Istat: in Italia si legge poco e si pubblicano meno titoli

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Maggio è un mese bellissimo per noi amanti dei libri, e non solo perché è primavera e si può leggere al parco. Maggio è infatti il mese dei libri, con iniziative sparse in tutta Italia che invitano alla lettura dove e quando meno te lo aspetti. Ed è anche il mese del Salone del Libro di Torino, la festa nazionale del libro per eccellenza, che ha aperto i battenti ieri al Lingotto. E allora, vi starete chiedendo, perché arriva questa a deprimerci con la solita solfa che in Italia si legge poco e l’editoria è in crisi? Non lamentatevi con me, ma con l’Istat, che ha scelto proprio la giornata di ieri per pubblicare il report sulla produzione e la lettura di libri in Italia, relativo agli anni 2011 e 2012.
Qui potete trovare la versione integrale del rapporto, ma se non vi va di leggere tutte e 18 le pagine, vi riassumiamo di seguito i punti salienti. 

Partiamo dalle statistiche relative alla lettura. Il rapporto si apre con un dato che già conosciamo: nel 2012, oltre 26 milioni di persone di 6 anni e più, pari al 46% della popolazione italiana, dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Il che equivale a dire che più della metà dei nostri connazionali non ha letto nemmeno un libro nell’anno passato. Niente di nuovo sotto il sole; lo stesso Napolitano ci ha ricordato ieri, nel videomessaggio inviato per l’inaugurazione del Salone, che in Italia si legge troppo poco. Secondo gli editori, i maggiori ostacoli alla lettura sarebbero: la mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura, il sostegno inadeguato alla piccola editoria e i bassi livelli culturali della popolazione, cui vanno aggiunti, per un editore su quattro, costi al pubblico troppo elevati. 

Se andiamo ad analizzare questo dato generico, si scopre che le donne leggono più degli uomini – ha letto almeno un libro il 51,9% della popolazione femminile rispetto al 39,7% di quella maschile – e che la fascia di età più attiva è quella che va dagli 11 ai 14 anni (60,8%). L’incoraggiamento alla lettura da parte dei genitori gioca un ruolo fondamentale, basti pensare che leggono libri il 77,4% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 39,7% di quelli i cui genitori non leggono.
Differenze non solo di genere e di età, ma anche geografiche e sociali: si legge di più al Centro-Nord che al Sud (52,2 vs 34,2%), più nelle aree metropolitane che nei piccoli comuni, legge di più chi è in possesso di un titolo di studio superiore.
E i pochi che leggono, leggono poco: tra i lettori, il 46% ha letto al massimo tre libri in 12 mesi, mentre i "lettori forti", quelli da 12 o più libri all’anno, sono soltanto il 14,5% del totale.

E se i dati sulla lettura, seppur sconfortanti, mostrano una lenta e costante crescita dal 1995 ad oggi, quelli relativi alla produzione di libri, dopo la ripresa del 2010, registrano una battuta d'arresto: i titoli pubblicati si riducono del 9,4% e le tirature del 5,9%. Particolarmente colpiti sono i piccoli editori, che hanno proposto quasi un quinto (-19,5%) di titoli in meno del 2010. Meno libri dunque, ma comunque troppi se si conta che parliamo di poco meno di quattro copie per ogni cittadino italiano, un'offerta sproporzionata rispetto alla capacita' di assorbimento dell'utenza (una famiglia italiana su dieci non ha nemmeno un libro in casa!). E per conquistare i lettori, gli editori puntano su novità e prezzi economici, una strategia che abbiamo visto recentemente essere vincente.

Chiudiamo dando un’occhiata alla penetrazione della lettura digitale nel nostro paese: nel 2011, oltre il 15% delle opere pubblicate, cioè quasi 9.000 titoli, è stato reso accessibile al pubblico anche sotto forma di e-book, un dato che sale al 25,7% sulle edizioni successive alla prima e tocca il 38,6% tra i libri scolastici. Ma secondo gli editori la diffusione dell’e-book in Italia sarebbe ancora ostacolata dalla scarsa alfabetizzazione informatica e dalla poca dimestichezza nell’uso delle tecnologie. Ciò non impedisce a gran parte degli editori intervistati di pronosticare un ruolo rilevante del libro elettronico nell'immediato futuro.

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

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