Bookcity e gli Indipendenti

Domenica sera con l'incontro nella Sala Sforzesca, Verdi l'Italiano, si è conclusa la prima edizione di BOOKCITY, che ha accolto la realizzazione di 350 eventi gratuiti distribuiti per tutta Milano con epicentro al Castello Sforzesco. Tema? Il libro.

«È la prima volta che Milano vede un evento con la parola libro nel titolo» commenta Pietro Biancardi (Iperborea) «l'unico simile è la Milanesiana, che però non ha programmaticamente spazio per gli indipendenti.»

BOOKCITY ha ospitato circa 80000 persone in un fine settimana, l'eccitazione traspariva ovunque, basta pensare che hanno contribuito alla buona riuscita dell'iniziativa più di 350 volontari.

Ma cos'ha spinto editori, librai, scrittori e studenti ad abbandonare scrivanie e botteghe e a partecipare così energicamente a BOOKCITY?

Sicuramente non questioni lucrative, come mi spiega sempre Pietro, tutte le iniziative infatti, compresa la riuscitissima festa di sabato sera organizzata da quelli dei Mulini a Vento (al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, Leonardo Da Vinci), sono state rigorosamente auto prodotte. Ma allora perché è così importante per una casa editrice indipendente partecipare ad un'iniziativa del genere? Perché, attraverso questi eventi, le case editrici hanno la possibilità di promuoversi e mettersi in mostra. L'editoria indipendente è una risorsa fondamentale per conservare la biblio-diversità, soprattutto in un momento in cui inquietanti fusioni di grandi aziende la minacciano.

Sarebbero tuttavia altre le misure idonee a salvaguardare il pluralismo di pensiero stampato sulle pagine dei libri. Ad esempio, adottare leggi, come quelle già esistenti in vicini paesi europei, che danno ai piccoli editori/librerie indipendenti la possibilità di gareggiare sul mercato sfavorendo l'oligarchia dei grandi gruppi. BOOKCITY è una bella iniziativa ma «ce la siamo cercata» e pagata, mi spiega.

Rivolgo la stessa domanda a Lucio Morawetz della libreria indipendente Utopia e a Danilo Dajelli dello spazio Gogol and Company, unici librai indipendenti presenti fisicamente all'iniziativa. Entrambi sono concordi nell'ammettere che non sarebbero mai mancati all'anno zero del primo evento che vede Milano e i libri così intimi. E poi, sottolinea Lucio, «ha dato ai librai una scusa per uscire dalle loro botteghe», non a tutti i librai, però. Perché solo in due? Problemi logistici, ossia, chi rimane in libreria? Non è più un segreto la situazione di difficoltà che affrontano quotidianamente le librerie indipendenti. E poi organizzativi, Lucio appunta “per un evento del genere due mesi di organizzazione sono evidentemente pochi” quindi loro, come libreria, hanno potuto aderire, ma non collaborare appieno alla realizzazione di BOOKCITY. Appunto a parte, Lucio e Danilo hanno contribuito con entusiasmo. Per Danilo, prendere parte a BOOKCITY ha avuto la funzione di sottolineare un aspetto imprescindibile per un «presidio cuturale-sociale» com'è Gogol and Company, e cioè quello della comunicazione, con nuovi lettori, ma soprattutto, con tutta la realtà coinvolta nel mondo del libro.

Per Andrea Minetto (che insieme a Manuela Rosignoli si è occupato dell'organizzazione degli eventi all'interno del Castello Sforzesco), due mesi sono bastati per ricreare «l'esperienza emozionante della lettura intesa come emotività» anche grazie a rappresentazioni straordinarie come quelle della Città degli Uomini Libro e dei Duellanti, ed aggiunge «non ci sono stati grandi problemi organizzativi, abbiamo collaborato con gli editori indipendenti che hanno subito capito i limiti strutturali del Castello Visconteo» ma anche il suo fascino.

Infatti, protagonista indiscussa di questo primo (e storico) BOOKCITY, è stata Milano, le sale del suo Castello, le sue strade trasformate in un inconsueto palcoscenico per gli eventi. Chiara Bisconti (Assessora al benessere, qualità della vita, sport e tempo libero) ha spiegato come la struttura dell'evento sia il risultato della ricerca di un nuovo format che, attrezzando vari luoghi della città, l'ha coinvolta tutta sotto un unico tema. I milanesi hanno voglia di muoversi quindi, e di leggere.

Le motivazioni che hanno spinto a dare una mano come volontario posso elencarle io, partecipare attivamente alla celebrazione del libro come strumento ancora fondamentale nella nostra società, per scambiarci idee ed opinioni, ma soprattutto per emozionarci.

Emma Piazza

Vivo a Londra, lavoro in editoria, studio portoghese brasiliano e non vedo mai il sole. Però ingrasso.

5 Commenti
  1. Buongiorno Emma,
    Volevo segnalare che non è vero che Lucio Morawetz della libreria Utopia e Danilo Dajelli di Gogol & Company sono gli unici librai indipendenti che hanno partecipato a Bookcity Milano. Anche noi della Libreria Internazionale Melting Pot abbiamo partecipato ospitando un incontro, così come altre librerie indipendenti milanesi: la libreria dei ragazzi, Micamera, Hellisbook, l’Archivolto, 6 Rosso, Corraini, Monti in Città, la libreria del convegno, Centofiori…
    Come vede abbiamo partecipato attivamente in tanti. Risulta anche dal programma di Bookcity Milano: http://www.bookcitymilano.eu/luoghi/librerie/
    Cordiali saluti,
    Margherita

  2. anche noi della libreria trovalibri di milano abbiamo partecipato attivamente a varie presentazioni di bookcity, nella nostra libreria e in giro, in vari luoghi della città.
    ero invitato anch’io a palazzo reale a parlare della mia luuuuunga esperienza di libraio ( 36 anni) ma ho dovuto dichiarare forfait per partecipare all’evento presentazione di don gallo al castello sforzesco.
    che dire di questa esperienza : molto positiva ma forse due giorni sono un po’ pochi per una seri di eventi così interessanti e numerosi.
    saluti e auguri a tutti i librai indipendenti

  3. Ciao a tutti!

    Scusatemi, c’è stato un fraintendimento! Con partecipato “fisicamente” intendevo che hanno allestito bancarelle con i libri direttamente nelle sedi dell’evento. Forse la frase è depistante, ma pensavo che il resto del paragrafo fosse chiarificante!

    Grazie per aver puntualizzato!

    Emma