In diretta da Londra 2012: Proust, Joyce & Co

Photo credit: LondonTown.com 

 

Mancano poche ore alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012; stasera, alle ore 21, la torcia più famosa del mondo giungerà finalmente a destinazione nello stadio di Stratford.

E tra auguri pindarici, street artist scatenati, inimmaginabili dispiegamenti di sicurezza, clamorosi ritiri e dibattiti sul sesso pre o post gara, il racconto delle Olimpiadi ci terrà attaccati anche quest'anno per un paio di settimane. Racconto sì, perchè per la maggior parte di noi comuni mortali le Olimpiadi saranno vissute alla tv, alla radio o sul web, e filtrate dalle voci e dalle parole dei commentatori e giornalisti sportivi di tutto il mondo. E se gli ultimi Europei ci hanno dimostrato quanto può essere frustrante un commento poco riuscito, non possiamo impedirci di sognare come potrebbe essere esaltante vivere questi momenti in compagnia dei nostri autori preferiti.

C'è chi si è divertito a immaginare abbinamenti tra i grandi autori e le discipline olimpiche che più li avrebbero ispirati. Ecco quindi che Marcel Proust diventa un commentatore perfetto per la maratona, 42 km di tempo per soffermarsi sulla purezza dell’intenzione che spinge l’atleta a sconfiggere l'immobilismo, la combinazione di forma e azione… peccato solo che nel mezzo di tali elucubrazioni si dimentichi di annunciare il vincitore e lo faccia con qualche ora di ritardo. Nessuno poi potrebbe descriverci meglio di Jane Austen i sentimenti che deve provare entrando nell’arena più importante del mondo una giovane donna, una che ha dedicato i migliori anni della sua vita alla disciplina e che si è sacrificata socialmente per la causa sportiva. I 100 metri invece, se ce li racconta James Joyce, sono un accavallarsi di dita-divaricate-anche-alzate-vento-facce-che-si-confondono-piedi-affiancati-e-poi-ancora-piedi, in un flusso di coscienza che dura pochi secondi e frazioni di secondo (9,58 per l’esattezza, record mondiale di Usain Bolt). E ancora: David Foster Wallace per il tennis (e non ci coglie di sorpresa), Stephen King e i pensieri di un uomo che affronta per la seconda volta un ostacolo di 2,40 m, Herman Melville e i canottieri…

E se dovessimo scegliere il commento perfetto per accompagnare i nostri atleti azzurri? Su Clemente Tatanka Russo già aveva scritto un bel pezzo Roberto Saviano, potremmo vederlo duettare con qualche grande nome della letteratura meridionale del Novecento. Sul fronte costume, il bacio appassionato a bordo vasca tra la Pellegrini e quel ragazzone di Magnini è pane per i denti di David Herbert Lawrence, con una Federica ribelle e passionale e un Filippo nel ruolo del seminudo guardiacaccia dalle braccia accoglienti. La scherma invece è roba da Alexandre Dumas, storie di guanti lanciati, duelli e abili spadaccini. E voi da chi ve le vorreste sentir raccontare queste Olimpiadi?

 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

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