Gli scrittori consigliano

Passione, tecnica, stile. Meglio ancora, talento. Che però è una merce rara, che non si vende e non si compra; o si ha o non si ha. La passione può essere innata oppure svilupparsi a poco a poco nel corso della vita, accesa e alimentata da un combustibile diverso a seconda del caso e dell’individuo. Anche lo stile di norma è congenito, un riflesso dell’essere, ma ha dalla sua che può evolvere, affinarsi, perfezionarsi attraverso l’esercizio. La tecnica è l’unico elemento che si può assimilare, imparare, acquisire, persino inventare se necessario.

Sono principi universalmente applicabili a tutte le attività dell’uomo. Ancora più validi se spostiamo il discorso sull’arte e le sue infinite manifestazioni. Sicuramente utili quando, stringendo ulteriormente il campo, si parla di scrittura e di aspiranti scrittori. Si può apprendere il mestiere in vari modi: da autodidatti, frequentando corsi e scuole apposite, oppure seguendo i consigli di quelli che ce l’hanno fatta (o quasi) a campare scrivendo.

Zadie Smith: Da bambini fate in modo di leggere tanto. Dedicate più tempo a questa attività che a qualunque altra. Da adulti cercate di leggere le vostre opere come le leggerebbe un estraneo. Meglio, come le leggerebbe un nemico. Lasciate un adeguato lasso di tempo tra la fase della stesura e quella della revisione. Non confondete i riconoscimenti con i risultati.

Kurt Vonnegut: Date al lettore almeno un personaggio per cui possa fare il tifo. Ogni frase dovrebbe servire almeno uno di questi due scopi: rivelare qualcosa sul personaggio o far proseguire l’azione. Iniziate il più vicino possibile alla fine. Scrivete con l’obbiettivo di piacere ad una sola persona: se aprite la finestra per fare l’amore col mondo, così tanto per dire, la vostra storia si ammalerà di polmonite.

Henry Miller: Scrivete una cosa per volta finché non avrete finito. Quando non riuscite a creare potete lavorare. Cementate ogni giorno un po’ di più, piuttosto che aggiungere nuovi concimi. Restate umani, vedete gente, uscite, bevete se ne avete voglia. Dimenticate il libro che volete scrivere. Pensate solo al libro che state già scrivendo.

Jack Kerouac: Quello che sentite troverà la sua propria forma. Liberatevi dalle inibizioni letterarie, grammaticali e sintattiche. Credete nella sacra aurea della vita. Lottate per ritrarre il flusso che già esiste intatto nella vostra mente. Non abbiate paura né vergogna della vostra esperienza, linguaggio, conoscenza. Scrivete affinché il mondo legga e veda l’esatta visione che avete di esso.

John Steinbeck: Abbandonate l’idea che un giorno il vostro lavoro sarà finito. Dimenticate le 400 pagine e scrivete una sola pagina per giorno. Aiuta. Quando finalmente avrete finito, sarete sorpresi. Scrivete il più rapidamente e liberamente possibile. Non riscrivete, né correggete fintanto che non avrete terminato del tutto. Quando scrivete un dialogo, recitatelo ad alta voce. Solo allora saprete come suona.

Susan Sontag: La scrittura ha una porta piccola. Alcune fantasie sono come mobili troppo ingombranti che non riescono a passare. Penso di essere pronta ad imparare come scrivere. Pensare con le parole e non con le idee. Per essere un grande scrittore: conosci tutto ciò che c’è da sapere su aggettivi e punteggiatura (ritmo), ma abbi l’intelligenza morale che sprigiona la vera autorità in uno scrittore.

Sara Minervini

Chi sono? Sono una lettrice. Che faccio? Leggo. E come vivo? Vivo.

8 Commenti
  1. Molto interessante.
    Consiglio, per un’analisi più approfondita, di leggere i corrispondenti articoli -in inglese- apparsi su brainpickings.org …ci sono proprio tutti gli scrittori che citate anche voi!

  2. Aggiungo che, forse, sarebbe carino citare la fonte. 🙂
    Solo una modesta opinione da un’amante di Brainpickings e di Finzioni Magazine.

  3. Assolutamente giusto, Giulia! Di solito inseriamo sempre la fonte con tanto di link, ma a volte ci scappa 🙂 Grazie della segnalazione!

  4. Giulia hai perfettamente ragione. Di solito il link alla fonte è presente. In questo caso era incluso nei nomi degli scrittori citati. Ho dato per scontato che bastasse per condurre il lettore all’originale, ma forse ho sbagliato. 🙂