C’è sempre una donna dietro

O quasi sempre. E anche senza scavare nel profondo di un filone di studi particolarmente sfruttato, e restando invece volontariamente in superficie, bisogna ammettere che quello della donna in letteratura è un ruolo quantomeno inattaccabile. Che sia l’eroina di turno, la protagonista-pretesto o una semplice figura di servizio all’interno dell’architettura testuale, c’è sempre spazio per le sue grazie e/o le sue disgrazie tra le pagine dei libri che leggiamo. E non solo dentro le pagine, anche dietro le pagine, dietro le penne e i calamai di un tempo, le macchine da scrivere o i monitor dei computer moderni; c’è sempre, in luce o in controluce, una forma muliebre che si staglia sullo sfondo dell’ispirazione, in veste d’angelo o di diavolo, per lodarla o condannarla, per amarla o per odiarla.

Dietro molti grandi scrittori ci sono donne rimaste nell’ombra o illuminate frontalmente dalla storia o dalla leggenda (in questi ultimi tempi è, più prosaicamente, finita nell’inchiostro delle dediche o dei ringraziamenti finali di alcuni libri). E dalla storia e dalla leggenda al romanzo il passo è breve, anzi brevissimo, ma molto allettante, al punto che oltreoceano quest’anno è prevista una messe formidabile di romanzi con al centro le storie delle donne riconosciute, sconosciute o dimenticate, dietro alcuni grandi scrittori del XX° secolo.

Ogni messe, tuttavia, inizia con una semina. In questo caso la semina risale al best seller del 2011 di Paula McLain, The Paris Wife, trasduzione narrativa della vita di Hadley Richardson, e della sua relazione, sfociata poi nel matrimonio, con un giovane giornalista del Midwest, tale Ernest Hemingway. E prosegue quest’anno con Z (qui, se volete, un estratto) di Therese Anne Fowler e Call me Zelda di Erika Roubuck, entrambi centrati sull’affascinante e problematica Zelda Sayre, musa, moglie ma anche demone interiore del geniale e sregolato F. Scott Fitzgerald. Non un caso, peraltro, che questa tormentata figura di donna sia protagonista di ben due romanzi. Un fatto, invece, che l’autore di Tenera è la notte  stia postumamente attuando, in questi mesi, una vera e propria revanche sul passato che lo vedeva scrittore morto precocemente e ancor più precocemente finito come romanziere. In attesa dell’approdo, a maggio, nelle sale cinematografiche statunitensi della nuova versione del suo più grande capolavoro, il Grande Gatsby.

Le donne sono forti compratrici di libri – afferma Carol Fitzgerald, presidentessa del Book Report Network – e sono molto interessate ai libri che parlano di personalità femminili nascoste.

Letterariamente parlando, niente di nuovo in verità: le figure femminili realmente esistite hanno sempre rappresentato una suggestione narrativa forte, e, in particolare, queste due donne, Hadley e Zelda, sono emblematiche anche della trasformazione del ruolo storicamente determinato che ha cambiato la donna durante i cosiddetti Roaring Twenties. Ciononostante, queste sono donne che, pur scegliendo liberamente il proprio destino, hanno accettato i loro uomini con tutti i loro difetti, difetti evidenti già prima del matrimonio, ma invaghitesi ugualmente di un carisma tale da obliterare ogni obiezione contro la possibile (felice) riuscita dei rispettivi matrimoni, finendo per mettere in crisi le unioni, distruggendo sé stesse e influenzando, in un modo o nell’altro, anche la vita dei loro compagni. Oppure sono state vittime del processo inverso.

Ma è proprio questo il punto: non si tratta, chiaramente, di biografie: sono romanzi, rappresentazione e interpretazione di una realtà e non realtà rappresentata; arricchita, per di più, dalla fantasia delle autrici. E se il romanzo della storia della donna dietro il grande uomo – in questo caso lo scrittore – può attirare simpatie e curiosità, siamo altrettanto e ragionevolmente sicuri che i fan dei suddetti scrittori accetteranno di buon grado le distorsioni e deviazioni che, inevitabilmente, accompagnano la “costruzione del personaggio”, specie se quel personaggio è stato prima ancora una “persona”? Certo, dipende…

Sara Minervini

Chi sono? Sono una lettrice. Che faccio? Leggo. E come vivo? Vivo.

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