I saggi di Virginia Woolf, finzionica ante-litteram

The Hours è un film del 2002 di Stephen Daldry, tratto da un libro di Michael Cunningham: c'è Virginia Woolf, quella originale, interpretata da Nicole Kidman, e ci sono due personaggi, interpretati da Meryl Streep e Julianne Moore, che pur non chiamandosi Virginia Woolf e non vivendo al tempo di Virginia Woolf, sono una sorta di ulteriori alter-ego della scrittrice. Praticamente, ci sono tre Virginia Woolf. Il problema è che Cunningham si sbagliava, e quindi pure Daldry: non esistono tre Virginia Woolf (la scrittrice di romanzi, la scrittrice di lettere e quella dei Diari), ma quattro, e la quarta è la più importante.

La quarta Virginia Woolf è quella che emerge dai saggi, sei volumi, tremila pagine, di impressioni sulla letteratura e su scrittori che vanno dai greci, a Shakespeare, a Dostoevskij, a Coleridge, Dickens, Emily e Charlotte Brontë, Jane Austen, Montaigne, Mary Wollstonecraft e un sacco di altra gente. I saggi, curati nella versione inglese dalla Hogarth Press, in Italia sono stati raccolti da Liliana Rampello in un volume uscito per Il saggiatore dal titolo Voltando Pagina e ovviamente i critici, contenti, non fanno che parlare di una "Woolf critica", cercando di accaparrarsi al volo l'illustre collega.

Noi, invece abbiamo intercettato un po' di passaggi che rimandano più che a una Woolf critica, a una Woolf accanita lettrice. Prendete questo: «Il vero lettore è giovane nella sua essenza. È una persona di intensa curiosità, piena di idee, aperta e comunicativa, per la quale leggere ha più il carattere di un vigoroso esercizio all'aria aperta, che quello di studiare al chiuso». O quest'altro, in cui parla del leggere biografie: «Non c'è niente di più divertente. Come ognuno sa, il fascino di leggere biografie è irresistibile». Sui critici, quelli professionisti, invece, ironizza bonariamente con un paragone: «I libri vengono recensiti, come una sfilata di animaletti in una baracca di tiro a segno, e il critico ha soltanto un secondo per caricare l'arma, puntare e sparare, e lo si deve per forza perdonare se confonde un coniglio e una tigre, l'aquila con una gallina, o manca completamente il colpo e il piombo va a finire su una tranquilla mucca che pascola in un prato vicino» (fonte: Corsera)

Considerando questi passaggi, a noi di Finzioni, viene da chiederci una cosa: cosa avrebbe pensato questa quarta Virginia Woolf del Libretto Rosa? Magari le sarebbe potuto piacere. 

Eve Blissett

Eve Blissett

Prendi tutti i personaggi femminili di DFW, aggiungi 1/4 Hermione Granger, 1/4 di Margot Tenenbaum, 1/6 di Holden Caulfield, 1/6 di Daria Morgendorffer, e un pizzico di Dana Scully (per dire solo le prime cose a caso che mi vengono in mente). Aggiungi tatuaggi. Poi shakera come se non ci fosse un domani seguendo il ritmo di She's Lost Control dei Joy Division. And now, get drunk!

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