È innegabile che ultimamente l’enologia stia vivendo un momento di autentico splendore. I corsi per sommelier spopolano, gli scaffali delle librerie sono pieni di saggi a tema e più o meno tutti – chi è senza peccato scagli la prima pietra – ci cimentiamo nella (difficile?) arte dell’abbinamento enogastronomico. E in un simile delirio si poteva forse resistere alla tentazione di accostare ad alcuni scrittori famosi i loro drink preferiti? Ma certo che no! Ci hanno pensato a Flavorwire, dove hanno pubblicato una divertente top ten di “accoppiate vincenti”.

Si parte con il mitico mojito di Hemingway, uno sicuramente ferrato in materia, come conferma anche il suo motto “bere è un modo per finire la giornata”. Presenti anche altri comprovati estimatori del genere come Bukowski – abbinato al poco conosciuto boilermaker e alla citazione, tratta da Donne, “ecco il problema di chi beve, pensai, versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa” – e Dylan Thomas, che diede letteralmente la vita per il suo whisky liscio. Si passa poi all’assenzio di Oscar Wilde, alla vodka and coke di Burroughs, al mint julep di Faulkner e al Gin Rickey che F. S. Fitzgerald – secondo il quale “prima tu prendi un drink, poi il drink ne prende un altro, e infine il drink prende te” – era solito sorseggiare in compagnia della moglie Zelda. Mrs Fitzgerald non è l’unica donzella ad apparire nella classifica: le fanno compagnia, infatti, Dorothy Parker con il suo whiskey sour, Anne Sexton e Sylvia Plath, che a quanto pare erano addicted al Martini (e chi non, d’altronde), e Carson McCullers con il suo hot tea and sherry e la sua filosofia di vita (da adesso anche la mia) “bevo tè caldo e non faccio molto altro”.  

E, come di consueto, cheers!

Alessandra Ribolini