Così bravi, così buoni: scrittori dal cuore d’oro

Gli artisti sono noti per essere persone con le quali non sempre è facile avere a che fare e gli scrittori, soprattutto quando arrivano al successo, non fanno eccezione. Grandissimi autori magari, che nel loro privato non sono esattamente delle personcine amabili e se devo dire la verità poco importa, quello che ci interessa è che nelle loro pagine troviamo quello che fa per noi. Senza fare nomi, ci sono e ci sono sempre stati gli scrittori maneschi e le teste calde, quelli verbalmente offensivi per via cartacea o digitale, quelli che si sono schierati dalla parte "sbagliata", quelli che non si sono schierati affatto. E se è vero che quello che fanno nella loro vita privata ci riguarda poco, è altrettanto certo che il dietro le quinte (o meglio dire le pagine) incuriosisce da sempre noi lettori

Perciò questo articolo sull'Huffington Post ha attirato subito la mia attenzione fin dal titolo: ehi, allora ci sono anche gli scrittori buoni! Impegnati socialmente, politicamente o nel privato, questi scrittori oltre ad essere arci-noti e arci-bravi sono pure dei modelli da imitare.

Partiamo da uno dei più grandi romanzieri russi, Lev Tolstòj. Lo scrittore ebbe sempre a cuore le condizioni di vita dei contadini e cercò di avvicinarli lavorando con loro nei campi. Erano importanti a tal punto per lui che la moglie arrivò ad esserne gelosa (e come biasimarla, dato che il primo figlio di Tolstòj nacque proprio dalla relazione con una contadina avvenuta prima del loro matrimonio). Di estrazione nobiliare, nel 1848 aprì una scuola per i figli della sua servitù, esperienza che fu interrotta dalla guerra e riprese poi nel 1855. L’entusiasmo per l’attività di educatore, tra alti e bassi, non lo abbandonò per il resto della sua vita. Non fu mai così progressista però da credere che le masse contadine potessero cambiare status attraverso l’educazione e il lavoro, cosa che lo vide opporsi al suo giovane amico, e anche lui discreta penna, Anton Čechov.

Non fu da meno Mark Twain che, come è noto a chi conosca un minimo la sua biografia, fu un fervente anti-imperialista e criticò aspramente le politiche coloniali degli Stati Uniti, critiche che gli costarono un forte ostracismo e la censura di alcuni suoi scritti. Fu anche uno strenuo sostenitore dei diritti civili, dei diritti delle donne (compreso quello di voto) e dell’abolizione della schiavitù; fu amico e sostenitore di Hellen Keller (quella la cui vicenda ha ispirato il film Anna dei miracoli, per intenderci) scrittrice e attivista sordo-cieca che si impegnò in molte cause progressiste.

Arrivando ai giorni nostri, sappiate che Neil Gaiman, oltre ad essere affabile coi suoi fan, è davvero un bravo ragazzo. In un’intervista di un paio di anni fa ha dichiarato di partecipare a molte conferenze e talk show senza ricevere nessun compenso; quando invece viene pagato devolve abitualmente il 25% del suo cachet a una buona causa e il 75% a un charity project legato alla letteratura. Charity a go-gò anche per George R.R Martin: ebbene sì, nonostante alcuni di voi possano essere in disaccordo con lui per le sue "scelte narrative", George è molto generoso, come dimostra quest’asta di copie autografate vendute a scopi benefici.

E poi c’è il caso più eclatante di tutti, quello di Stephen King che, udite udite, vuole addirittura pagare le tasse!

Questa lista non può ovviamente essere esaustiva – e se lo fosse sarebbe un problema – per cui mi scuso con tutti gli scrittori dal cuore d’oro che ho dimenticato di citare. Voi ne conoscete qualcuno?

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

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