Da Capitan Mutanda ai classici, le censure letterarie più assurde

Come tutti gli anni la American Library Association ha pubblicato pochi giorni fa il report sui libri più "contestati" nelle scuole e biblioteche americane; titoli, vecchi e nuovi, che non sono graditi a genitori, educatori e a parte dell’opinione pubblica americana. Questa lista prende in considerazione "lamentele scritte, ufficiali, indirizzate a scuole o biblioteche per richiedere che un determinato libro o altri materiali siano limitati o rimossi per il loro contenuto o la loro adeguatezza". Un tema molto sentito negli Stati Uniti, al punto che ogni anno viene celebrata la Banned Books Week, una settimana contro la censura letteraria, istituita nel 1982 per richiamare l’attenzione sul numero preoccupante di libri censurati o messi al bando ogni anno per le svariate motivazioni: contenuti sessuali espliciti, linguaggio offensivo, opinioni religiose, violenza occulta/satanica, droga, razzismo.

Non stupisce che quest'anno si piazzi al quarto posto della classifica il caso letterario del 2012, la trilogia erotica di E. L. James; la motivazione è, indovinate un po’, contenuti sessuali espliciti e linguaggio offensivo. Al primo posto troviamo invece la serie del temibile Capitan Mutanda, il supereroe senza pantaloni creato da David Pilkey, ritenuto irriverente e non adatto ad un pubblico di giovanissimi. Altri titoli sono dei classici o bestseller che non ci aspetteremmo di trovare in questa lista; al decimo posto Amatissima del premio Nobel Toni Morrison, contestato per contenuti sessuali, opinioni religiose, violenza. E c’è spazio anche per Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini, per contenuti religiosi, omosessualità e linguaggio offensivo. 

Quasi 500 segnalazioni ricevute quest’anno, una cifra che, come riportato dall’Office for Intellectual Freedom, è in crescita del 25% rispetto al 2011, anche se si mantiene in sensibile calo rispetto agli anni ’80 e ’90. Ma se i numeri, fortunatamente, sembrano ridimensionasti, le motivazioni rimangono sempre le stesse, tanto che a guardarle si direbbe che parte della società americana sia ferma da decenni su certe tematiche.   

Come sappiamo, tra i libri che hanno incontrato e incontrano tuttora resistenze e ostracismo ci sono molti dei classici della letteratura mondiale; titoli come Il grande Gatsby, l’Ulisse, Lolita, Addio alle armi, Il pasto nudo e tantissimi altri.
Flavorwire si è divertito a scovare le motivazioni più ridicole addotte dai censori di ieri e di oggi, e se la questione non fosse così seria, ci sarebbe da ridere. 
Qualche esempio? Nel 1963 alcuni genitori di una scuola di Columbus chiesero di proibire Il giovane Holden in quanto osceno e "anti-white". E ancora, nel 1993, in California, perché la vicenda era incentrata su attività negative non meglio specificate. E infine nel 2001, quando fu bandito da una scuola di Summerville con la motivazione che si trattava di "un libro sconcio, sconcio". Sconcio e dozzinale fu definito anche Il buio oltre la siepe di Harper Lee, nel 1980, ma ebbe la peggio recentemente, nel 2006, quando venne contestato in una scuola di Brentwood, Tennessee, con l’accusa di incitare all’odio e alla divisione razziale e di promuovere la supremazia bianca. Un vero peccato per un libro che si prefiggeva l’esatto opposto. Il signore delle mosche di William Golding fu invece accusato, nel 1981, di essere immorale perché faceva passare il messaggio che l’uomo fosse poco più di un animale.
Per
Uomini e topi, John Steinbeck venne tacciato di mancanza di patriottismo e  il libro fu definito profano e deprimente. E che dire di Addio alle armi di Ernest Hemingway, liquidato come romanzo erotico? Chiudiamo con Animal Farm, che incontrò un certo ostracismo negli anni ’60 perché "Orwell era un comunista". Questa dove l’ho già sentita?

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

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