Bocca, Odradek e Guida: continua la crisi delle nostre librerie

Chi ci segue sa che non amiamo toni apocalittici e allarmismi, appelli e sparate sensazionaliste. 
Amiamo invece tante ma tante cose che ruotano intono ai libri e che, pensate un po’, contemplano allo stesso tempo gli e-book e l’odore della carta, le librerie indipendenti e la spedizione gratuita a casa delle grandi catene online
Ciò non toglie che quando la situazione diventa allarmante ci sembri doveroso quantomeno darne atto, e rattristarcene.
La notizia di questi giorni è che in Italia stanno chiudendo (o sono in grave crisi) tre librerie storiche e indipendenti, da Milano a Napoli, segnale che l’attuale crisi dell’editoria non conosce distinzioni Nord-Sud. 

Partiamo da Milano, ovvero dalla libreria Bocca, non una libreria qualsiasi ma una delle più antiche d’Italia ancora in attività, che paradossalmente non riesce a arrivare a fine mese pur trovandosi nel cuore dello shopping di lusso milanese, in Galleria Vittorio Emanuele. Fondata da due fratelli astigiani nel 1775, in quanto casa editrice fu la prima a pubblicare nel 1832 Le mie prigioni di Silvio Pellico e la prima edizione italiana de L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud. Oggi ha esposto una cartello in vetrina che recita così: «La crisi rischia di farci chiudere. Sostieni la più antica libreria d’Italia regalandoti un libro». L’attuale proprietario, Giorgio Lodetti, si augura che qualcuno intervenga a favore dello spazio che ha avuto lo status di bottega storica del Comune di Milano e di Luogo del cuore del FAI, senza che ne sia derivato nulla di concreto in termini di tutela. Ricordiamo che nel 2009 era stata salvata dall’amministrazione Pisapia grazie al blocco del canone di locazione fino al 2025, ma il problema riguarda il crollo verticale delle vendite registrato in questi ultimi anni di crisi.

Scendendo a Roma incontriamo la libreria Odradek, che sta cercando di tenersi a galla; proprio ieri si è tenuto un reading poetico di solidarietà e mobilitazione, del quale ci parla qui la nostra Giovanna Iorio, dal titolo La Poesia salverà Odradek?. Come raccontava Oliviero Diliberto in Libronauti. Viaggio per librerie in Italia e nel mondo, la libreria, attiva dal 1997 nel centro della capitale, deve il suo nome al racconto di Franz Kafka La preoccupazione del padre di famiglia: «odradek» è un oggetto misterioso e inquietante, difficile da decifrare, che provoca una sensazione simile a quella che si prova spesso quando di ha a che fare con l’arte. La libreria, che ha sede in quelli che furono i locali dell’associazione Italia-Urss, si occupa di attività culturali e offre volumi di letterature meno note e diffuse, oltre ad avere particolare attenzione per l’ambiente e promuovere prodotti a basso impatto ambientale.

È tardi invece per la libreria Guida di Napoli, nell’antico distretto culturale di Port’Alba, che chiude i battenti dopo 95 anni di attività. Punto vendita di fiducia di Benedetto Croce e frequentata da molti intellettuali quali Ungaretti e Montale, negli anni ’60 fu teatro dei proclami beat di Jack Kerouac ed Allen Ginsberg. I due fratelli Guida hanno chiesto aiuto anche al Presidente Napolitano, che da giovane frequentava la libreria, ma nulla per ora è servito a fermare il fallimento dichiarato a marzo 2013 e la libreria, che cesserà la sua attività entro la fine dell'anno, ha dovuto mettere 15 dei 18 dipendenti in cassa integrazione. Un paio di anni fa aveva chiuso anche la sede al Vomero. È partita in questi giorni una mobilitazione per salvare almeno la storica Saletta Rossa, che ha ospitato importanti scrittori del Novecento, nonché una petizione online per la rimozione del vincolo che impedisce di vendere la proprietà immobiliare – dichiarata bene di interesse storico – a un prezzo di mercato, in modo da ripianare i debiti e tenere aperta la libreria; nel frattempo il sindaco De Magistris ha annunciato l’arrivo di una delibera per la tutela delle botteghe storiche di Napoli.

Per dirla con le parole amare di Geppino Guida «con la crisi che c'è e la gente che fa fatica a procurarsi i beni di prima necessità, la lettura scende in fondo alla scala delle necessità». E per tre nomi che fanno notizia, sono tante le realtà che hanno chiuso in silenzio, disseminate su tutto il territorio italiano: 150 nel 2013, secondo i dati dell’Associazione Italiana Librai. Numeri che ci spingono, per l’ennesima volta, a chiederci se c’è qualcosa che il governo italiano potrebbe fare, al di là del singolo intervento o della mobilitazione in momenti di emergenza, per invertire la tendenza; politiche serie e di lungo respiro a favore della lettura, in primis la detrazione fiscale richiesta da tre anni dall’ALI. La Francia, ça va sans dire, è lontana

 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

3 Commenti