Consigli per gli acquisti: i libri da mettere sotto l’albero di Natale

Non vorrei creare allarmismo ma mancano dieci giorni a Natale.
Dieci.
E io non ho ancora comprato un regalo che sia uno.

Quindi, come più o meno ogni anno, la procedura sarà la solita: mi piazzo in libreria tra il 23 e il 24 e lì risolvo tutto per tutti.

A darmi le idee giuste, per fortuna, ci pensa chi di libri ne capisce. Prendo appunti, che poi mi tornano utili. Dunque.
È del weekend appena passato la pubblicazione della classifica dei Libri dell'anno de La Lettura, inserto culturale  (o cult, sic et simpliciter) del Corriere della Sera.
Secondo l'autorevole redazione del quotidiano più quotidiano d'Italia, il libro dell'anno è Non luogo a procedere, edito da Garzanti e scritto da Claudio Magris, primo italiano a salire sul più altro gradino del podio di Via Solferino con un romanzo storico che ricostruisce come in un museo gli oggetti e le memorie della guerra a Trieste. La motivazione del premio la dà Corrado Stajano, con una capacità di sintesi che lèvati: «È un gran libro». Punto. Mi fido.
Secondo posto per Emmanuel Carrère, quell'uomo magnifico che due anni fa stava al primo posto della stessa classifica e che a maggio di quest'anno dominava da solo la pista da ballo alla festa di Minimum Fax al Salone del Libro di Torino (lo sappiamo, lo abbiamo visto, abbiamo le nostre fonti e le nostre prove: Emmanuel, ti teniamo in pugno). Il suo Il Regno, edito da Adelphi, è un'indagine filologia e filosofica del Cristianesimo delle origini: un ottimo spunto per leggere sant'Agostino raccontato in prima persona da Carrère. E Rousseau raccontato in prima persona da Carrère. E così via. Insomma, un ottimo spunto per leggere Carrère.

Al terzo posto – e dato il soggetto immaginiamo che non l'abbia presa benissimo – Michel Houellebeq con Sottomissione, pubblicato in Italia da Bompiani. Un libro di cui tanto si è scritto e ancor più si è detto: a gennaio, quando uscì, anticipò di circa due secondi gli attentati terroristici di Parigi. Se non avete fatto in tempo a leggerlo come profezia potete ancora prenderlo come caso letterario.

Una classifica dei libri dell'anno, diversa, è stata stilata anche da Fahrenheit, il programma culturale per eccellenza, condotto su Radio 3 da Loredana Lipperini. In occasione della conclusione della fiera della piccola e media editoria di Roma, Più Libri Più Liberi, la Lippa ha incoronato Marco Peano per L'invenzione della madre, edito da Minimum Fax, il libro più votato dai lettori/ascoltatori tra i dodici libri del mese proposti quest'anno dalla redazione (comunque segnatevi pure questi, che se avete tanti parenti cui fare i regali vi tornano utili: Come cavalli che dormono in piedi di Paolo Rumiz; Sulla faccia della terra di Giulio Angioni; La bambina fulminante di Paolo Nori, Il tempo migliore dela nostra vita di Antonio Scurati; Il defunto odiava i pettegolezzi di Serena Vitale; Midland Metro di Paolo Mastroianni; XXI secolo di Paolo Zardi; L'inondazione di Adrian Bravi; Le serenate del ciclone di Romana Petri).

L'invenzione della madre, la nostra Licia lo ha descritto qui su Finzioni così:

L’invenzione della madre è un braccio che esce dalle pagine, ti entra in bocca, ti scende attraverso e quando ti arriva allo stomaco stringe le dita della mano per duecentocinquantapagine circa. Piuttosto forte anche. 

Un mistero doloroso che vaga indietro tra i ricordi, e getta sale sulle ferite, curandole.

Anche per questo Peano fu tra i finalisti della nostra Coppa dei Lettori insieme a Nicola Lagioia, che ha vinto lo Strega con il suo La Ferocia; Marco Missiroli, che ha scosso animi e coscienze con Atti osceni in luogo privato; e e con Francesco Muzzopappa e l'ironia serissima e compostamente torinese del suo Affari di Famiglia. E con, naturalmente, la donna che ha vinto la nostra Coppa, Simonetta Sciandivasci, trascinatrice del #teamsciandi e rivoluzionaria convinta del più Ritapavonesco dei cliché: La domenica lasciami sola, implora lei. E Baldini&Castoldi l'ha esaudita: le ha pubblicato il libro e l'ha liberata dall'ansia di dover fingere di capire il fuorigioco. Che tanto, il fuorigioco, non esiste.
 

Ecco, con questi ho sistemato mezza famiglia. Quasi. Non è che mi potreste consigliare il "vostro" libro dell'anno anche voi, che ho ancora parenti senza regalo?

Amelia Cartia

M'innamoro di tutto. Parlo troppo, scrivo tanto, leggo un po', dubito di tutto, sbaglio spesso, mi perdo sempre e poi ritento. Cambio strada ad ogni passo, e cambio indirizzo più spesso che posso. Se la vita è un viaggio, sono abbastanza certa d'essere viva.

1 Commento
  1. Ehm, visto che siamo ancora nell’anno in cui Dante compie 750 anni, perché non regalare un thriller dantesco d’autrice? Come “Le terzine perdute di Dante”, uscito a maggio per Rizzoli best BUR.