Houellebecq contro tout Le Monde

Michel Houellebecq, lo scrittore più internazionale e venduto di Francia, è spesso al centro di polemiche la cui eco è paragonabile solo al suo successo: che siano le tematiche provocatorie dei suoi romanzi, le sue dichiarazioni misantrope o le sue performance di attore, siamo abituati a vederlo protagonista di discussioni infuocate.

L’ultima polemica in ordine di tempo è quella scoppiata intorno a Le Monde, il principale quotidiano francese, che due giorni fa sul suo sito ha parlato di un vero e proprio attacco dello scrittore contro il giornale. Mercoledì 9 settembre, infatti, l’avvocato di Houellebecq ha trasmesso a Le Monde una querela per violazione dei diritti d’autore e violazione del segreto di corrispondenza privata. L’ira dell’autore de Le particelle elementari è indirizzata in particolare contro la giornalista Ariane Chemin, star reporter del quotidiano francese, colpevole a suo dire di aver pubblicato un reportage non autorizzato sulla sua vita, intitolato Les six vies de Michel Houellebecq, del quale potete leggere alcuni estratti qui.

Nel primo dei sei episodi viene pubblicata una nota scritta a mano da Houellebecq, quindi privata, che lo scrittore aveva consegnato al suo avvocato durante il processo per diffamazione nel quale fu coinvolto nel 2002. In quel caso, lo scrittore compariva davanti a un giudice per aver dichiarato un anno prima che « l’islam est la religion la plus con», parola molto informale che significa stupido. Durante il processo Houellebecq aveva passato al suo avvocato un foglietto nel quale scriveva che aveva chiuso con i media e che la decisione era irrevocabile, nota poi resa pubblica da Le Monde

Le Monde ha respinto tutte le accuse di Houellebecq, sottolineando che l'avvocato dello scrittore aveva autorizzato via mail la giornalista a pubblicare la nota. Lo scrittore, dal canto suo, si era rifiutato sin dall’inizio di collaborare con la giornalista alla realizzazione di questo reportage, inviando un messaggio breve quanto lapidario: «Je refuse de vous parler et je demande aux gens que je connais d’adopter la même attitude.» (Mi rifiuto di parlarvi e chiedo a tutti quelli che mi conoscono di fare lo stesso.)
Ma non era certo necessaria questa breve nota a far conoscere al mondo l’antipatia dello scrittore verso i giornalisti; vi basti sapere che a fine agosto aveva dichiarato all’agenzia French news che i giornalisti erano parassiti e scarafaggi. È noto altresì che Houellebecq non ama che a parlare di lui siano giornalisti non da lui designati, come ci ricorda la vicenda di Denis Demonpion, che nel 2005 pubblicò la biografia Houellebecq non autorisé (Maren Sell Éditeurs) – libro che fece scandalo perché il biografo incontrò la madre di Houellebecq, data per morta dal figlio in un'intervista alla rivista Les Inrockutibles del maggio precedente – che portò lo scrittore a scagliarsi contro Demonpion e molti amici colpevoli di aver “tradito”. 

E anche per le sue dichiarazioni anti Islam Houellebecq è di nuovo al centro delle cronache in questi giorni, in seguito a una recente intervista rilasciata al Guardian, in occasione della pubblicazione del libro in Gran Bretagna. L’intervista, come specifica l’autrice Angelique Chrisafis, si era tenuta a maggio e doveva essere conclusa a fine agosto, ma dopo la lite con Le Monde lo scrittore ha deciso di non voler riaprire certi argomenti. Come è noto, l’autore è sotto protezione della polizia da gennaio, da quando la pubblicazione del suo libro Submission, edito in Italia da Bompiani con il titolo Sottomissione, nel quale immaginava un prossimo futuro in cui la Francia sarà governata da un Islam moderato, è uscito in contemporanea all’attacco a Charlie Hebdo. Ai tempi dell’uscita di Submission parte della stampa francese aveva accusato Houellebecq, in quanto scrittore più noto di Francia, di essere stato irresponsabile e di aver alimentato il clima di paura nei confronti dell’Islam. In questa intervista l’autore nega decisamente che Submission sia un romanzo islamofobo, in quanto nella vicenda immaginata a prendere il sopravvento sono le forze moderate, anche se, nota personale, lo scenario descritto non è certo quello di una società nella quale vorremmo vivere. Incalzato dalla giornalista sulle sue dichiarazioni del 2002 sull’Islam come religione più stupida, Houellebecq dichiara però di non sapere se ha davvero cambiato opinione; anche se dopo l’uscita del romanzo aveva dichiarato che la lettura del Corano lo aveva “rassicurato”, riflettendoci successivamente ha concluso che probabilmente ci sono poche possibilità che i musulmani leggano il Corano come i cristiani leggono la Bibbia («there’s just as little chance of Muslims reading the Qur’an as Christians reading the Bible»). E quando la giornalista gli chiede direttamente se si considera islamofobo, risponde: probabilmente sì. 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

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