La peggior scena di sesso di sempre?

Sono uscite in questi giorni le nomination del Bad Sex in Fiction Award, il premio istituito dalla britannica Literary Review che viene attribuito alla peggior scena di sesso contenuta in un romanzo uscito nell’anno in corso e che verrà assegnato il 4 dicembre. Il premio, nato per attirare l’attenzione sulla banalizzazione del sesso in letteratura e giunto alla sua ventesima edizione, è ormai diventato una vera e propria istituzione; è l’IgNobel della letteratura, il Razzie Award della carta stampata.

Qui trovate la shortilst di quest’anno, nella quale, a dispetto delle aspettative, non rientra nessuna delle sfumature di colore di E.L. James

Come dicevamo, lo scopo dichiarato del premio è quello di “scoraggiare l’uso superficiale, volgare e spesso ridondante delle scene di sesso nei libri”. Il confine tra buon gusto e pruderie è labile; non a caso il premio è stato accusato da alcuni di essere un esercizio bacchettone e moralista, contrario alle scene di sesso tout court, nonché un mezzo di auto-promozione per la rivista britannica.

Che ci piaccia o no, il Bad Sex in Fiction riscuote ogni anno un grande successo mediatico e coinvolge personaggi di spicco del panorama letterario. E diciamocelo, è anche divertente come lo sono tutti i premi in negativo. Vale dunque la pena guardarlo un po’ più da vicino. In passato illustrissimi scrittori sono caduti in questa rete; nulla di strano se si pensa che scrivere di sesso è una delle cose più difficili di sempre e si corre il rischio di dipingere quadretti che tradiscono drammaticamente le intenzioni iniziali. Scene che nella mente dell’autore dovevano essere eccitanti  e convincenti si rivelano sulla carta imbarazzanti, morbose, improbabili. Peggio ancora, involontariamente comiche.

Volete che facciamo dei nomi? Vi basti sapere che tra i nominee di quest’anno figura Tom Wolfe, con una scena contenuta nel suo nuovo romanzo Back to Blood; noi ancora non lo abbiamo letto, ma abbiamo dato un’occhiata ad alcuni estratti postati sul canale Twitter della Literary Review e tutto questo riding, riding, riding and swallowing ci ha intimorito. Tom è pure recidivo, in quanto non solo nominato, ma addirittura vincitore nel 2004 per una scena contenuta in I am Charlotte Simmons. Tra i vincitori illustri troviamo anche Norman Mailer, anche lui ascrivibile allo stile del New Journalism, per il suo ultimo romanzo The Castle in the Forest, uscito nel 2007, anno della morte dell’autore. 

Tra i nominati si segnalino anche Stephen King e Murakami Haruki nel 2011, in corsa rispettivamente  con 22/11/’63 (Oh dear, oh my dear, oh my dear dear God, oh sugar!) e 1Q84 (Her breasts seemed to be virtually uninfluenced by the force of gravity, the nipples turned beautifully upward, like a vine's new tendrils seeking sunlight.)

Andando indietro nel tempo troviamo Philip Roth, Amos Oz, John Updike, Jonathan Littell. Insomma, anche ai migliori è capitato di fare cilecca. Sembra che siano maggiormente colpiti gli uomini delle donne, se contiamo che diciassette vincitori su diciannove appartengono al sesso maschile; questo avvalorerebbe la teoria di Martin Amis secondo la quale le donne sarebbero più brave dei loro colleghi a scrivere di sesso, lo farebbero con maggiore onestà e concretezza. (Questo non ha impedito alla moglie di Amis, la scrittrice americana Isabel Fonseca, di finire nella shortlist del 2008).

Nel 2010 era stata la volta di Jonathan Franzen, e confesso che la cosa non mi ha stupito; le scene di sesso in Libertà non sono infatti i momenti più riusciti del romanzo. 
I brani incriminati riguardavano gli incontri tra Connie e Joey, una coppia di ragazzi giovani, belli e dediti all’accoppiamento sfrenato, reale o virtuale che fosse. Ricordo che la cosa non mi aveva disturbato; forse le telefonate erotiche tra i due erano un tantino frequenti e esplicite, ma son ragazzi.

[Inizio parte SPOILER]

La relazione che invece avevo trovato quasi irritante era quella tra l’uber politically correct Walter e la sua giovane assistente Lalitha. Ve la ricordate? Vi ricordate questo passaggio?

Lalitha era pazza di lui, grondava praticamente di desiderio, lo trasudava da tutti i pori.

Lo guardò negli occhi con amore e gioia, dichiarò bellissima, perfetta e meravigliosa la sua virilità che Patty nel suo documento aveva calunniato e disprezzato.

(…) Lalitha aveva bisogno di cavalcarlo, di venire schiacciata sotto di lui, di mettergli le gambe sulle spalle, di farsi sbattere da dietro nella posizione del Cane a Testa in Giù, di piegarsi in due sopra al letto, di appiattire la faccia contro il muro, di avvinghiarsi a lui con le gambe, la testa buttata indietro e i seni molto rotondi che andavano da ogni parte. Trovava tutto molto intenso e profondo, era una fonte inesauribile di gemiti tormentosi, e lui era pronto a tutto. In buona forma cardiovascolare, esaltato dagli eccessi di Lalitha, in sintonia con i suoi desideri, ed enormemente attratto da lei.

[Fine parte SPOILER]

Per quel che mi riguarda, Franzen è in buona compagnia. Non mi ritengo una bacchettona, ma mi è capitato spesso di amare un romanzo, come è accaduto per Libertà, e di pensare che alcune scene fossero di troppo. Avete presente quei pezzi che ti fanno chiudere per pochi secondi il libro e pensare: ma perché diavolo l’ha dovuta inserire? E non mi riferisco ai contenuti, ma allo stile. Non si trattava di scene troppo spinte, ma semplicemente poco riuscite o credibili. Ovviamente siamo nella sfera del parere personale, ma stiamo parlando di sesso e di lettura, quindi credo che l’approccio personale sia consentito.

Se non sono indiscreta vi chiederei a questo punto di togliermi una curiosità. Anzi due. Qual è per voi la peggiore scena di sesso di sempre? Non ci interessa che sia di quest’anno, nel Finzioni Worst Sex in Fiction EVER vale tutto! 

E soprattutto, avete mai incontrato due capezzoli come viticci di una vigna?

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

5 Commenti
  1. Scrivere scene di sesso è molto difficile, come scrivere peraltro di molte altre cose. La “verità” della scrittura a mio parere ha un peso predominante. Verità intesa come “credibilità”. Non ritengo che certe “cose” occorra averle vissute per descriverle in modo efficace, ma allo stesso tempo, se l’autore è un po’ bigotto o semplicemente pudico, ciò emerge nella pagina. Franzen nel suo romanzo (che a me è piaciuto assai poco) soffre di scarsa credibilità (anche quando parla di ambiente) e nel sesso è a livello quasi adolescenziale. Pare quasi che lo scrittore non avendo mai sperimentato posizioni di accoppiamento come quella che hai descritto, assolutamente “normali” in una coppia che lo faccia per piacer suo e non per dare figli a Dio, abbia osato in quelle scene ciò che non osa chiedere alla moglie.
    Come hai sottolineato la scarsa credibilità del rapporto del protagonista con l’assistente (che è bellissima, la pelle immune da scottature e persino dalla puntura di insetti) ad essere al limite del ridicolo.
    Hanno ragione a denunciare l’uso superficiale del sesso in un libro, ma non nel senso che certe cose non le devo scrivere perché chi legge potrebbe turbarsi. Semplicemente, a mio parere, è il modo di (de)scrivere che è determinante. Ed è l’unico che mi interessa. Altrimenti American Psycho (in cui sesso e violenza sono avvinghiati in un connubio a tratti insostenibile) dovremmo ascriverlo tra i libri da mettere all’indice e non tra i capolavori letterari come merita.
    Più che segnalare una scene peggiore, preferisco suggerire una indicazione generale. A mio parere, una scena di sesso in un libro non funziona se manca la “verità” nella scrittura (lo scrittore non crede in quello che sta scrivendo, non lo conosce, non lo ha sperimentato o non se lo è fatto raccontare) a prescindere da quello che si scrive (in altre parole da quanto si è espliciti).
    Tra le scene migliori mi piace invece segnalare quelle del libro Animal tropical dello scrittore cubano Pedro Juan Gutierrez, dove la sensualità e la libertà sessuale del protagonista cubano incontra e si scontra con la pruderie, il blocco, e la “freddezza” della donna svedese.

  2. io non capisco proprio il senso di questo “premio”..c’hanno messo pure Stephen King che non se lo meritava proprio: quella scena è sicuramente credibile e plausibile considerato il contesto e le caratteristiche dei personaggi.

  3. Il senso del premio, per me, è che scrivere di sesso è un piccolo banco di prova (oltre al fatto che questo premio attira sempre infiniti curiosi). Voglio dire, si può scrivere di pessimo sesso, di sesso annoiato, di sesso poetico, di sesso amoroso, di sesso imbranato, di sesso squallido e così via. Se mi disturba la scena di sesso non è un problema, se è nelle intenzioni dell’autore.
    Ma scrivere di sesso male significa che, quale fosse l’intenzione dell’autore, nel lettore scatena solo una gran voglia di, beh, ridere. (O dormire, come in certe improbabili descrizioni che sembrano l’ascesa sensitiva in qualche dimensione ultraterrena).
    Voglio dire, quando leggi roba come in Nessuno si salva da solo della Mazzantini, di “lingue che si muovono come pale nella polenta” (??!!!) e altre amenità del genere, è innegabile che qualche ragione ‘sto premio ce l’ha. E pure troppo materiale a cui attingere.

  4. @Souffle: sono d’accordo con te che il punto chiave sia la credibilità; non è tanto se e quanto scrivi di sesso, ma se sei in grado di farlo. Se non lo sei, o se una determinata scena non ti riesce perché non è nella tua sensibilità, lasciala immaginare a chi legge. Questo non farà di te uno scrittore peggiore, anzi.

    Cosa ci dice Stendhal della prima notte d’amore tra Julien Sorel e Madame de Rênal? «Qualche ora dopo, quando Julien uscì dalla camera, si sarebbe potuto dire, in stile di romanzo, che non aveva più niente da desiderare».
    Perdonami la reminiscenza scolastica, ma mi è capitato più volte di pensare: fai come Stendhal!

    D’accordo con te che ci sono poi libri in cui il sesso è scritto benissimo, in American Psycho è addirittura “strutturale”. Altre volte è appoggiato lì, come se gli scrittori avessero letto i nove segreti di un best-seller di Ken Follett: n. 4, non può mai mancare una scena di sesso.

    @Paolo: credo che il senso sel premio sia chiaro, e come dice Chiara sotto, c’è molto materiale a cui attingere. Poi, si può non essere d’accordo con le candidature, ma questo credo valga per tutti i premi.

    @Chiara: pale nella polenta?? Grazie per questa perla!