Arriva il flipback Mondadori, per leggere in verticale e con una mano

Tentare di ridefinire la forma del libro non è cosa diversa dal tentare di riformare oggetti come la scopa, il bicchiere, la moka Bialetti, o ancora la penna biro e l'accendino della Bic, il rasoio, il pelapatate: per quanti tentativi si possano fare, e per quante alternative si riescano a concepire, se l'oggetto in questione è perfetto fin dall'inizio, non rimane molto da ridefinire o rivoluzionare. Nella sua semplicità concettuale e perfezione formale, il libro è un elemento centrale di questa categoria, e non a caso è rimasto praticamente identico a se stesso fin dalle proprie origini.

Per questo motivo soltanto andrebbe riconosciuto del credito a Mondadori per aver deciso di provocare il mercato con la sua nuova collana in uscita a maggio, chiamata Flipback e formata da paperback di carta (niente digitale questa volta!) da leggere con una sola mano e le cui pagine scorrono dall'alto in basso. Bizzarro. Se così, di primo acchito, vi fossero venuti in mente i libretti di Bula Bula (perché voglio dare per scontato che i lettori di Finzioni conoscano Bula Bula), poco male: è successo anche a me. Dicevamo: a partire da maggio, e in più riprese a giugno e a settembre, Mondadori lancerà sul mercato una nuova linea di paperback dal design inedito ed esclusivo, concepiti con l'idea di strizzare l'occhio al digitale (tramite il verso atipico della lettura) ma facendo omaggio alla carta.

Stando alle parole di Antonio Riccardi, direttore editoriale di Mondadori, l'idea alla base di questo progetto è quella di "sollecitare e stimolare l'attenzione dei lettori italiani. E di cambiare l'approccio stesso dei lettori al libro". L'idea del flipback, della quale Mondadori ha ottenuto l'esclusiva per l'Italia, nasce in Olanda presso i tipi di Jongbloed, editore specializzato nella produzione di volumi "ad alta foliazione e bassa grammatura" (il che suppongo sia da leggersi come: "tante pagine a prezzo contenuto"). Ma non sembrano soltanto il prezzo e la praticità ad animare questo progetto, dato che è intenzione di Mondadori presentare dei volumi che siano "sempre più belli e insieme pratici, rivolti a tutti i lettori che cercano libri più maneggevoli e, allo stesso tempo, una confezione di qualità".

La nuova collana farà il suo debutto in libreria con una prima infornata di titoli in tiratura unica di 15mila copie, senza ristampa. Il fatto che per questi volumi non siano previste future ristampe lascia immaginare perlomeno due cose: la prima è che Mondadori stia avanzando con comprensibile precauzione in un mercato editoriale che genera ormai soltanto numeri negativi; la seconda invece è che la casa editrice milanese voglia puntare sull'aspetto qualitativo del nuovo prodotto, portando sugli scaffali non tanto dei libretti "strani"  di qualità mediocre e riproducibili all'infinito, ma piuttosto delle edizioni raffinate sulle quali valga la pena mettere subito le mani. Stando ai titoli in uscita questo maggio, pare che Mondadori voglia giocare in casa e puntare sul sicuro: a uscire in versione flipback sono infatti titoli dalla vendita quasi sicura, come La solitudine dei numeri di Paolo Giordano, le sfumature di E.L. James, Inferno di Dan Brown, Splendore di Margaret Mazzantini e L'ufficiale e la spia di Robert Harris, in volumi rilegati e cuciti che si aggireranno nel prezzo fra i 9 e i 12 euro.

Non c'è che dire, l'iniziativa è senza dubbio interessante, e a maggio probabilmente un giro in libreria lo farò pure io, non tanto per leggere Dan Brown o E.L. James, ma piuttosto per toccare con mano questi curiosi nuovi oggetti. Nonostante ciò, una parte di me rimane però scettica, e quasi automaticamente mi viene da pensare ad un editoriale di Giovanni De Mauro su un numero di Internazionale di qualche settimana addietro: "Se fossero un partito si fermerebbero al 4 per cento e con la nuova legge elettorale non entrerebbero neanche in parlamento. Sono i lettori forti in Italia: nel 2013 hanno comprato il 36 per cento di tutti i volumi venduti nel corso dell’anno." Pur non essendo un addetto ai lavori, mi viene da chiedermi quanto in profondità questa iniziativa possa andare a toccare i problemi della nostra editoria, il problema dei nostri lettori inesistenti, e rimane poco altro da fare che dare ragione a De Mauro nel chiedersi "se una delle ragioni (non l’unica, ovviamente, né la principale) possa essere il graduale impoverimento della qualità dei nuovi libri pubblicati. È colpa solo degli altri? È colpa solo di chi non legge, della crisi, della rete? Possibile che non abbia qualche responsabilità anche il livello complessivo dell’offerta editoriale? Possibile che non ci si chieda quali sono, oggi, tutti questi libri che le folle dovrebbero accorrere in massa a comprare e che invece colpevolmente vengono lasciati sugli scaffali delle librerie?"

Lorenzo Andolfatto

Sono lettore, traduttore, interprete e studiante. Mi occupo di cose cinesi nelle ore di lavoro, e di cose letterarie perlopiù americane nel tempo libero. Non sono ancora diventato musica da ascensore.

7 Commenti
  1. Ne comprerò uno, per curiosità. Ho provato a gestire con una mano un volume di modesta altezza (che diviene larghezza nell’edizione flip): le pagine vanno accompagnate indice/pollice, mentre le altre dita rimangono a sostegno. Non sembra comodissimo, sarà questione di esercizio…
    E, quanto ai lettori, tendo a quotare De Mauro!

  2. Io non ho ancora avuto l’occasione di toccare con mano queste edizioni. dalle foto che ho trovato in giro, sembrano degli oggetti interessanti, soprattutto – immagino io – per leggere racconti brevi o cose simili. Certo, i titoli iniziali lasciano un po’ a desiderare, speriamo che l’iniziativa non affondi a causa loro 🙂