John Green, la colpa delle stelle e le responsabilità di un autore

In questi giorni di calma piatta medito approfondimenti e vado in cerca di news. Non si trova molto, per cui mi sono messo a spulciare il twitter del buon vecchio John Green, e questa si è rivelata subito una buona decisione. Perché io a John Green voglio bene, c'è poco da fare, e penso che se esiste qualcosa di simile all'illuminazione — quella buddhista dello scardinare la ruota del samsara — John Green vi sia molto vicino. Tutto questo per dire che nel parlare di John Green ci troviamo di fronte soprattutto ad una persona di enorme ispirazione, in grado di smuovere gli animi di chi lo legge e chi lo segue.

La notizia è di poco conto, alla fine,ma ho scelto di parlarne perché mi può presentare l'aggancio per parlare di alcune cose che mi giravano in testa e che vale la pena buttar giù sulla carta. La notizia, dicevamo, riguarda John Green, il suo recente successo editoriale di The Fault in Our Stars (Colpa delle stelle, edito in Italia da Rizzoli) ed il film omonimo uscito di recente negli Stati Uniti con enorme successo. Perché a quanto pare i livelli di attenzione e ossessione dei fan di TFIOS sono arrivati a tal punto da far trasformare il suo autore in un star costretta dalle guardie di sicurezza a fuggire dall'assedio dei fan, in una delle tappe del tour di presentazione del film/libro. Lo ammetto, sì, non c'è gran che di cui parlare riguardo a una notizia del genere, e forse parte della confusione era dovuta non tanto alla presenza dell'autore, ma piuttosto agli attori giovani e belli in sfilata sul tappeto rosso. Rimane comunque il fatto questa situazione in equilibrio fra fanatismo pop e buona letteratura rivela molto di un personaggio della scena letteraria americana al quale va dato enorme credito, tanto per i libri da lui scritti quanto per la sua incessante attività di…divulgazione.

The Fault in our Stars èrientra nella categoria "young adults" che racconta la storia di Hazel Grace Lancaster e di Augustus Waters, e nel farlo parla di amore e di cancro. Uscito nel gennaio del 2012 negli Stai Uniti, il quarto romanzo di John Green finì in fretta in testa alle classifiche dei bestseller di tutto il paese, da Indiebound al Wall Street Journal, fino al New York Times. Un aneddoto interessante riguardo all'uscita del libro riguarda la decisione di John Green di autografare tutte le copie di The Fault che sarebbero state pre-ordinate online prima dell'uscita vera e propria del libro. Green finì con l'autografare 150.000 copie, con pannerelli colorati i cui colori erano stati scelti dai lettori tramite un enorme sondaggio online. Vale la pena tenere a mente quest'aneddoto per farsi un'idea del personaggio di John Green, uno scrittore il cui rapporto coi lettori è da sempre cresciuto in uguale misura sui libri e fuori dai libri.

Green è autore di quattro romanzi per giovani adulti, tutti di notevole successo, tutti difesi a spada tratta da una giovane generazione che ha trovato nell'autore di An Abundance of Katherines e Will Grayson, Will Grayson il cantore dei tempi di Facebook, Youtube e Twitter. E nel venire a conoscere l'accattivante personalità di John Green, è difficile non diventare suoi fan sfegatati: personalmente, sono arrivato a leggere The Fault in our Stars e a conoscere John Green non tanto tramite librerie, consigli di Amazon e inserti letterari, ma piuttosto per vie traverse, tramite Youtube e i suoi Crash Course di letteratura. Perché a John Green non piace soltanto scrivere e leggere libri, ma piace soprattutto parlare di letteratura.

Nel discutere di Mondadori e delle sue strategie per attirare a sé nuovi lettori, ci si chiedeva la settimana scorsa di quali fossero le maniere migliori per creare letteratura (il che non è solamente vendere libri), fra scetticismo e curiosità di fronte a nuovi formati in uscita e titoli però poco accattivanti. Ecco, John Green, pur nel proprio piccolo, nella sua dimensione personale e lontano dagli uffici di marketing delle case editrici, ha preso la direzione opposta, mettendosi in testa di creare nuovi lettori non tanto con vecchi sotterfugi ma piuttosto parlando dei classici ma con forma e entusiasmo nuovi. Nei suoi Crash Course di letteratura (che già partono nel migliore dei modi, sospinti dal sucesso di quelli sulla storia del mondo) John Green discute infatti di Fitzgerald, di Shakespeare, di Omero, di Vonnegut o ancora della poesia di Emily Dickinson, e nel farlo mette in video la parte più bella dell'essere nerd e bibliofili.

Buona parte dei video di Green si aggirano sul milione di visite, e ha senso pensare che probabilmente metà di quei visitatori sia finito in libreria subito dopo aver ascoltato il proprio autore preferito parlare pieno d'entusiasmo di Ulisse o del grande Gatsby. Per quel che vale la mia personale esperienza, credo di aver imparato di più sulla creatura di Frankenstein e sulla bellezza di alcuni passaggi del Giovane Holden in 12 minuti di video animati raccontati da un John Green in jeans occhiali e maglietti, che in 5 anni di scuole superiori e docenti poco convinti. Viene insomma da pensare che forse basterebbe questo a riscaldare il cuore dei lettori: non tanto un'altra noiosa riedizione di Paolo Giordano o delle 50 sfumature di grigio, ma piuttosto l'entusiasmo di un singolo scrittore armato di buone intenzioni e una telecamera funzionante. Buona visione e buona lettura.

Lorenzo Andolfatto

Sono lettore, traduttore, interprete e studiante. Mi occupo di cose cinesi nelle ore di lavoro, e di cose letterarie perlopiù americane nel tempo libero. Non sono ancora diventato musica da ascensore.

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