Ellis odia Wallace, Wallace ci consiglia Ellis

Questo mese sembra fatto apposta per parlare di Wallace e distrarsi dalle grane universitarie, scolastiche e lavorative che puntualmente riaffiorano in superficie. Oggi si concludono gli US Open e, per una serie di calcolate coincidenze, in Italia è uscta da pochi giorni per Einaudi una raccolta di due saggi dedicati al tennis. Uno su Federer e l’altro proprio sugli US Open. I casi della vita.

In USA invece è uscita la tanto attesa biografia dello scrittore ad opera di D.T.Max, Every love story is a ghost story, della quale vi abbiamo già parlato. Era inevitabile che se ne parlasse consumando tutto lo spettro dei giudizi possibili. Non l’ho letta né acquistata (16 euro di ebook: posso aspettare) ma Flavorwire ha deciso di stuzzicare l’appetito pubblicando una lista degli otto libri che sono stati fondamentali per Wallace nella sua formazione letteraria. Alcuni nomi, come Thomas Pynchon e Don DeLillo, non destano alcuno stupore. Bret Easton Ellis, dopo il recente attacco di cui si è reso protagonista, forse sì: ha mazzolato pubblicamente DFW a suon di tweet. E c’è andato giù pesante. In pochi messaggi affilati e concisi, come nello stile del social network, ha condensato il suo pensiero e livore: Wallace era uno scrittore pretenzioso e bisognoso di attenzioni da parte dei lettori. BEE è uno scrittore molto seguito e attivo su Twitter: non poteva che scatenarsi il – per usare una parola tanto cara al rivale – trambusto. Peccato solo che trattasi, per questioni crono-biologiche, di un botta-senza risposta.

“Anyone who finds David Foster Wallace a literary genius has got to be included in the Literary Doucebag-Fools Pantheon…”

“David Foster Wallace carried around a literary pretentiousness that made me embarrassed to have any kind of ties to the publishing scene…”

“Reading D.T. Max’s bio I continue to find David Foster Wallace the most tedious, overrated, tortured, pretentious writer of my generation…”

“DFW is simply the best example of a contemporary male writer lusting for a kind of awful greatness that he simply wasn’t able to achieve. A fraud.”

Non c’è bisogno di tradurre o indulgere in analisi filologiche. Secondo le voci più autorevoli, Bret sta a rosica’. Secondo altri, tipo l’editore Gerald Howard, che ha lavorato con entrambi, BEE ha le sue ragioni. Sembra, stando all'editore, che La ragazza dai capelli strani (il racconto) sia una parodia del tono freddo e cinico del suo collega e dei suoi temi più tipici. DFW negò ogni sorta di connessione. Ma BEE era certo della scimmiottatura (coda di paglia?). Insomma, ragioni squisitamente personali che ha cercato di camuffare in critica letteraria da centoquaranta caratteri. Da uno che scrive di massacri con la stesso tono di un manuale di diritto amministrativo non mi aspettavo questa permalosità. Ma se voleva essere provocatorio ha raggiunto il suo obiettivo. Salon ci ha fatto un bell’approfondimento. Ogni tanto occorre qualche voce fuori dal coro che stempera la passione dei fan. Quelli di Wallace vivono in una pentola a pressione e abbassare la temperatura è benefico e salvifico.

E nonostante tutto questo rancore, Wallace ci consiglia la lettura di Meno di zero. Forse a saperlo prima…

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

1 Commento
  1. Non c’è un motivo per cui Wallace non avrebbe dovuto consigliare Meno di zero, nemmeno conoscendo in anticipo che cosa avrebbe detto Ellis, perché Wallace è onesto e Meno di zero è un bel libro.
    Allo stesso modo tutti gli altri romanzi di Ellis sono altrettanto belli (forse l’ultimo un po’ meno, e anche qualche racconto di Acqua dal sole è un po’ loffio), e l’aspirazione di Ellis è a una forma totalmente opposta a quella di Wallace. Io il campanilismo applicato allo stile e le querelle tutte italiote a riguardo non le capisco, certe volte sembra che ci sia bisogno di un nemico, così, per sparare a zero. Non posso immaginare che non esistano altri lettori, come me, che adorano leggere Foster Wallace e Ellis, per motivi diversi e anche per motivi identici. No? E Franzen? Che ne dite?