La danza dei draghi: le cose buone non arrivano a chi sa aspettare

Non è proprio vero che le cose buone arrivano a chi sa aspettare. O meglio, il proverbio non vale per i seguaci italiani della super letta saga di George R.R. Martin.

Prima c'è stata un'attesa stratosferica per l'ultima e omonima parte de La danza dei draghi – sì perché sappiate che la La danza dei draghi nel resto del mondo è un solo romanzo, di millecinquecento pagine, ma un solo romanzo, mentre da noi è costituita da tre romanzi distinti: I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria e appunto quest'ultimo capitolo. Poi l'attesa è finita e ha lasciato spazio a un pizzico di delusione.

Appena si compra il volume – in libreria per ora solo nella costosa versione hardcover – ci si accorge di due scivoloni: il primo e più imbarazzante è lo spoiler scritto nella seconda di copertina (l'aletta, per intenderci) e va bene, capita, l'avrà scritta uno stagista oberato di lavoro. 

La seconda, più importante, delusione deriva dalla traduzione: refusi, due nomi scritti con la grafia errata e errori di discontinuità costellano le cinquecento pagine. Che succede, non hanno avuto abbastanza tempo per tradurlo e revisionarlo? Le attese, come dicevamo, dimostrerebbero proprio il contrario.

Editoria talmente in crisi da fare economia su un colosso già ottimamente avviato?

Fantasy genere di serie B quindi chissene?

Le insistenze dell'orda di fan, di cui faccio orgogliosamente parte, hanno reso il lavoro degli editor troppo pesante?

Personalmente, mi sento di sposare il pensiero più antipatico: Martin sarebbe stato comunque la gallina dalle uova d'oro per casa Mondadori, perché perderci troppo tempo? Tanto venderebbe anche se in copertina ci fosse la fan art più inesperta!

Le teste fantasy più colte dicono che il trattamento riservato al dodicesimo capitolo italiano delle Cronache ricordi molto quello dato a Hunger Games… cultori o meno, l'aspetto più palpabile di tutta la vicenda è il crescente malcontento tra i lettori.

Viene davvero voglia di comprare direttamente la versione in inglese, da affrontare con dizionario alla mano. Certo non ci farà vincere la gara di velocità, ma certamente sarebbe un espediente salva risparmi e salva piacere di lettura…

Insomma, Mondadori, hear us roar!

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

10 Commenti
  1. Sempre più convinto di aver fatto bene a leggerlo direttamente in inglese. D’altronde già nell’incipit del primissimo libro si dice che i tre cavalieri vanno a Nordest quando in originale è NorthWest, quindi perchè stupirsi?

    La cosa che fa molto ridere è che per questo libro oltre al traduttore storico (Altieri) ne viene indicato un secondo.

  2. In effetti stanno piovendo confessioni sull'averlo letto in lingua originale! Senz'altro la scelta più giusta, la domanda però rimane: come mai questo pressapochismo? Mi sa che davvero danno di default la serie B alla saga. Che mestizia.

  3. Segnalo anche la mancanza di una versione ebook, che invece si trova a 6 euro in lingua originale (parlo di tutti e tre i libri in uno). Ricapitolando: il lettore italiano paga DIECI volte il prezzo della versione ebook inglese per un cartaceo frammentato perché sì, con refusi, spoiler ed errori di traduzione. Meh.

  4. Hai ragione Gianni! Avrei dovuto inserire il no ebook nell’articolo: sarà che con una magia degna di Melisandre, me ne sono trovata una versione sul Kindle, quasi ingannandomi fosse una versione ufficiale.
    Comunque è assurdo: è un libro che molto più di altri si presta alla versione digitale, vuoi anche solo la pesantezza estrema dei tomi!
    L’Italia non è un paese per lettori appassionati, lo dirò sempre.

  5. Beh, è risaputo che la traduzione italiana sia quantomeno “superficiale”, in rete molti fan hanno scritto pagine e pagine molto dettagliate su questo tema. In italiano proprio non si può leggere.

  6. Io e il mio lino siamo preoccupati per quello che rimane della casata Stark , soprattutto per i Metalupi ,Ma quando si riuniranno ?!!

  7. ma ci sarà un seguito ? se nn c’è mi butto dalle scale gridando ‘l’inverno sta arrivando!