Dok, Utopia in biblioteca

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Approfondimento / Dok, Utopia in biblioteca

(image credit: franklinparishlibrary.org)

La U maiuscola del titolo non è un refuso. Utopia è un richiamo – forse blasfemo, forse no – all'omonima opera di Thomas More, che a sua volta riprende il termine greco volto a designare un mondo ideale, perfettoappunto utopistico.

Dok è l'incarnazione vivente dell'Utopia in un settore molto caro agli amanti della pagina scritta, le biblioteche. Luogo in cui si trova chi scrive in questo momento, andirivieni di studenti che ricopiano appunti, navigano in Rete (laddove il servizio Wi-fi ha dato i suoi frutti) e talvolta sonnecchiano sui libri. Fulcro della città che legge, di coloro che – di venti giorni in venti giorni – realizzano la staffetta tra riconsegna e prestito, un testo alla volta oppure fino a tre.

Un interessante capitolo, quello della biblioteca che vorrei. Tema aperto ai più svariati contenuti, perché ognuno di noi ha una visione diversa della propria Utopia.

Spunto di riflessione, il resoconto su quanto avviene in Olanda. Precisamente a Delft, città natale della ragazza con l'orecchino di perla immortalata da Vermeer nel celebre dipinto (e da Tracy Chevalier nell'altrettanto celebre romanzo). Centomila abitanti, e un bibliotecario – tal Erik Boekesteijn – che su LinkedIn così si identifica: Keeping stories, sharing stories and making stories for the rest of my wonderful life.

Ogni anno 500.000 persone da tutto il mondo visitano DOKLibrary Concept Center. In sintesi, ecco le sue peculiarità: tre sezioni (Arte, Musica e Cinema e Letteratura), schermi touch screen da sfogliare per la ricerca dei testi, poltrone con iPod integrato per l'ascolto della musica, videogiochi in modalità multiplayer per sfidare gli amici, megaschermi per la proiezione di film, opere d'arte da noleggiare per una festa o altre occasioni particolari, laboratori che spaziano dal corso di musica e recitazione alle riprese e montaggio per la tv, postazioni Bluetooth sparse per la città per consentire il download di contenuti a chiunque sia in possesso di un cellulare.

Shanachies (termine olandese per cantastorie) che girano il mondo alla ricerca del meglio dalle biblioteche, da importare e fare propri affinché Dok non possa mai restare indietro.

Un servizio che accomuna Dok a tutte le librerie – perfino le più minuscole e meno fornite al mondo – è anche l'organizzazione di mostre ed eventi culturali. Ma anche qui Dok si è superato. Il progetto Dok Agorà – Lo storyboard della tua vita mette a disposizione uno staff di operatori audio – video, montatori, e giornalisti che realizzano un progetto basato su una storia personale. Che sia un personaggio illustre del presente o del passato, o un amico artista cui si vuole regalare un sogno, lo staff realizza interviste, riprese e tutto ciò che è necessario, per poi mostrare il risultato dell'opera sui maxischermi della biblioteca.

In due parole: avete deciso di trasferirvi in massa a Delft, o c'è da riflettere sul se & come le biblioteche nostrane possano diventare spazi che vanno oltre il libro?

Marta Traverso

Marta Traverso

Gossip blogger, bonsai all'ombra della Lanterna, vagabonda dei social media

1 Commento
  1. Le biblioteche nostrane possono diventare spazi che vanno oltre il libro, sono fiduciosa per un semplice motivo: il paese in cui abito, qualche anno fa, ha investito (purtroppo per fini elettorali) in una biblioteca nuova di pacca ricavata da una vecchia fabbricona. Ciò che è venuto fuori, oltre ad un'ulteriore riqualificazione della zona (è praticamente dietro la stazione) è molto molto simile a uno spazio oltre il libro: non solo grazie all'architettura open space, ma anche ai servizi sempre più numerosi di cui dispone. Certo, magari non ci sono poltrone con iPod integrati, ma è pur sempre un passo avanti rispetto a molte biblioteche italiane che rispecchiano alla grande il "cliché polveroso".
    Non vorrei farla passare per pubblicità ma, visto l'articolo, sono sicura che voi di Finzioni un giro ve lo fareste volentieri (almeno per sapere di cosa parlo), dunque vi lascio qui il sito della biblioteca.
    🙂