Capolavoro a chi?

«Leggitelo, è un capolavoro» e il vicino mi molla immancabilmente il best sellers di turno, in cima alle attuali classifiche di vendita, che tra due mesi sarà dritto dritto nel dimenticatoio. Al che mi sorge spontanea una domanda; alt, parliamone, cosa è un capolavoro? Capolavoro è la mia esclamazione quando il dolce non si affloscia nel forno, ma credo che non sia un paramentro valutabile. Apro il vocabolario di mia nonna, i sacri strumenti di un tempo che non tradiscono mai, e, tra i gomitoli di polvere, mi dice «opera eccellente; opera migliore di un autore o di epoca». Questa volta, caro il mio tomo, non mi sei stato di grande aiuto, la tua bella definizione non mi serve a nulla.

C'è qualcuno che ha provato a risolvere il problema, si chiama Charles Dantzig e ha pubblicato -come ricorda anche Panorama- A propos des Chefs-d'oeuvre (Grasset), inedito in Italia, sul concetto di capolavoro in letteratura. Siamo andati a sbirciare e abbiamo trovato il suo metro di giudizio.

Il capolavoro letterario è un libro eccezionale che crea il suo proprio criterio e che non si può giudicare se non tramite se stesso. Espressione la più audace possibile di una personalità, ogni capolavoro è unico. Niente attiene al capolavoro se non la forma di quel capolavoro. Il capolavoro è la creazione più esaltante dell’umanità.

Finalmente un criterio applicabile, anche se da ciascuno con la propria soggettività. A me, per esempio, ne vengono in mente un bel po', a partire dalla Divina Commedia in poi. L'autore invece cita tra i primi Teorema di Pasolini e Alla ricerca del tempo perduto di Proust. Non superano l'esame Don Chisciotte di Cervantes, L'isola di Arturo di Elsa Morante, Viaggio al termine della notte di Celine, le opere di Philip Roth e Jonathan Franzen.

C'è chi dissentirà da questa opinione, ma forse aveva ben ragione Jean Rostand, ecclettico francese del secolo scorso,

è meglio ammirare sinceramente un falso capolavoro che ammirare falsamente un vero capolavoro.

Giulia Gestri

Nomade per caso o per vocazione. Ha libri ovunque nel mondo, ma per mandarla in crisi basta chiederle da dove viene.

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