Amori estivi

Ah quell’estate, che estate! Io e lui, sdraiati al fresco sul mio letto, con le persiane socchiuse per non lasciare entrare il caldo, un’orzata sul comodino e un  ventilatore puntato addosso. Fuori i coetanei schiamazzano in sella ai Booster, diretti alla piscina comunale o forse all’oratorio estivo, ma a me cosa importa? Ho quattordici anni e sto sperimentando per la prima volta le gioie di un’attività destinata ad accompagnarmi per il resto della vita: sto leggendo l’opera omnia di Shakespeare! E non devo fare la scheda libro, è che sono proprio sfigatella e mi diverto un sacco così.

Le carte sono sudate, io anche, non capisco la metà di quel che leggo ma sono molto felice, è sicuramente la migliore lettura estiva della mia vita, quella da cui non si torna più indietro.

Chissà quali sono state le letture “da vacanza” che gli scrittori ricordano con più entusiasmo, ci ha pensato il Guardian a raccoglierle.

Vien fuori che Jonathan Coe ebbe un incontro speciale negli anni ‘70, durante una vacanza in camper con i suoi. Non si portava mai abbastanza libri dietro e in Galles pioveva un po’ troppo spesso. In crisi d’astinenza decise di cercare qualcosa di leggibile in uno di quei negozietti di chincaglierie imbarazzanti, lungo la spiaggia. E fu così che, tra reti da pesca e timer da cucina a forma di uovo, trovò Narciso e Boccadoro. Fu l’inizio di una lunga storia d’amore con Hesse.

Jonathan Franzen invece ci riporta all’estate del 1997. Per una crociera in Alaska con mamma e fratelli, scelse di imbarcare anche Gente indipendente di Laxness. Una storia così appassionante che fu tentato di chiudersi in cabina a leggere tutto il tempo, perdendosi ghiacciai e orsi polari. Quando chiuse l’ultima pagina pianse come non aveva mai fatto prima, e come a suo dire, non avrebbe più pianto in vita sua.

Voi che letture da vacanza ricordate? Diteci tutto, dove, come e perché!

Viviana Lisanti

2 Commenti
  1. Cime tempestose: avevo 14 anni, ero al mare in Calabria con i miei genitori che mi sentivano commentare a voce alta ogni passo della tormentata (anzi tempestosa) storia d’amore tra Heathcliff e Catherine. Fantastico, in quel libro mi sono sentita dentro la storia, al fianco dei protagonisti e da allora in ogni libro ricerco la stessa sensazione di coinvolgimento e immedesimazione. Solo in pochi riescono a ricrearla ma quando succede vale davvero la pena e vorresti che il libro non finisse mai.

  2. Che bello che Coe ami Hesse. Lo amo pure io, ma l’ho conosciuto dopo le mie prime letture estive. Ed io cominciai a leggere all’età di 17 anni proprio d’estate. Su una sedia sdraio rivolta verso il mare, su un balcone antico al terzo piano, col sole rosso che tramontava ogni sera di fronte a me, ho letto Cujo e Il ritratto di Dorian Gray. Da quell’estate non mi fermai più.