Capolavori della letteratura femminile: quanti ne avete letti?

Il weekend scorso l’ho passato a traslocare. È stato forse il più brutto weekend della mia vita. Avevo altri traslochi alle spalle, ma roba da una camera, un paio di armadi e poco più. Questa è la prima volta nella vita che trasloco una casa intera, cucina compresa, segno che sto diventando vecchia e gli anni da studentessa sono drammaticamente alle mie spalle. 
Perché vi sto raccontando tutto questo? Per sfogarmi, in primis, ma anche perché una cosa positiva del traslocare (l’unica?) è che ti permette di ripercorrere in un pomeriggio tutta la tua vita di lettrice. Svuotando le mie quattro librerie ho avuto conferma di alcune cose che già sapevo e ne ho scoperte altre che ignoravo. Ad esempio, che sono un tantino fissata con gli autori americani, che ho avuto un periodo di ossessione da biografie, che in linea di massima snobbo la saggistica e che leggo pochissime autrici donne… Che leggo pochissime autrici donne???

Ebbene sì, dopo aver dedicato fiumi di inchiostro alla questione (in occasione dell’Affaire Wikipedia, ad esempio) credevo di aver raggiunto una certa consapevolezza sull’argomento, ma evidentemente non è così. Sarà perché le autrici donne hanno meno spazio nella critica contemporanea, come ci ricorda ogni anno la statistica di VIDA – Women in Literary Arts, secondo la quale lo spazio che le riviste letterarie riservano alle autrici donne è nettamente inferiore a quello concesso ai colleghi uomini? Sarà che la formazione liceale tradizionale privilegia i classici di autori uomini?

Sarà quel che sarà, la rivelazione che ho avuto durante il trasloco è stata confermata un paio di giorni dopo da questo test pubblicato nella sezione libri di Buzz Feed: quanti grandi romanzi della letteratura femminile avete letto?
Il test è molto semplice, elenca 102 titoli e chiede di cliccare su quelli che abbiamo letto. Ci sono i grandi classici (Jane Austen, le sorelle Bronte, Virginia Woolf, Sylvia Plath, Toni Morrison) e anche qualche recente firma di best-seller (J.K. Rowling e Suzanne Collins). Si segnala la completa assenza del premio Nobel Alice Munro. 

Il punteggio che ho ottenuto è molto basso. Non vi confesserò di quanti libri si tratta, sappiate solo che Buzz Feed mi ha risposto così:

Maybe you haven’t fully explored the world of books written by women, but the good news is you now have SO MANY WONDERFUL BOOKS TO READ. Very exciting.

Per contro, ho riscontrato che ultimamente le autrici femminili sono molto presenti nelle mie letture: l’autobiografia di Edna O’Brien, Prendila così di Joan Didion e I ragazzi Burgess di  Elizabeth Strout sono tra gli ultimi libri che ho letto. Segno che molte autrici, che siano contemporanee o "riscoperte", si stanno imponendo all’attenzione un pubblico vasto, il pubblico che come me legge le recensioni di romanzi soprattutto su siti di lingua anglosassone o che affida la propria scelta al passaparola di persone amiche o "fidate". La scena letteraria americana femminile è stata celebrata recentemente da un bell’articolo di Cristiano De Majo su Rivista Studio; in occasione dell’imminente uscita del nuovo libro della Kushner, I lanciafiamme, De Majo, dopo aver confessato un passato di maschilista letterario, si è chiesto come mai l’ottanta se non il novanta per cento delle sue recenti letture siano proprio di autrici donne. Una coincidenza o un’evidenza del fatto che nella scena letteraria d’oltreoceano i migliori libri scritti da donne sono migliori dei migliori libri scritti dagli uomini, si domanda l’autore? Questioni di lana caprina, così le liquiderebbe Jonathan Franzen e magari alcuni di voi non troppo interessati alle implicazioni di genere della letteratura saranno d’accordo con lui. 
Anche io confesso che non sono mai stata attenta a questa distinzione, ma trovo giusto porsi delle domande quando ci si scontra con dei dati di fatto.

Nonostante questa recente inversione di tendenza, la strada per pareggiare il conto è ancora molto lunga, almeno per me. Nel frattempo mi metto avanti comprando una nuova libreria da riempire. E voi come valutate il vostro passato di lettori dal punto di vista del genere? Vi siete mai posti il problema?

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

5 Commenti
  1. È da un bel po’ di tempo che sostengo che il futuro della narrativa (americana) è un plurale femminile. Così su due tasti, tra letture più o meno recenti, mi vengono in mente: Lydia Davis, Alice Munro, Louise Erdrich, Jennifer Egan, Lorrie Moore, Joyce Carol Oates, Deborah Eisenberg, Marylinn Robinson, Mary Robison, Susan Minot, Lydia Millet, Toni Morrison, Heidi Julavits, Siri Hustevdt, Vanessa Place, Grace Paley, Sarah Shun-lien Bynum, C.E. Morgan, Karen Russell, Nicole Krauss, ZZ Packer, Amelia Gray, Elissa Schappell, Carole Maso, Rikki Ducornet, Rachel Kushner, Rivka Galchen, Lindsay Hunter, Alissa Nutting….

  2. ho il problema opposto: leggo quasi esclusivamente donne (la Munro è la mia preferita e ho letto tutto di lei, anche vecchie edizioni ormai introvabili, che forse Einaudi si deciderà a ristampare dopo il Nobel). Non è una scelta forzata, ma quasi casuale (o forse inconscia?): mi piacciono un titolo, la trama, le critiche fidate di un libro e guarda caso è di un’autrice donna. Le “classiche” le ho lette e amate molto, fra le nuove ed esordienti, cito (sovrapponendomi in parte al commentatore che mi precede) Elizabeth Strout, J.C. Oates, Mary Robinson, Tupelo Hassman, Marylinn Robinson, Amy Tan, Ann Tyler fra le americane, ma anche alcune inglesi e scandinave non sono affatto male, anzi, per non parlare delle sudamericane, dalla Allende alla Gioconda Belli, fino alla Serrano. Anche le italiane mi piacciono, non tutte però. Sarò una lettrice femminista? Vado a farmi il test per scoprirlo. Di certo so che le scrittrice donne le sento più vicine alle mie corde e riescono a regalarmi emozioni come pochi autori uomini sanno fare (vedi alla voce Steinbeck, di cui sto leggendo il capolavoro Furore).

  3. ho fatto il test ed ho ottenuto il tuo stesso risultato, con 17 libri letti su 102! Alcuni titoli della lista non li conoscevo (forse in Italia non sono neanche stati pubblicati), di alcune autrici ho letto libri che non erano citati e quindi non li ho cliccati, di altre ho i libri in lista di lettura e concordo con te che mancano autrici importanti, e non sono la Munro, ma anche la Gioconda Belli (se hanno messo la Alvarez e la Allende…), la Sotckett di Help, la A.M Homes, la Alice Sebold di Amabili resti e la Ann Tyler, fra quelle che conosco io.

  4. @Carol: sicuramente l’elenco non è esaustivo e ovviamente è sbilanciato sulla produzione in lingua anglosassone, questo spiega anche il punteggio basso di una “lettrice femminista” come te. Anche io credo (spero!) che il mio risultato sarebbe stato migliore se avessero incluso qualche autrice italiana…

    @Paolo: grazie del tuo commento, alcune autrici le conosco e apprezzo anche io, altre sono certa che avrò voglia di scoprirle, ora più che mai