Editoria senza infamia e senza lode

L’editoria italiana è in salute. Olè. Basta dire che c’è crisi o che il mercato librario italiano è prossimo all’estrema unzione. Sì, è sempre deboluccio, malaticcio, ma ha la scorza dura e ce la farà. Niente allarmismi, dunque: è vero che gli ebook qui da noi non decollano, ma in compenso il cartaceo tiene e se la gioca. Ce lo assicura il presidente dell’AIE, Polillo, direttamente dalla Fiera di Francoforte.

Snoccioliamo insieme alcuni dati:

1. I lettori italiani sono aumentati del 2,7%, raggiungendo quota 26,4 milioni. E questo ci fa piacere.

2. I libri si comprano prevalentemente nelle librerie, anche se l’acquisto on line si è fatto strada impennandosi del 25%. Guadagnano punti le librerie di catena a scapito delle librerie indie. Questo dato ci piace un po’ meno, perché a noi di Finzioni le librerie indipendenti ci mandano in solluchero, tanto che vi abbiamo dedicato una rubrica apposita.

3. Si pubblica di meno: 57.000 titoli all’anno (meno il 2,2 %), di cui 37.000 novità (anche queste in calo del 2,6%). Il che non è un male, se siete d’accordo con il principio del “pubblicare meno pubblicare meglio” di cui si è tanto dibattuto negli ultimi mesi (anche se il “meglio” è tutto da verificare).

4. Abbiamo i prezzi più bassi d’Europa: il prezzo medio di un libro italiano è di 21,63 euro. E qui sono perplessa, perché il dato non appare così entusiasmante se confrontiamo caro-vita, stipendi e situazione economica generale fra i vari paesi europei. Si potrebbe aprire una lunghissima parentesi a proposito, ma ve la risparmio.

5. Siamo più internazionali, vale a dire che è aumentato il numero di titoli di cui cediamo i diritti all’estero. Questo succede soprattutto nell’editoria per ragazzi (siamo passati da 486 diritti venduti a editori stranieri del 2001 a 1.607 nel 2010).

6. Al contempo però tendiamo a virare verso un leggera, e per ora innocua, autarchia: i titoli degli autori stranieri infatti vanno diminuendo (da 10.000 nel 2009 a 9.000 nel 2010).

In sostanza: "torna un modesto segno più nel mercato del libro nel 2010, con qualche segnale di incertezza però nel 2011". Così si legge nel rapporto AIE. Non ci allarmiamo, va bene, ma non ce la sentiamo neanche di alzare i calici alla sopravvivenza.

Francesca Giannone

Francesca Giannone

Redattrice e giornalista. Seguace della letteratura americana, di Truffaut e del tabacco Pueblo senza additivi. Ha un sogno irrealizzabile: bere una bottiglia di Negroamaro salentino insieme a Richard Yates e Raymond Carver.

3 Commenti
  1. Ecco, è la qualità di cui si dovrebbe parlare. Io che ho letto in prevalenza italiani mi rivolgo sempre più spesso agli stranieri: innovazione linguistica e originalità. Preferisco le librerie Indie e ritengo le “catene” i supermarket della cultura.

  2. Gli ebook possono diventare una soluzione perché, se la teoria della coda lunga (di Chris Anderson) funziona come pare stia funzionando in questi anni, sulla rete gli utenti hanno in mano il potere e la qualità dovrebbe raggiungere il successo. I lettori comprano ebook di qualità consigliati da altri lettori (si veda Amazon e il suo sistema).
    Ovviamente, anche in questa situazione ci potrebbero essere delle azioni di marketing in grado di influenzare la scelta, ma sicuramente nel web è più facile discutere liberamente di letteratura (e di qualità) con un numero potenzialmente molto elevato di lettori.