Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco: in attesa dell’ultimo romanzo sgridiamo un po’ la Mondadori

E niente, c’è che il 25 ottobre, finalmente, esce in Italia I Guerrieri del Ghiaccio, la prima parte di A Dance with Dragons, il nuovo volume della celeberrima saga fantasy Le cronache del ghiaccio e del fuoco, di George R.R. Martin.

La storia non ve la sto nemmeno a raccontare, che tanto basta farsi un giro su internet (Santa Wikipedia) per trovare una miriade di riassunti/spoiler/gdr a tema/forum dedicati e chi più ne ha più ne metta.

In compenso, oggi parliamo del libro in sé per sé, del contenitore, per dirla come il Dr. Manhattan in questo interessantissimo post.

A Dance with Dragons sarà il quinto romanzo per gli Americani. Per noi, se non sbaglio, il settordicesimo o giù di lì.

Sì, perché qui in Italia i primi quattro volumi dell’edizione originale sono stati spezzettati senza pietà in nove parti e, naturalmente, Mondadori s’è guardata bene dal raddrizzare il tiro per l’ultima fatica letteraria di Martin: A Dance with Dragons, infatti, sarà pubblicato nell’italica penisola in ben tre volumi.

Che poi, fin qui, niente di male. Il problema sono i titoli dati ad canis penem. Il problema sono le edizioni. Il problema sono le quarte di copertina che ti vien male solo a leggerle, infarcite di errori grammaticali, spoiler (sì, avete letto bene, spoiler in quarta di copertina), neologismi che non stanno né in cielo né in terra e altre amenità simili. Se poi osiamo aprire i libri i refusi non si contano e la traduzione fa acqua da tutte le parti, roba che ti vien voglia di scaraventare il tutto fuori dalla finestra.

Sulle copertine stendiamo un multistrato di veli pietosi.

Insomma, una saga che mi dicono essere scritta meravigliosamente in lingua originale bistrattata come non mai. Ma sì, che ce frega? Tanto è fantasy, roba di serie B!

Sarà. Io, da lettrice di serie B pagante quanto i lettori di serie A, mi aspetto perlomeno di acquistare un’opera dignitosa. Sbaglierò.

E voi, cari lettori di serie A e di serie B, cosa ne pensate? C’è qualche edizione (Mondadori e Cronache a parte) che vi fa particolarmente rabbrividire?

Valentina Simoni

Una laurea in giurisprudenza, ma da grande voglio fare la coccolatrice di akita. Dico cose che non dovrei dire. Scrivo cose che non dovrei scrivere. Leggo cose che non dovrei leggere. Feticista della grammatica italiana e lettrice compulsiva, bookaholic senza speranze, divoratrice di serie tv. Nel tempo libero ascolto musica classica, imparo a suonare chitarra e pianoforte e gioco a riordinare la mia libreria.

25 Commenti
  1. In Italia il fantasy e spesso la fantascienza vengono trattati un po’ come i cartoni in cinematografia, roba per bambini e adulti-bambini. Spesso è così ma una semplificazione simile finisce per perdere fra le righe opere molto interessanti.
    Per dire Rizzoli non ha ancora pubblicato il terzo libro del ciclo barocco di Stephenson.

  2. La quarta di “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro racconta quello che, a poco a poco e in modo straziante, si scopre solo avanti nella lettura!!

  3. Sto avendo la stessa identica sensazione leggendo l’ultimo romanzo pubblicato in Italia di Anne Rice, in originale era “Blood Canticle”, in Italia “Blood”. L’avevo letto un paio di anni fa in lingua e nonostante non mi fosse piaciuto perché la Rice stava palesemente spremendo un limone secco (vale a dire le storie di Lestat & co.), non si poteva certo dire che fosse scritto male. Era un poco più che dignitoso ultimo romanzo di una saga ormai trita. Ma in italiano, vi prego! In Italiano è illegibile! Ci sono interi paragrafi che sembrano tradotti con il peggior traduttore online e la lettura prosegue a singhiozzo, tra parti scorrevoli e parti che ti farebbero venire voglia di usare il libro per accendere un falò sulla spiaggia! Lettrice pagante e pentita di sicuro dell’acquisto.

  4. Sempre così quando si pensa più ai soldi che ad altro. La Mondadori fa tantissimo marketing, riduce i costi con traduzioni scadenti, aumenta i profitti facendo di un libro una saga, e la gente acquista pure. Io personalmente ho sempre diffidato delle saghe fantasy infinite. Già con la Troisi che non è certo eccezionale, ho dovuto aspettare sempre che uscisse l’edizione economica tre in uno, anziché comprare per ogni saga tre libri. Per dire: i libri quando uscivano costavano dai 16,50€ in su, io la trilogia l’ho comprata 21,qualcosa €.

  5. @Marta: questo non l’avevo ancora visto. Brrrr.

    @AlphaC: concordo. Che poi ci sarebbe molto da dire sulla proliferazione di “scrittori” di fantasy. Ormai scrivere fantasy sembra esser diventata una moda, con la conseguenza che si finisce per pubblicare certe schifezze che nemmeno mia cugina in terza elementare scriverebbe. Per dire. Il che, tra l’altro, come fai giustamente notare, fa ‘sì che vadano perse in questo mare di romanzi-spazzatura opere di una certa qualità.
    E’ un po’ un cane che si morde la coda: agli adolescenti piace il fantasy = pubblichiamo il maggior numero di fantasy possibile e cerchiamo di lucrarci sopra = pochi controlli = qualità scadente (sia del “contenitore” che dei contenuti) = i romanzi fantasy sono letteratura di serie B = etc.

    @Lily: mah, visto che ci cascano anche con Einaudi mi sa tanto che è un vizio di famiglia -.-

    @mikaci: “Blood” non l’ho letto (ancora). A questo punto, semmai dovessi decidere di ri-avventurarmi nelle opere della Rice, propenderò per l’edizione originale. E hai ragione: certe traduzioni riuscirebbe a farle meglio Google Translate.

    @Alessandro: d’accordissimo con te. Se devo pensare a un romanzo fantasy italiano, recente, edito da Mondadori e diviso (senza molto senso e inutilmente) in più parti penso all’opera della Troisi. Anch’io ho comprato (leggasi “ho fatto comprare al moroso” :-P) la trilogia anziché i vari libri e, stante il mio giudizio sui vari romanzi (che non esprimo in questa sede per non espormi al linciaggio andando così fuori tema, visto che non sarebbe molto positivo), trovo quella della Mondadori una scelta molto azzeccata per quanto riguarda il marketing, ma decisamente scadente per quanto riguarda la qualità.

  6. @Valentina: la traduttrice è una certa Sara Caraffini. Considerando che ha tradotto gli ultimi 5 o 6 romanzi che la Longanesi ha pubblicato della Rice, e che questo è il peggio tradotto, mi chiedo quanto tempo le abbiano dato per tradurlo e se ci si stato un lavoro serio di editing sul testo. Anche il prossimo che uscirà sarà tradotto da lei ma dato che non ho più alcuna fiducia in questa casa editrice, non penso di spenderci neanche un centesimo, neanche quando uscirà con la TEA. Preferisco perderci un po’ di tempo e leggerli in originale. Io, da traduttrice nel cassetto quale sono, mi vergognerei a far mettere il mio nome in un testo che fa piangere a dir poco. E a questo punto, dato che sono in sciopero da acquisti, causa legge Levi, e che la Mondadori fa scempi di Martin, penso che mi avventurerò nella lettura delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco in originale.

  7. Ho iniziato la lettura dei libri de ciclo le cronache del ghiaccio e del fuoco in lingua originale per poi passare, causa pigrizia, al traduzione italiana e ne sono sconvolto!

    I più clamorosi che ricordo a braccio sono: un cervo gigante diventato un unicorno (animale che non compare mai più e che non esiste nei romanzi originali), caratteri somatici dei protagonisti stravolti (in un libro dove incesti dinastici generano guerre non è cosa da poco), emblemi sugli scudi che cambiano da un libro all’altro (per esempio un pipistrello che diventa martello) e potrei continuare…

    Insomma se le copertine piene di crociati sono un insulto e le edizioni spezzettate sono una schifosa speculazione gli orrori, si orrori e non errori, della traduzione di Sergio Altieri gridano vendetta rispetto alla seria professione del traduttore.

    Per quanto riguarda le edizioni Mondadori il peggio, per ora, l’hanno messo insieme con Le cronache del ghiaccio e del fuoco – Raccolta completa Vol. 1 ISBN 9788804610311 in cui ha saldato i primi due volumi originali in una edizione rilegata a cui mancano le rotelle trolley da circa 1600 pagine.

    Non solo non hanno riguardato le traduzioni ma non hanno fatto nessun editing che salvasse la nuova edizione; le mappe (fondamentali per un romanzo ambientato in un universo che non esiste) sono state eliminate mentre le appendici (in cui si ricapitolano le varie casate e parentele) sono messe a caso.

    In pratica il lettore che le consulta rischia di ‘scoprire’ che il personaggio di cui legge a pagina 30 muore di morte violenta anche se questo non avviene prima di pagina 800…
    Quando mi darò alla rilettura lo farò sulle edizioni originali magari di seconda mano.

    @AlphaC grazie per aver ricordato l’insulto che sta subendo la saga del ciclo barocco di Stephenson da parte di Rizzoli.

  8. Ciao… volevo dire che sono due settimane che cerco di capire quale edizione comprare. Sarei tentata per i 9 tascabili perchè sono completi, ma poi il 10 me lo fanno uscire con copertina rigida. Infine c’è il tentativo di ricomporre i libri come in origine, ma per ora, sull’onda della serie tv, c’è solo il rimo, quello con sean bean in copertina. nfine c’è un “volume 1” che raccoglie 4 titoli “il trono di spade, il grande inverno, il regno dei lui e la regina dei draghi”? Insomma, che fare?

  9. Avendone la possibilità la cosa migliore in assoluto è comprare l’edizione originale in inglese.
    Sinceramente per l’italiano non saprei che consigliare… La situazione è imbarazzante.

  10. Concordo con Marta: potendo, sarebbe meglio comprare l’edizione in lingua.

    Non potendo, invece… io ho ripiegato (quando ancora non sapevo cosa mi aspettava) sui 9 tascabili, ma significa dover chiudere gli occhi davanti alle cosacce orribili di cui sopra.

    Il problema, purtroppo, è che da quel che so nemmeno l’edizione che comprende i primi quattro titoli è granché: a quanto pare, infatti (da quanto ho letto in giro, personalmente non l’ho sfogliata), la traduzione è la stessa, i refusi pure e così via.
    La nuova edizione, quella con Sean Bean in copertina, l’ho intravista in Feltrinelli un paio di settimane fa. Non mi sembra sia cambiato molto, di certo la quarta è la stessa con qualche lievissima modifica. Mi sa tanto di mossa di marketing per sfruttare la scia del successo televisivo.

    Il consiglio rimane: se sai l’inglese, vai di versione originale.

  11. Wow, e pensare che per lo scorso Natale avevo in mente di regalarmi proprio l’edizione carro-armato delle Cronache del ghiaccio e fuoco XD meno male che non l’ho fatto!

    Più che altro, a me è capitato spesso di trovarmi davanti a traduzioni con inutili tentativi di riportare lo slang americano con neologismi e cazzate di questo tipo. Tempo fa comprai un’edizione di Tom Sawyer ( perdonatemi ma non ricordo di quale casa editrice e al momento non sono a casa mia ), ma non sono riuscito a superare le tre pagine di lettura. Cioè, sul serio, era uno schifo

  12. @Rumigal: l’hai scampata bella lo scorso Natale! 😛
    Scherzi a parte, hai ragione. A volte le traduzioni sono così tremende da rendere impossibile la prosecuzione della lettura.
    Se si conosce la lingua della versione originale il problema è aggirabile. Ma se, invece, non la si conosce… ohibò.

  13. Ho acquistato il volume unico “Le cronache del ghiaccio e del fuoco – volume 1”, senza sapere di avere già in casa l’edizione Urania “Il gioco del trono” (l’aveva comprato mia madre anni orsono). Entrambi rispecchiano l’edizione originale.
    Ebbene, ho notato con piacere che, tanto nell’edizione Urania (che è un ramo della Mondadori) del 2007, tanto in quella Mondadori del 2011, ci sono gli stessi fottutissimi errori di battitura: lettere invertite, parole omesse, aggettivi femminili riferiti a sostantivi maschili, e simili.
    Errori che, presumo, si portino dietro dietro dalla prima edizione Mondadori del 1999.
    Grazie, Mondadori, per l’eccelso servizio.

  14. Ah, confermo che nell’edizione “Trolley senza rotelle” (Le Cronache in volume unico del 2011), non ci sono le mappe del continente (indispensabili quando si comincia a leggere di viaggi e guerre continue)… ma compare un’utilissima mappa di Approdo del Re 😀 Sì, avete capito bene, l’imprescindibile e irrinunciabile MAPPA DI APPRODO DEL RE!

  15. Io leggo fantsy da almeno 20 anni e un tempo la mondadori era sinonimo di qualità, basti pensare che le prime edizioni italiane di Thad Williams e di Robert Jordan sono edite prorpio da Mondadori, adesso invece si vede lontano un miglio che la loro missione è diventata solo e soltanto la persecuzione del guadagno facile a spese dei lettori. Questa purtroppo è l’unica verità… è sconsolante constatarlo ma è inutile nascondersi dietro a un dito…

  16. Non c’è da stupirsi se si pensa a chi è l’azionista di maggioranza della Mondadori (insieme a Giulio Einaudi Editore, Elemond, Sperling & Kupfer, Grijalbo, Le Monnier, Pianeta scuola, Frassinelli, Electa Napoli, Riccardo Ricciardi editore, Editrice Poseidona) e su quale politica economica ha basato il suo successo.

    Non ci si può aspettare nulla di meno che mero profitto da chi vuole rendere un’impresa la scuola italiana.