E se poteste salvare solo 10 libri?

Photo credit: Ideal Bookshelf

Qui su Finzioni ci siamo soffermati più volte sul fascino che le librerie degli altri esercitano su noi. Al grido di "Dimmi cosa leggi, ti dirò chi sei", ci siamo appassionati a progetti di voyeurismo letterario come quello di Share Your Shelf  e abbiamo sposato la teoria che uno scaffale di libri possa dirci se abbiamo incontrato la nostra anima gemella ben più di un segno zodiacale.

Non stupisce quindi che ci sia subito piaciuto Ideal Bookshelf, un blog che molti di voi conosceranno già. Si tratta di un progetto nato nel 2007 da un’idea dell’illustratrice americana Jane Mount che ha cominciato a realizzare ritratti (parola scelta non a caso!) delle persone attraverso il dorso dei loro libri preferiti. Una selezione stretta, fatta di quei libri che cambiano la vita e che hanno fatto di ognuno di noi le persone che siamo oggi.

Grazie al successo del blog, nel 2010 la Mount entra in contatto con Thessaly La Force, scrittrice e editor della Paris Review, e insieme iniziano a collaborare ad un libro che raccolga le illustrazioni delle librerie di alcuni personaggi di spicco del mondo della cultura, accompagnate da interviste realizzate da La Force. Nomi come Michael Chabon, Jennifer Egan, Dave Eggers, James Franco, Miranda July, Patti Smith, per citarne solo alcuni, ma qui trovate la lista completa dei contributors.

Oggi dunque questa brillante idea è diventata un vero e proprio business; anzi se siete già alla ricerca di idee regalo per Natale, sappiate che potete richiederle un ritratto personalizzato a partire da 250 $. E se le vostre tasche non ve lo permettono, potete sempre accontentarvi del libro uscito il 13 novembre con il titolo My ideal bookshelf, e edito da Little, Brown and Company.

Vi racconto tutto questo perché si dà il caso che ieri, nel tentativo di ammazzare la domenica, io sia incappata in questo articolo appena pubblicato dal Guardian nel quale si chiede al lettori quali libri entrerebbero nella loro libreria ideale e perché. Ovviamente giro a voi la domanda perché sono una vera braghera
Immaginatevi la solita scenetta: state scappando dalla casa in fiamme, avete il gatto (di 10 kg) in braccio e una bottiglia di nocino fatta da vostra nonna infilata sotto l’ascella destra; vi rimane libera solo la mano sinistra, e potete infilare al massimo 10 libri in borsa. 
Ok ok, questa è la mia scenetta… voi conditela come volete ma ditemi quali libri portereste con voi (non più di 10!) e se vi va anche perché. 
Qui la mia selezione (con relative spiegazioni, che ovviamente spiegano poco).

  • Il deserto dei Tartari, Dino Buzzati (perché mi tenga sempre consapevole)
  • Il barone rampante, Italo Calvino (perché avrei voluto scriverlo io)
  • Cent’anni di solitudine, Gabriel Garcia Marquez (perché il grande amore è per sempre)
  • Le botteghe color cannella, Bruno Schulz (perché potrei leggerlo mille volte e non esaurirlo mai)
  • Infinite Jest, David Foster Wallace (perché é come stare dentro un frullatore, per un paio di mesi)
  • Il tamburo di Latta, Günter Grass (per chi me l'ha regalato, e perché è uno di quei libri che definirei un capolavoro)
  • La notte, Elie Wiesel (questo non ha bisogno di spiegazione)
  • Il processo, Franz Kafka (perché è Kafka)
  • La vita, istruzioni per l’uso, Georges Perec (perché il titolo è uno dei più belli di sempre, e per la genialità della struttura narrativa)
  • Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottanta, Pier Vittorio Tondelli (per la mia provincia emiliana)

Dimenticavo: non vale infilarsi il Kindle sotto il maglione!

 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

23 Commenti
  1. It di Stephen King (perchè è il capolavoro di King)
    Cujo di Stephen King (perchè è il mio primo romanzo di King ed è come il primo amore)
    Il Vangelo secondo Gesù Cristo di Josè Saramago (perchè è il capolavoro di Saramago)
    Cecità di Josè Saramago (perchè è l’altro capolavoro di Saramago)
    Storia dell’assedio di Lisbona di Josè Saramago (una delle più belle storie d’amore di sempre)
    22/11/’63 di Stephen King (thriller fanta-politico e una love story con un finale agrodolce e struggente)
    1984 di George Orwell (non ha bisogno di presentazioni)
    Acido solforico di Amelie Nothomb (uno dei romanzi più shockanti che abbia mai letto)
    La chimera di Sebastiano Vassalli (il mio primo Vassalli, grande storia)
    Domani nella battaglia pensa a me di Javier Marias (perchè è bellissimo)
    Il mercante di Venezia di William Shakespeare (perchè c’è Shylock)
    Otello di William Shakespeare (perchè c’è Iago)
    Altai di Wu Ming (perchè è l’epica di un sognatore che perde la sua battaglia)
    Fuoco amico di Abraham Yehoshua (perchè aiuta a capire Israele meglio di tanti saggi)
    Jasmine di Eli Amir (per lo stesso motivo)
    Viaggio alla fine del millennio di Abraham Yehoshua (una storia di amore e tolleranza alle soglie dell’anno mille)
    Ines dell’anima mia di Isabel Allende (perchè è la Conquista del Cile con gli occhi dell’unica donna spagnola che vi partecipò)
    Il castello di Eymerich di Valerio Evangelisti (forse il migliore della saga)
    Noi saremo tutto di Valerio Evangelisti (mafia e sindacato negli USa dagli anni trenta agli anni cinquanta come non li ha raccontati nessuno e visti con gli occhi di un pezzo di merda)
    Tortuga di Valerio Evangelisti (i pirati così non li ha raccontati nessuno)
    Zorro d Isabel Allende (perchè amo Zorro)
    La fattoria degli animali di George Orwell (non ha bisogno di presentazioni)
    Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar (perchè voglio rileggerlo)
    La boutique del mistero di Dino Buzzati (idem come sopra)
    Madame Bovary di Gustave Flaubert 8perchè c’è una romantica sognatrice sconfitta)
    Don Chisciotte della Mancia di Cervantes (perchè c’è un romantico sognatore sconfitto e poi devo ancora leggerlo)
    Tutti i racconti di Lovecraft (l’orrore cosmico..)
    Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati (la fragilità del maschio siculo e la virilità distorta di stampo catto-fascista)
    Duma Key di Stephen King (perchè devo finire di leggerlo)
    Durante di Andrea De Carlo (idem come sopra)
    Due di due di Andrea De Carlo (è il suo romanzo migliore)
    L’idiota di Fedor Dostoevkij (percè almeno un romanzo suo devo leggerlo nella vita)
    La peste di Albert Camus (voglio rileggerlo)
    Lo straniero di Albert Camus (devo leggerlo assolutamente)
    Il processo di Franz Kafka (idem come sopra)
    Se questo è un uomo di Primo Levi (per non dimenticare)
    I sommersi e i salvati di Primo Levi (per riflettere)
    Sfortunato il paese che non ha eroi di Simone regazzoni (per rflettere sugli eroi post-moderni e “criminali”)

    Sono molti più di dieci lo so, ma non m’importa

  2. e ci metto pure L’oscura immensità della morte di Massimo Carlotto e L’amante palestinese di Selim Nassib e Metello di Vasco Pratolini..non mi va di dire perchè, sono bei romanzi e tanto basta

  3. @ Paolo, Fabrizio e Bruno
    È molto bello leggere le vostre liste “motivate”; è un bel modo, credo, per avvicinarsi a letture che non abbiamo ancora fatto. A me avete ispirato almeno tre delle prossime: Hillesum Etty, Henry Roth, Selim Nassib

    Paolo, capisco che tu non abbia potuto “limitarti”… anche per me è stato difficilissimo, e stamattina rileggendomi ho avuto una fitta al cuore per essermi dimenticata di Philip Roth (Pastorale Americana su tutti)

    Grazie!

  4. @Paolo, non ti sei potuto limitare ma hai messo tre libri di King e tre di Saramago. Secondo me quelli nella tua lista sono tutti i libri che hai letto.

  5. si è vero, la maggioranza li ho letti (di Saramago avrei voluto portare tutti quelli che ho letto e di King mi rammarico di non aver aggiunto Misery) ..però classici come L’idiota, Don Chisciotte e Lo straniero non li ho mai letti e li ho portati per questo coe spiego

  6. 1. Fahrenheit 451 – Bradbury
    2. Il ciclo della Fondazione – Asimov
    3. Giulio Cesare – Shakespeare
    4. Il fu Mattia Pascal – Pirandello
    5. Il nome della rosa – Eco
    6. Il mondo nuovo – Huxley
    7. On the road – Kerouac
    8. Lo Hobbit – Tolkien
    9. Il ritratto di Dorian Gray – Wilde
    10. Tutto su Stephen King – Vincent

    Alcuni perché hanno cambiato la mia visione del mondo, altri perché sono capolavori immortali, altri ancora perché hanno un legame affettivo. Ovviamente ce ne sarebbero altri, ma rispetto le regole 🙂

  7. e mi sono pure scordato La strada di McCarthy e non ho messo niente di Joe R. Lansdale nonostante lo ami..ma in quel caso mi è impossibile scegliere

  8. 1. Diari, Sylvia Plath
    2. Mrs. Dalloway, Woolf
    3. Anna Karenina, Toltoj
    4. Le correzioni, Franzen
    5. 1984, Orwell
    6. Il maestro e Margherita, Bulgakov
    7. A sangue freddo, Capote
    8. Lolita, Nabokov
    9. La linea d’ombra, Conrad
    10. Se una notte d’inverno un viaggiatore, Calvino

    Se per caso ci sta un altro libro (La linea d’ombra è piccolissimo, quindi avanza spazio, aggiungo Momo, di Ende).

  9. Io mi porterei dieci libri che ancora non ho letto, possibilmente mattoni, così da scacciare la noia il più lontano possibile.

    Un Gaddis, un Vollman, Moby Dick, 2666 di Bolano, il Don Chisciotte, una antologia della Paris Review e il restante in Pynchon. Così per un anno-due non mi annoio. Sempre se non muoio prima.

  10. Epperò mi viene tristezza al pensiero ç_ç

    1. Cent’anni di solitudine, di Marquez (perché è libro mondo e c’è tutto)
    2. Il Maestro e Margherita, di Bulgakov (perché è un capolavoro)
    3. Espiazione, di McEwan (per le seconde possibilità, in tutte le forme)
    4. Tutti i racconti, di Roald Dahl (perché c’è bisogno di umorismo inglese nella disgrazia!)
    5. Le correzioni, di Franzen (per spiare le debolezze altrui di ogni fase della vita)
    6. Fahrenheit 45, di Bradbury (perché se avremo pochi libri dovremo ricordarci di trattarli bene)
    7. La Storia, di Elsa Morante (per ricordare la nostra storia)
    8. Se questo è un uomo, di Primo Levi (per non dimenticare)
    9. Nove racconti, di Salinger (per essere poliedrici)
    10. Revolutionary Road, di Yates (per ricordarsi di apprezzare ciò che si ha)

  11. @ Lorenzo: ottima idea in effetti…
    2666 è uno di quei libri che regolarmente prendo in mano e rimetto giù in libreria. E dire che da giovane non mi spaventava niente 😉
    Facciamo un gruppo di lettura? O di sostegno?

  12. Bello, voglio stilare anche io una mia lista!!

    – Orgoglio e Pregiudizio (Jane Austen): Perchè ha completamente cambiato la mia visione dei libri romantici, prima considerati tutti, nè più nè meno, alla stregua di Harmony indegni della mia attenzione (non aiuta che non sia una persona romantica o particolarmente leziosa). E per il signor Darcy.

    – Via col Vento (Margareth Mitchell): Perchè il film ha acceso quando ero bambina l’amore per la storia che ancora oggi mi accompagna. E il libro non è da meno. E per Rhett Butler!

    – Il castello Errante di Howl (Diana Wynne Jones): Perchè mi ha riappacificata con il fantasy, genere che nel 98% dei casi non sopporto. Ma mentre ora lo tollero e rispetto tenendomi quasi sempre a distanza prima ero veramente una di quelle irriducibili dure e pure che al solo sentire parlare di letteratura fantastica aveva una sincope. E per il mago Howl.

    – Il conte di Montecristo (Alexandre Dumas): Perchè è un libro così intenso da dare i brividi e non mi stancherei mai di leggerlo nemmeno in un milione di anni. E per Edmond Dantes.

    Credo di aver finito i libri con una componente ormonale! 😀

    – Cyrano de Bergerac (Rostande): Beh, non c’è bisogno di dire PERCHE’ salvare questo capolavoro. Si salva e basta. Credo sia stato l’unico libro per cui io abbia pianto (non mi faccio coinvolgere troppo dai libri solitamente. Coi film è tutto un altro discorso.)

    Il dio del massacro (Yasmina Reza): Attuale, ironico, crudele, un libricino piccino picciò che riesce a colpire duro come una Treccani lanciata in pieno stomaco.

    – Sangue del Sud (Mario Giordano Bruno): Perchè mi affascina la Questione Meridionale, anche e soprattutto per motivi personali, e questo è il libro più obiettivo e interessante che mi sia mai capitato di leggere sull’argomento.

    – Dalla Parte delle Bambine (Elena Gianini Belotti): Letto al liceo dopo che la mia insegnante di filosofia l’aveva consigliato A UNA MIA COMPAGNA, pur non avendomi resa una mamma paranoica che darà fuoco ad ogni Barbie che verrà regalata al futuro frutto del miei lombi mi ha aiutato a consapevolizzarmi a riguardo della questione femminile e dei condizionamenti sociali cui i due sessi sono esposti fin dalla giovane età.

    E infine forse deragliando un po’ dal binario-libri:

    – The Complete Calvin & Hobbes (Bill Watterson): Fumetto ma non mi importa, Watterson non è secondo a nessun autore di saggio o romanzo che mi sia mai capitato di leggere. Filosofico, tenero e divertente. A una lettura da salvare non chiederei di più e The Life and Times of Scrooge McDuck (Don Rosa): Come sopra. Ci aggiungo il suo essere storicamente pignolo che personalmente mi esalta non poco.

    Messi insieme perchè altrimenti dai fantastici 10 mi restava fuori il Bardo con la mia opera preferita, l’Amleto (era alla pari con Il mercante di Venezia, ma nella trasposizione filmica di un lavoro ispirato al Mercante non c’era Gary Oldman – per chi se lo chiedesse parlo dell’ottimo Rosencrantz e Guildenstern sono morti.)

  13. Io mi immagino una situazione ancora più catastrofica. È prossima l’apocalisse, e chi riuscirà a salvarsi avrà il compito di costruire una nuova civiltà, si spera migliore della precedente. Posso portare con me solo 10 libri:

    1. 1984, George Orwell. Perché serva come monito per il futuro.
    2. Farenheit 451, Ray Bradbury. Visto che si parla di salvare libri dalla distruzione credo che calzi a pennello.
    3. Il Maestro e Margherita, Michail Bulgakov. Perché l’adoro.
    4. La famosa invasione degli orsi in Sicilia, Dino Buzzati. Bisogna pensare anche ai bambini (e a me è piaciuto anche da adulto).
    5. Raccolta di tutte le tragedie greche. Indispensabile, per un’infinità di motivi.
    6. Le Metamorfosi, Ovidio. Come sopra.
    7. La storia, Elsa Morante. Primo perché lo sto leggendo e non voglio lasciarlo in sospeso, secondo perché è un capolavoro.
    8. Raccolta delle opere di Bertolt Brecht. Perché ci vuole anche il teatro e perché Brecht mi sembra trasmetta ottimi messaggi per fondare una nuova civiltà.
    9. Racconti della Restistenza, Autori Vari italiani (tra cui Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Elio Vittorini, Primo Levi, Cesare Pavese, Alberto Moravia, Mario Rigoni Stern, Renata Viganò, ecc.) Perché la Memoria (quella con la M maiuscola) è importante.
    10. Raccolta di tutti i racconti di Edgar Allan Poe. Perché è un genio.

  14. Difficile! Uhm uhm uhm
    – Le città invisibili di Calvino
    – Infinite Jest di DFW
    – Poesie del disamore di Cesare Pavese
    – [CLASSICO] I fratelle K. di Dostoevski (scritto sbagliato di sicuro)
    – Finzioni di Borges
    – I sommersi e i salvati di Primo Levi
    – dei racconti di Lu Xun
    – La ricerca di Proust (ma solo perchè rimane il mio monte everest, devo ancora superare le 150 pagine nonostante diversi tentativi e immagino avrò mooolto tempo in un mondo dove mi sono rimasti soltanto 10 libri)
    – Il maestro e margherita di Bulgakov
    – Lo straniero di Camus
    [+ titolo random fra Delillo e Pynchon]

  15. @ Elisabetta: ben vengano fumetti e graphic novel, non credo che la loro dignità letteraria sia minimamente in discussione oggi. Tra l’altro, ho visto che sono emersi più volte Elie Wiesel e Primo Levi, con motivazioni pressoché uguali: per non dimenticare. Credo che Maus di Spiegelman abbia pari valore (quindi lo infilo in borsa di nascosto!)

    @ Fabrizio: accidenti, l’apocalisse complica le cose! Se non devo più pensare alla mia libreria ma a quella dell’umanità intera, dovrei forse fare delle scelte orientate al bene comune… Bel punto di vista comunque 🙂

  16. @Francesca: Ah, continui a barare e a infilare roba in borsa di nascosto, vergogna! ;D Mi sa che nel nostro caso dovremmo portarci 10 libri per ogni genere letterario, avremmo meno problemi! 😀 Scherzi a parte, purtroppo le remore sul valore del fumetto come mezzo d’espressione letteraria restano e sono tante. Sarà che nella mia cerchia di conoscenze quasi nessuno è lettore, e quei pochi che lo sono sono i proverbiali “snob” che storcono il naso di fronte a qualsiasi cosa non sia “classico”. Convincerli a sfogliare anche solo il miglior Miller è pura utopia! 😀

  17. Se sono consentite anche le Graphic Novel un posto d’onore l’avrebbe sicuramente Alan Moore, in particolare V for Vendetta e Watchmen. Certo ma al posto di cosa? Lorenzo mi ha fatto ricordare anche di Camus. Lo straniero è un libro che reputo indispensabile.
    E poi, come dicevo, bisogna pensare anche ai bambini e forse un unico libro non è sufficiente. Dopo che l’hanno letto cosa gli resta? Ok possono inventare storie ma secondo me uno libro come “La storia infinita” ci starebbe proprio, che è anche molto istruttivo (altro libro che ho letto in età adulta è che ho adorato).
    Ommioddio e se il 20 l’apocalisse c’è davvero??? Devo iniziare a costruirmi un rifugio con una libreria mooooooooooolto capiente…
    Ho un’idea! Portiamo 10 libri a testa e poi ce li passiamo, però mettiamoci d’accordo prima per evitare di ritrovarci doppioni.

  18. 1. Trainspotting, Irvine Welsh.
    2. Diario di un killer sentimentale, Luis Sepùlveda.
    3. Neve di primavera, Yukio Mishima.
    4. Ritratto dell’artista da giovane, James Joyce.
    5. I fiori del male, Charles Baudelaire.
    6. Uomini e no, Elio Vittorini.
    7. La linea d’ombra, Joseph Conrad.
    8. Nati due volte, Giuseppe Pontiggia.
    9. Il silenzio del mare, Vercors.
    10. Viaggio al termine della notte, Louis-Ferdinand Cèline.

    Che non si offendano gli altri che son rimasti a casa a bruciare!

  19. Difficilissimo… ecco i 10 libri che salverei, piangendo amaramente per gli altri:

    1- Jane Eyre di C. Brontë (è un capolavoro ed è anche il mio romanzo preferito…non potrei fargli fare la stessa fine di Thornfield Hall :-D)
    2 – Una stanza tutta per sé di V. Woolf (adoro la vena saggistica di Virginia Woolf)
    3 – Delitto e castigo di F. Dostoevskij (un romanzo che è anche un compendio su luci ed ombre dell’animo umano)
    4 – Tutti i romanzi di Jane Austen (è per me la Scrittrice con la s maiuscola! Il suo più grande insegnamento? L’ironia, per imparare ad affrontare la vita ed i tipi umani che la abitano)
    5 – Chiedi alla polvere di J. Fante (il capolavoro di uno scrittore italo – americano che meriterebbe ancora più estimatori)
    6 – Il giovane Holden di J. D. Salinger (per ricordarmi sempre cosa significa essere giovani)
    7 – L’isola di Arturo di E. Morante (per ricordarmi, ancora, cosa significa essere giovani ed innamorarsi)
    8 – Il Diario di Anna Frank (per non dimenticare l’orrore di cui l’essere umano è capace)
    9 – Espiazione di I. McEwan (uno splendido promemoria per distinguere la realtà dalla finzione letteraria)
    10 – Tutte le poesie di Emily Dickinson (l’universo poetico di cui non potrei fare a meno)

  20. Direi che l’idea del rifugio è ottima, ma mi sa che qualche doppione ce lo troveremo.
    Infatti, incrociando le vostre risposte qui, su Facebook e su Twitter, emergono alcuni titoli ricorrenti. Ecco quelli che hanno avuto più preferenze: Il Maestro e Margherita su tutti, ma anche 1984, Fahrenheit 451, Sulla strada, Don Chisciotte della Mancia, Il barone rampante, Il gabbiano. Tra gli autori più citati, ma con opere diverse: Jane Austen, Dino Buzzati, Primo Levi, Italo Calvino, Stephen King, Thomas Pynchon, Shakespeare e Dostoevskij.

    Direi comunque che la varietà sia garantita, non ci annoieremo 😉