Festeggiamenti letterari

Sul muro, storto, il calendario dice 11 Novembre.

E io dico «San Martino».

E il messer Carducci parte nella mia mente con quella poesia che non riesco a scordare, quella là sì, la più studiata nella scuola italiana. Via con gli irti colli, allora.

Poi c'è la storia dell'estate di tre giorni, la leggenda del poverello e del soldato misericordioso, e via dicendo. Sarà anche, io il mio bel maglione lo tengo stretto, altro che estate ed estate!

E infine, ovviamente, questo è il weekend del (ribollir di tini) vino, novello e non purché vino sia, castagne, feste, musica e allegria. E inizio a capire perché vedo storto il calendario. Ma anche i lettori apprezzano; secondi solo a una categoria. Quale?

Bravi, loro, gli scrittori.

Non voglio parlare qui degli abusi letterari più famosi, è stato già fatto in abbondanza e degnamente. Voglio capire, potendo, con chi varrebbe la pena di festeggiare questa serata. Non è facile, è una festa particolare, non basta essere bevitori. Vediamo un po' i candidati.

Scriveva Baudelaire nei Paradisi artificiali «Chi beve acqua ha un segreto da nascondere» però temo che sia una personalità troppo estrema per la mia serata. Rimarrà a casa anche Kerouac, assai rissoso con qualche bicchiere in più. Bukowski, e Chinasky con lui, alquanto sregolato come ubriacone, non va bene, stasera dobbiamo divertirci. Motivo per cui lascio Poe davanti al caminetto, dicono che sia stato un bevitore compulsivo; non è certo quello che fa per me.

Annuncio altre due grandi assenze; e a malincuore. Wilde voleva espressamente l'assenzio e non ci sarà, anche Papà Hemingway, senza rum non si muove.

Torniamo in Italia, forse va meglio.

Vagheggio su Ammaniti, potrebbe portarmi in una qualche festa surreale e grottesca delle sue, ma adesso è troppo sotto i riflettori, non avrà tempo per me. Ho sperato in De Carlo, poi mi ha detto che c'era troppa gente e rimarrà in campagna.

Finalmente mi salva il ricordo di una dichiarazione di Stefano Benni.

Di Guccini porto nella memoria le bottiglie. Un tipo che come lui ha bevuto un Mar Caspio di vino dimostra che l'alcool non è affatto contrario all'arte.

Ora ho deciso, sarà il Lupo ad accompagnarmi nel mio giro di cantine.

E voi, con chi andrete?

Giulia Gestri

Nomade per caso o per vocazione. Ha libri ovunque nel mondo, ma per mandarla in crisi basta chiederle da dove viene.

1 Commento
  1. Io Ammaniti non lo lascerei in pace…..con tutto il caos attorno a lui, di una bella festa del vino ne ha bisogno.
    L’acqua toglie la sete, il cibo toglie la fame, il vino toglie i pensieri!
    Dopo San Martino si sentirebbe rinvigorito e pronto a nuove gesta XD