Gentile signora Stein, lei non rientra nella nostra linea editoriale

 

Chissà cosa avrebbe fatto Gertrude Stein se fosse vissuta ai tempi di Amazon e del self publishing. Ora che esplodono i fenomeni alla Amanda Hocking, a chiunque potrebbe capitare di autopubblicare un romanzo on line e magari fare il botto con due milioni di copie vendute. A che servono ormai gli editori ora che c’è Amazon? proclamano entusiasticamente gli ingenui della prima ora. Eppure, in questa nuova Porta Portese dell’editoria, la «decrescita felice del produrre meno per produrre meglio» di cui parla Marco Cassini (minimum fax) sembra l’unica tutela contro l’iperproduzione indiscriminata. Illudersi di fare a meno del filtro culturale dell’editore può essere imprudente. E controproducente. Anche quando a essere rifiutato è, per dire, un manoscritto di Gertrude Stein. Sì, perché è successo anche a lei di sentirsi dire «la ringraziamo per aver pensato alla nostra casa editrice, ma il suo romanzo non rientra nella nostra linea editoriale».

A dare il benservito alla signora della lost generation è stato l’editore londinese Arthur Fifield, che con una missiva del 19 aprile 1912 le ha rispedito cordialmente al numero 27 di Rue de Fleurus il manoscritto di The Making of Americans (C’era una volta gli Americani, Einaudi), che verrà pubblicato solo 13 anni dopo in Francia.

Ecco la lettera tradotta da noi. Sentite un po’:

Gentile Signora,
io sono soltanto uno, solo uno, uno soltanto. Soltanto uno, nonostante tutto. Non due, non tre, solo uno. Una sola vita da vivere, solo sessanta minuti in un’ora. Un solo paio d’occhi. Un solo cervello. Un solo uomo. Essendo soltanto uno, disponendo di un solo paio d’occhi, un solo tempo, una sola vita, non sono in grado di leggere il vostro manoscritto tre o quattro volte. Ma neanche una soltanto. Una sola occhiata, una sola occhiata è sufficiente. Qui venderebbe a stento una copia. A stento una. Una a stento.
Grazie tante. Le rispedirò il manoscritto con spedizione assicurata. Un solo manoscritto per una sola spedizione. 
Cordiali saluti.
Arthur C. Fifield Editore, Clifford's Inn, 13, Londra.

Francesca Giannone

 

 

Francesca Giannone

Redattrice e giornalista. Seguace della letteratura americana, di Truffaut e del tabacco Pueblo senza additivi. Ha un sogno irrealizzabile: bere una bottiglia di Negroamaro salentino insieme a Richard Yates e Raymond Carver.

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