Nick Frost nei panni di John Self nell’adattamento per BBC di Money di Martin Amis.

La notizia arriva dall’estremo oriente, ed è di quelle che fanno tremare: sono in arrivo le pubblicità sulle copertine dei libri. Il primo caso sarebbe stato avvistato in Cina, sulla biografia di una famoso violoncellista, firmata dalla madre, sulla quale compare il logo di una nota azienda tessile cinese. Non allarmatevi, si tratta solo di un piccolo logo, e per di più in quarta di copertina. Niente immagini di prodotto, nè prezzi. Una robetta discreta insomma.

Più che sufficiente comunque a scatenare il dibattito tra i sostenitori e detrattori di questa trovata. Tra i pro ci sarebbe la possibilità di aiutare un settore in affanno e di offrire al consumatore un prodotto ad un prezzo inferiore. Inoltre, nell’ottica del libero libro in libero mercato, si tratta di un prodotto come un altro e nulla vieta di usarlo come veicolo pubblicitario al pari di certe riviste culturali o degli spot prima di un film d'essai. Dalla parte dei contro, c'è chi si oppone a questa invasione nel campo della letteratura da parte dei beni di consumo e sostiene che la copertina del libro abbia un valore artistico che non può essere intaccato.

E poi c’è una motivazione del tutto irrazionale: io non ce la voglio la pubblicità sulla copertina del mio libro, neanche se fosse firmata da Don Draper in persona. Non voglio vedere salvaslip per perizomi che occhieggiano dalla mia libreria sulla cover dell’ultimo chick-lit (giuro che non ne possiedo nemmeno uno, era giusto per fare un esempio). E non voglio la promozione di una nuova tratta low cost sulla mia copia di Viaggio in Portogallo. 

Se ci mettessimo nei panni di esperti di marketing, tuttavia, scopriremmo che il ragionamento non fa una piega; un libro ci dà molte informazioni sulla persona che l'ha acquistato e la pubblicità può essere mirata sul nostro target. Ad esempio, non sarà difficile convincere un lettore di Martin Amis ad accompagnare le pagine di Money con un bel bicchiere di brandy. American Psycho è per un uomo che non deve chiedere mai, ci vedo bene il logo di una carta di credito Gold o di un costoso dopobarba. Ci sono libri maschili e femminili, libri per bambini che permettono di parlare a loro e alle mamme che li hanno acquistati, libri per donne in crisi che si prestano ad annunci di siti di incontri per cuori solitari. Una donna che legge Cime Tempestose sarà probabilmente disposta a tutto pur di trovare il suo Heathcliff, e nel chiudere il libro asciugandosi una lacrimuccia, scoprirà che l'amore è a portata di click.

Ovviamente stiamo esagerando; ammesso che questo scenario si realizzi, sarà sicuramente regolamentato. Con la premessa che tutti speriamo di non vivere abbastanza da vedere quel giorno, vi va di cimentarvi in combinazioni più o meno probabili? Ad esempio, la pubblicità di un lassativo dove la mettereste?