Gli Oscar, gli anni Venti e Woody Allen

Perdonatemi. Stanotte ho fatto le quattro o giù di lì a guardare la Notte degli Oscar e quando rischiavo di riaddormentarmi inquadravano l'accappatoio dorato di Meryl Streep che faceva da pugno nell'occhio con funzione sveglia (grazie Meryl, sempre grande!), quindi non ce la faccio a parlare di qualcosa che non sia in qualche modo connessa agli Oscar. 

Parlare di film nominati tratti dai libri, con relativo paragone libro vs film è banale, lo hanno fatto un po' tutti (se vi interessa, sull'Huffington Post, trovate "Warhorse""Molto forte, incredibilmente vicino", "Moneyball" e "The Descendants"). Parliamo d'altro, e partiamo da un dato di fatto: quest'anno, agli Oscar, hanno trionfato gli anni Venti nel loro aspetto romantico ed artistico. C'è quel capolavoro di "The Artist" ma soprattutto, parlando di letteratura, c'è quel genio meraviglioso di Woody Allen che, con "Midnight in Paris", ha vinto l'Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale. Che centra con la letteratura? Se non l'avete visto, ve lo diciamo noi: in "Midnight in Paris", ci sono, tra i personaggi, nientepocodimeno che Francis Scott Fitzgerald e Zelda, Hemingway e Gertrude Stein. 

Francis (Tom Hiddlestone) sta lavorando a un libro, Zelda (Alison Pill) è alcolizzata, teme che Francis la lasci ma il protagonista, Gil, che viene dal futuro, la rassicura dicendole che il marito la amerà sempre e la considererà sempre la sua musa, Hemingway (Corey Stoll) è un figo anche se è vagamente esaltato, Gertrude Stein (Kathy Bates alias miss "Misery non deve morire") fa la mecenate e supervisiona Picasso e lo stesso Hemingway, oltre al protagonista (interpretato Owen Wilson, che secondo alcuni critici è l'alter ego del regista da giovane, e nel film scrive sceneggiature cinematografiche) e c'è uno di quei Cocktail Party parigini con tutti i personaggi di cui sopra e non solo, a cui chiunque di noi avrebbe voluto partecipare.

Insomma, bravi gli attori, viva Woody Allen e viva la letteratura! 

eveblissett

Eve Blissett

Prendi tutti i personaggi femminili di DFW, aggiungi 1/4 Hermione Granger, 1/4 di Margot Tenenbaum, 1/6 di Holden Caulfield, 1/6 di Daria Morgendorffer, e un pizzico di Dana Scully (per dire solo le prime cose a caso che mi vengono in mente). Aggiungi tatuaggi. Poi shakera come se non ci fosse un domani seguendo il ritmo di She's Lost Control dei Joy Division. And now, get drunk!

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