Gli italiani e la lettura, com’è andato il 2013?

Mancano solo quattro giorni alla fine del 2013, e se tutto il mese di dicembre è allegramente dedicato alle classifiche delle cose migliori dell’anno, gli ultimi giorni ce li teniamo per le statistiche e i buoni propositi. Tirare le fila di quello che è stato, lamentarsene e cercare di alzare l’asticella per l’anno a venire sono tradizioni alle quali difficilmente noi italiani rinunciamo, che si tratti del discorso del Primo Ministro o di quello che faremo già un po’ storti al cenone di Capodanno davanti a un manipolo di amici distratti da un piatto di lenticchie porta-soldi.

E se il 2013 è stato ancora un anno difficile per l’Italia, non ci resta che guardare con speranza all’anno nuovo. Sul fronte libri, la crisi ha colpito duro (un dato su tutti: la chiusura di 150 librerie indipendenti secondo quanto comunicato dall’ALI) ma il 2013 si chiude anche con qualche spiraglio, si vedano le detrazioni sull’acquisto di libri cartacei a partire dal 2014. 

E per quanto riguarda il difficile rapporto tra gli italiani e i libri, a dare i numeri ci ha pensato come sempre l’Istat, che ha reso pubblico alcuni giorni fa l’Annuario Statistico, un volume di oltre ottocento pagine che offre un ritratto completo del nostro paese. Nel capitolo 8, che potete scaricare integralmente qui, dedicato alle attività culturali e sociali varie, si trovano alcuni dati sulla lettura. Per rispondere senza altri indugi alla domanda evocata nel titolo di questo articolo, vi diciamo che anche quest’anno non è andata benissimo. Si legge infatti che «la popolazione di 6 anni e più che, nel 2013, si è dedicata alla lettura di libri (per motivi non strettamente scolastici o professionali) nell’arco degli ultimi 12 mesi è pari al 43 per cento». Il che equivale ad affermare, se vogliamo girarla in negativo, che il 57% degli italiani non ha letto nemmeno un libro nell’anno appena trascorso. Una flessione significativa (meno 3 punti percentuali) rispetto a un dato, quello del 2012, che già non ci era sembrato entusiasmante.

Analizzando il dato nel dettaglio, emerge ancora una volta che a leggere di più sono le donne, che battono gli uomini in tutte le fasce di età: non solo sono di più le donne che leggono (il 49,3 % del totale della popolazione femminile contro il 36,4% di quella maschile), ma leggono un numero maggiore di libri (il 14,8 % legge dodici libri o più contro il 12,6 % dei maschi). Per contro questi ultimi sono più numerosi se si considerano i lettori occasionali (il 50,1 % degli uomini contro il 46,6 % delle donne) e se si fa riferimento alla lettura di quotidiani (il 55,2 % contro il 44 % registrato tra le donne).
Per quanto riguarda le fasce di età, sono ancora i più giovani a far registrare i dati migliori: hanno letto almeno un libro nel 2013  il 57,2 per cento degli adolescenti tra i 6 e 10 anni e oltre il 50 per cento di quelli tra gli 11 e 17 (anche se il dato non può essere considerato positivo se consideriamo che da 59,8 % del 2012 si passa a 50,6 dei 15-17enni). E a livello territoriale, rimane netta la distanza che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese: si dichiarano lettori di libri nel tempo libero solo il 30,7 % dei residenti nell’Italia meridionale e insulare, quota che sale al 46,8 nel Centro e raggiunge il 50,6 nel Nord.

Interessanti anche i dati sull’editoria, che confermano che il numero dei piccoli editori continua a ridursi e che la struttura dell’editoria libraria italiana rimane fortemente concentrata sui soggetti di grandi dimensioni – che pubblicano 13 volte più titoli e 33 volte più copie dei piccoli editori e 5 volte più titoli e 10 volte più copie di quelli di medie dimensioni –  e polarizzata dal punto di vista territoriale: in due sole regioni, Lombardia e Lazio, si concentra infatti un terzo della produzione. 

Che cosa augurarsi dunque per il 2014? Che un numero maggiore di italiani metta tra i tanti buoni propositi per l’anno a venire, a fianco di quei tre kg da perdere e dell’iscrizione in palestra, quello di leggere almeno un libro. 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

9 Commenti
  1. Ma nella stastica vengono inclusi anche i prestiti in biblioteca o solo i dati di vendita delle librerie fisiche e online?

  2. Sí Antonio, la statistica si riferisce esclusivamente alla lettura, indipendentemente dall’acquisto o prestito, quindi sono inclusi anche i libri presi in biblioteca.