avere e basteranno poche pagine a ricordarvi il perché l’avevate comprato.

9. State supportando un autore che amate, e questo è fondamentale perché in un mondo dominato dalle vendite anche un singolo acquisto può fare la differenza e decidere se quello scrittore avrà ancora occasione di pubblicare in futuro. 

E la decima motivazione la aggiungo io: comprare un libro ti raddrizza una giornata storta. Fate voi stessi questa prova: uscite alle 19 dall'ufficio, dopo una giornata che vi ha visti pranzare con una galletta di mais davanti allo schermo e inviare 717 mail in quattro lingue diverse, entrate nella vostra libreria preferita e acquistate decisi qualcosa che volevate leggere da un po’.
Immagino che ognuno di voi avrà la sua motivazione e che questa lista potrebbe diventare infinita: diteci dunque, anche voi soffrite di Tsundoku? E qual è la vostra buona ragione per accumulare?

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

4 Commenti
  1. ahah… sicura che queste 10 ragioni siano a prova di scettici?

    ^_^

    p.s. io dico di si!

  2. Fa sempre piacere avere in casa dei bei libri che prima o poi leggeremo…anche se magari il prima si trasforma in poi, rimangono sempre dei bellissimi oggetti..le pagine, la rilegatura, la copertina, i colori del titolo e quant’altro possono essere piacevoli alla vista e al tatto…per quanto mi riguarda un libro è un viaggio mentale lungo il cammino segnatoci dallo scrittore ma anche un “viaggio sensoriale”.