Giocate con noi al Premio Ignoranza!

Photo credit: Joey Gannon

Esistono libri che devono necessariamente essere letti? La risposta a questa domanda è probabilmente sì se intendiamo che esistono libri talmente belli che tutti dovrebbero avere la fortuna o l’opportunità di leggerli. È no invece se il termine necessariamente indica un’imposizione. Non tutti i libri belli poi rientrano nel canone e, d’altro canto, non è scontato che tutte le letture canoniche siano belle (uso di proposito l’aggettivo bello perché termini come importante o fondamentale richiederebbero di aprire altre parentesi). E non è certo l’aver letto o meno un classico che ci definisce come lettori. Se ci pensate bene, un lettore voracissimo ed eclettico può non aver mai affrontato alcune letture classiche perché la sua curiosità l’ha portato dove nessuno va. E a sua volta un lettore pigro può aver letto di malavoglia e con un occhio solo quei dieci classici senza i quali non si passa la maturità.

Questione di lana caprina, vi direte, e mai espressione fu più azzeccata. Perché in un mondo di nuova ignoranza non staremo certo qui a vergognarci dell’ignoranza di un paio classici né tantomeno a millantare in società letture mai fatte! 

Forti di queste premesse, vi sveleremo quello che è successo sabato scorso alla cena di redazione di Finzioni, in un ggiovane locale romano, per esattezza nel cuore dell’animato rione di Trastevere. Noi finzionici ce ne stavamo riuniti da bravi cavalieri attorno ad una tavola rotonda, intenti a consumare drink e scambiarci sguardi innamorati, quando il nostro Re Artù si alza dalla sedia e propone questo gioco dell’ignoranza. Come funziona? Ognuno nomina un libro che non ha mai letto pur avendo voluto / dovuto farlo, e tutti gli altri devono confessare a loro volta se l’hanno letto o no. Chi meno ha letto, va da sé, vince il Premio Ignoranza, che è una bella cosa e per questo si chiama Premio.

Immaginate la scena: venti adulti, chi più chi meno, che si ritrovano improvvisamente e poco comodamente seduti sulla loro coda di paglia, alcuni imitando la faccia di chi non ha niente da nascondere, altri con gli occhi fissi in un mojito, tutti sperando in cuor proprio di aver almeno sfogliato, non dico letto interamente, il libro nominato e a domandarsi se valesse anche la versione Bignami.

A metà del giro circolavano già i primi exit poll; i più forti in matematica avevano tenuto il conto, i più vicini a Silvia, la detentrice della Sacra Pergamena dell’Ignoranza, riuscivano a sbirciare l’inesorabile sfilata di X sul cartellone a fianco del loro nome. Chi era arrivato a dieci sapeva che era in pole position per il Premio che nessuno voleva vincere e cominciava a valutare se fosse il caso di mentire spudoratamente. Ma perché mai? Insomma, le premesse erano chiare, non c’era nulla di cui vergognarsi, anzi, e in più si era tra amici.

Arrivati a questo punto di massima suspense, la faccio corta e vi posto la lista dei venti Must Read che sono emersi durante la serata, elencati nell’ordine in cui sono stati nominati. E voi quanto siete ignoranti da uno a venti? E quale mancata lettura vi fa arrossire al club del libro?
Ah, ovviamente il nome del vincitore non ve lo sveliamo, non abbiamo bisogno di un capro espiatorio. Quello che succede a Trastevere rimane a Trastevere. Ma non temete, è stato degnamente festeggiato.

  • Americana, Don DeLillo
  • Harry Potter, J. K. Rowling
  • Guerra e Pace, Lev Tolstoj
  • Don Chisciotte della Mancia, Miguel de Cervantes
  • Petrolio, Pier Paolo Pasolini
  • Finzioni, Jorge Luis Borges
  • La storia, Elsa Morante
  • Lolita, Vladimir Nabokov
  • I 49 racconti, Ernest Hemingway
  • Visioni di Cody, Jack Kerouac
  • L'arcobaleno della gravità, Thomas Pynchon
  • Il Grande Gatsby, F. Scott Fitzgerald
  • Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen
  • I fiori blu, Raymond Queneau
  • Il paradiso degli orchi, Daniel Pennac
  • Il conte di Montecristo, Alexandre Dumas
  • Gli Indifferenti, Alberto Moravia
  • La Certosa di Parma, Stendhal
  • Ulisse, James Joyce
  • Moby Dick, Herman Melville

 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

27 Commenti
  1. @Sara: sì, quando lo avrai letto capirai il perché. 😉

    @Anna: dipende cosa intendi con “per forza”. In alcuni casi (non tutti) sono libri di cui si parla, libri citati da altri libri o che in qualche modo hanno cambiato la letteratura: quelli sono libri che probabilmente faranno solo che bene al lettore. Poi, chiaro, ognuno fa quello che gli pare nella propria libreria.

  2. descrizione perfetta di quel che è avvenuto. la lista dei must read finzionici è fatta soprattutto di “dovrei ma non posso”, almeno per quanto mi riguarda. da alcuni di questi libri mi sento lontanissima, ma, non escludo, che più in là nel tempo, questa distanza possa via via annullarsi.

  3. @ Matteo: in questo momento non ho sotto mano la sacra pergamena dell’ignoranza per controllare, quindi non so dirti a che punto sei, ma hai sicuramente una zampa sul podio 😉

  4. sono con Sara per quanto riguarda il maghetto 😉
    Ma per salire sul podio quanti bisogna non averne letti?!?!?

  5. Per Harry Potter, ragazze, non posso convincervi. L’unica cosa che posso dire è che voi, non avendolo mai letto, avete solo due strade: una consiste nell’ascoltare il parere di chi l’ha letto; l’altra consiste nel seguire il proprio pregiudizio. Vedete voi se il vostro pregiudizio è motivato da ragioni concrete o da mero snobismo.

  6. Io devo ammettere che (gli – tutti e sette) Harry Potter l’ho letto e non lo trovo nè memorabile. Non disdegno le saghe per ragazzi, e infatti sono totalmente innamorata di quella di Artemis Fowl e quella di Una serie di sfortunati eventi (quest’ultima in particolare, secondo me, un must di cui consiglio la lettura – è molto carina ), quindi non credo che la mia scelta sia dettata da snobismo quanto piuttosto dal fatto che trovo abbastanza mediocre il modo di scrivere delle Rowling. Nutro al momento anche la convinzione che non le riesca di scrivere nulla che vada al di fuori della saga del maghetto, ma ho sentito dire che ha pubblicato un nuovo libro e, se non appartenente all’universo harrypottiano, sarò ben felice di ricredermi. Per il resto, in effetti è una saga che ha fatto storia, si può annoverare nei must e bisognerebbe trovare un 10 minuti per leggerlo (e magari sassarlo contro al muro, ma con cognizione di causa, haha)! ;D

    A conti fatti nella corsa per il premio ignoranza ho realizzato un degno 50%, dai (e tra alcuni di essi si annoverano i miei preferiti di sempre – oh, Jane Austen, come non amarti?). E conto di arrivare al 75%, perchè 5 libri di questa lista mi solleticano alquanto.

  7. @Matteo: credo che ti batterò sul podio dell’ignoranza con appena 5 libri (e un decimo forse, anche se aver letto 3 racconti dei famigerati 49 forse non è esattamente un decimo) su 20.

  8. deh che bestia ignorante sono, non ne ho letto manco uno (ma ne ho letto un sacco d’altri)

  9. Ma Harry Potter vale per uno o per sette? No, perché se vale per uno allora sono messa bene per il premio…

  10. JD, io la penso come Boris Vian: “L’essenziale, nella vita, è dare giudizi a priori su tutto”. Perciò rifiuto aprioristicamente HP, ma confido che al suo posto sceglierò tanti altri bei libri! 😉