Guerrilla poetry

 

Come avvicinare la gente alla poesia, questa sconosciuta?

Sono sempre interessanti le modalità attraverso le quali si tenta di risvegliare l’interesse verso un genere letterario relegato ai margini delle abitudini di lettura, anche tra i lettori forti. Se ne vedono delle belle in giro per il mondo, dal giovane nerd che su youtube resuscita i poeti grazie all'animazione computerizzata, alla poetessa che per promuovere la sua raccolta si è inventata un servizio telefonico su richiesta.

Oggi parliamo di Guerrilla Poetry o Poetry Bombing, come l’ha definita la diretta interessata, l’artista Augustina Woodgat.

L' idea è nata nell’ambito di O, Miami, una grande festival inaugurato quest’anno ad aprile con il patrocinio dell’Università di Wynwood, con lo scopo di promuovere eventi e progetti mirati a un unico nobile scopo: far incontrare la poesia ad ogni singolo cittadino di Miami.

E così i reading tradizionali si sono evoluti, sono diventati multilingue, multimediali, si sono impossessati delle piazze, dei supermercati, delle strade e di tutti quelli spazi pubblici nuovi che delineano la geografia delle nostre città.

Parallelamente a queste iniziative si è mossa Augustina Woodgat che per un mese si è introdotta nei centri commerciali di Miami e ha cucito clandestinamente le sue etichette “poetiche” su giacche, camicie, gonne, pantaloni. Secondo la poliedrica artista, cucire sui capi d'abbigliamento porta la poesia nella vita di tutti i giorni, spostandola dai volumi polverosi di una biblioteca e integrandola alla quotidianità. “Perché qualche volta i dettagli hanno un impatto maggiore se separati da dove ci si aspetta che si trovino”.

Un’idea geniale perché tutti si devono vestire e chissà che una casalinga disperata o una sedicenne alla ricerca del vestito per il prom, vengano ispirate dai versi di Sylvia Plath "Even the sun clouds this morning cannot manage such skirts".

Viviana Lisanti

 

 

 

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